martedì, dicembre 29, 2009

Il libero mercato e il suo fallimento

Un volantino dell'A2A (l'azienda municipalizzata di Milano) qualche mese fa mi aveva suggerito l'idea per un post, poi la pigrizia e gli impegni mi hanno fatto accantonare l'idea.
Tra azienda e consumatore c'è un'asimmetria informativa, relativa la prezzo dell'elettricità. Il prezzo dell'energia è si legato al prezzo del petrolio, ma non in maniera lineare e con una differenza di tempo.
Asimmetria che gioca anche su un altro fattore la paura dei rincari improvvisi, eravamo appena venuti da un periodo in cui il petrolio era stato, sia pur per breve tempo, oltre i 100 dollari al barile.
Se arriva una proposta di bloccare il prezzo dell'energia per tutto il 2010 un consumatore memore del bagno di sangue dell'anno prima non può che accettare felice, mentre una persona che conosce i meccanismi del mercato sa che il prezzo sarebbe tendenzialmente sceso, per via del petrolio che era sceso a 30 dollari, con un dollaro per di più in fase calante.

Ecco infatti la notizia che ratifica il calo seppur leggero delle bollette elettriche
In calo, invece, le tariffe di riferimento per l'energia elettrica: -2,2% per il primo trimestre 2010. Lo ha stabilito l'Autorità per l'energia e il gas.

fonte Il Sole 24 Ore

Per la gioia dei consumatori che avranno il prezzo bloccato con le tariffe più elevate, sia pur di un 2%.

giovedì, dicembre 24, 2009

Christmas 1914 In no man's land

"Janet, sorella cara, sono le due del mattino e la maggior parte degli uomini dormono nelle loro buche, ma io non posso addormentarmi se prima non ti scrivo dei meravigliosi avvenimenti della vigilia di Natale. In verità, ciò che è avvenuto è quasi una fiaba, e se non l'avessi visto coi miei occhi non ci crederei. Prova a immaginare: mentre tu e la famiglia cantavate gli inni davanti al focolare a Londra, io ho fatto lo stesso con i soldati nemici qui nei campi di battaglia di Francia! "Le prime battaglie hanno fatto tanti morti, che entrambe le parti si sono trincerate, in attesa dei rincalzi. Sicché per lo più siamo rimasti nelle trincee ad aspettare.

Ma che attesa tremenda! Ci aspettiamo ogni momento che un obice d'artiglieria ci cada addosso, ammazzando e mutilando uomini. E di giorno non osiamo alzare la testa fuori dalla terra, per paura del cecchino. E poi la pioggia: cade quasi ogni giorno. Naturalmente si raccoglie proprio nelle trincee, da cui dobbiamo aggottarla con pentole e padelle.

E con la pioggia è venuto il fango, profondo un piede e più. S'appiccica e sporca tutto, e ci risucchia gli scarponi. Una recluta ha avuto i piedi bloccati nel fango, e poi anche le mani quando ha cercato di liberarsi...» «Con tutto questo, non potevamo fare a meno di provare curiosità per i soldati tedeschi di fronte noi. Dopo tutto affrontano gli stessi nostri pericoli, e anche loro sciaguattano nello stesso fango. E la loro trincea è solo cinquanta metri davanti a noi." "Tra noi c'è la terra di nessuno, orlata da entrambe le parti di filo spinato, ma sono così vicini che ne sentiamo le voci. Ovviamente li odiamo quando uccidono i nostri compagni.

Ma altre volte scherziamo su di loro e sentiamo di avere qualcosa in comune. E ora risulta che loro hanno gli stessi sentimenti. Ieri mattina, la vigilia, abbiamo avuto la nostra prima gelata. Benché infreddoliti l'abbiamo salutata con gioia, perché almeno ha indurito il fango." "Durante la giornata ci sono stati scambi di fucileria.

Ma quando la sera è scesa sulla vigilia, la sparatoria ha smesso interamente. Il nostro primo silenzio totale da mesi! Speravamo che promettesse una festa tranquilla, ma non ci contavamo." soldati che fraternizzano fuori dalle trincee "Di colpo un camerata mi scuote e mi grida: ?Vieni a vedere! Vieni a vedere cosa fanno i tedeschi! Ho preso il fucile, sono andato alla trincea e, con cautela, ho alzato la testa sopra i sacchetti di sabbia». «Non ho mai creduto di poter vedere una cosa più strana e più commovente. Grappoli di piccole luci brillavano lungo tutta la linea tedesca, a destra e a sinistra, a perdita d'occhio. Che cos'è?, ho chiesto al compagno, e John ha risposto: 'alberi di Natale!'. Era vero. I tedeschi avevano disposto degli alberi di Natale di fronte alla loro trincea, illuminati con candele e lumini." "E poi abbiamo sentito le loro voci che si levavano in una canzone: ' stille nacht, heilige nacht…'. Il canto in Inghilterra non lo conosciamo, ma John lo conosce e l'ha tradotto: 'notte silente, notte santa'.

Non ho mai sentito un canto più bello e più significativo in quella notte chiara e silenziosa. Quando il canto è finito, gli uomini nella nostra trincea hanno applaudito. Sì, soldati inglesi che applaudivano i tedeschi! Poi uno di noi ha cominciato a cantare, e ci siamo tutti uniti a lui: 'the first nowell (1) the angel did say…'. Per la verità non eravamo bravi a cantare come i tedeschi, con le loro belle armonie. Ma hanno risposto con applausi entusiasti, e poi ne hanno attaccato un'altra: 'o tannenbaum, o tannenbaum…'. A cui noi abbiamo risposto: 'o come all ye faithful…'. (2) E questa volta si sono uniti al nostro coro, cantando la stessa canzone, ma in latino: 'adeste fideles…'». «Inglesi e tedeschi che s'intonano in coro attraverso la terra di nessuno!" "Non potevo pensare niente di più stupefacente, ma quello che è avvenuto dopo lo è stato di più. 'Inglesi, uscite fuori!', li abbiamo sentiti gridare, 'voi non spara, noi non spara!'.

Nella trincea ci siamo guardati non sapendo che fare. Poi uno ha gridato per scherzo: 'venite fuori voi!'. Con nostro stupore, abbiamo visto due figure levarsi dalla trincea di fronte, scavalcare il filo spinato e avanzare allo scoperto." "Uno di loro ha detto: 'Manda ufficiale per parlamentare'. Ho visto uno dei nostri con il fucile puntato, e senza dubbio anche altri l'hanno fatto - ma il capitano ha gridato 'non sparate!'. Poi s'è arrampicato fuori dalla trincea ed è andato incontro ai tedeschi a mezza strada. Li abbiamo sentiti parlare e pochi minuti dopo il capitano è tornato, con un sigaro tedesco in bocca!" "Nel frattempo gruppi di due o tre uomini uscivano dalle trincee e venivano verso di noi.

Alcuni di noi sono usciti anch'essi e in pochi minuti eravamo nella terra di nessuno, stringendo le mani a uomini che avevamo cercato di ammazzate poche ore prima». «Abbiamo acceso un gran falò, e noi tutti attorno, inglesi in kaki e tedeschi in grigio. Devo dire che i tedeschi erano vestiti meglio, con le divise pulite per la festa. Solo un paio di noi parlano il tedesco, ma molti tedeschi sapevano l'inglese. Ad uno di loro ho chiesto come mai. 'Molti di noi hanno lavorato in Inghilterra', ha risposto. 'Prima di questo sono stato cameriere all'Hotel Cecil." "Forse ho servito alla tua tavola!' 'Forse!', ho risposto ridendo. Mi ha raccontato che aveva la ragazza a Londra e che la guerra ha interrotto il loro progetto di matrimonio. E io gli ho detto: 'non ti preoccupare, prima di Pasqua vi avremo battuti e tu puoi tornare a sposarla'. Si è messo a ridere, poi mi ha chiesto se potevo mandare una cartolina alla ragazza, ed io ho promesso. Un altro tedesco è stato portabagagli alla Victoria Station.

Mi ha fatto vedere le foto della sua famiglia che sta a Monaco. Anche quelli che non riuscivano a parlare si scambiavano doni, i loro sigari con le nostre sigarette, noi il tè e loro il caffè, noi la carne in scatola e loro le salsicce. Ci siamo scambiati mostrine e bottoni, e uno dei nostri se n'è uscito con il tremendo elmetto col chiodo! Anch'io ho cambiato un coltello pieghevole con un cinturame di cuoio, un bel ricordo che ti mostrerò quando torno a casa." "Ci hanno dato per certo che la Francia è alle corde e la Russia quasi disfatta.

Noi gli abbiamo ribattuto che non era vero, e loro. 'Va bene, voi credete ai vostri giornali e noi ai nostri'». «E' chiaro che gli raccontano delle balle, ma dopo averli incontrati anch'io mi chiedo fino a che punto i nostri giornali dicano la verità. Questi non sono i 'barbari selvaggi' di cui abbiamo tanto letto. Sono uomini con case e famiglie, paure e speranze e, sì, amor di patria. Insomma sono uomini come noi. Come hanno potuto indurci a credere altrimenti? Siccome si faceva tardi abbiamo cantato insieme qualche altra canzone attorno al falò, e abbiamo finito per intonare insieme - non ti dico una bugia - 'Auld Lang Syne'. Poi ci siamo separati con la promessa di rincontraci l'indomani, e magari organizzare una partita di calcio.

E insomma, sorella mia, c'è mai stata una vigilia di Natale come questa nella storia? Per i combattimenti qui, naturalmente, significa poco purtroppo. Questi soldati sono simpatici, ma eseguono gli ordini e noi facciamo lo stesso. A parte che siamo qui per fermare il loro esercito e rimandarlo a casa, e non verremo meno a questo compito." "Eppure non si può fare a meno di immaginare cosa accadrebbe se lo spirito che si è rivelato qui fosse colto dalle nazioni del mondo." "Ovviamente, conflitti devono sempre sorgere. Ma che succederebbe se i nostri governanti si scambiassero auguri invece di ultimatum? Canzoni invece di insulti? Doni al posto di rappresaglie? Non finirebbero tutte le guerre?

Il tuo caro fratello Tom."


Dalla lettera di un soldato inglese che assistette alla tregua di Natale.

Tanti auguri a tutti i lettori che passano di qui.

mercoledì, dicembre 23, 2009

Neve





Questa era l'immagine presa dalla finestra del mio ufficio verso le 15.00.
La neve era iniziata a cadere verso le 12.00, perché durante la mattinata non c'era traccia ne' di neve ne' di altri problemi; tanto che il sale non era stato sparso ne in tangenziale ne sulle strade della città.
Tutti avevamo ascoltato gli inviti di De Corato, ma se uno prende la macchina e' perché lavora in una zona scarsamente o per nulla coperta dai mezzi pubblici: malgrado le leggende le statistiche riportano che i milanesi usano in percentuali maggiori i mezzi rispetto ad altre città europee, quello che cambia e' il numero e la pervasività delle linee della metro.
Se per primo il comune tenendo aperte scuole e uffici comunali dimostra di non credere alle previsioni come può un lavoratore convincere il suo capoufficio a restar a casa se il cielo e' pulito?
Oltretutto il caos e' nato perché le tangenziali erano circolabili, le strade cittadine così così, mentre tutte le provinciali erano bloccate e sporche.
Ricorderò di questa giornata le circa 5 ore di coda e che per l'ennesima volta prefetto ed assessori al traffico di regione, provincia e comune non hanno avuto alcuna logica nel gestire la pulizia delle strade.
Purtroppo non voto qui in Lombardia, altrimenti saprei a chi non dare il mio voto.

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mercoledì, dicembre 16, 2009

Polvere di fortuna

Sto pranzando all'interno diun centro commerciale, che ovviamente ha anche una tabaccheria. Si e' formata una coda immensa di gente che gioca con il classico gratta e vinci. Tutto attorno c'è la polvere dorata dei biglietti, polvere che dovrebbe schiudere le porte della ricchezza ai giocatori ed invece li illude per un breve tempo.
Immigrati, italiani tutti senza distinzione di colore o nazionalità fanno la coda per i 5 minuti di sogno, minuti preziosi in cui immaginare i cambiamenti della loro vita; anche la coppia di pensionati davanti a me gratta lentamente per continuare il suo sogno.
Finisco il mio panino, mentre i due pensionati tornano dallo spacciatore di sogni.


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domenica, dicembre 13, 2009

Luci a Milano

Prendi una città normalmente grigia come Milano, addobbala a festa.
Prendi poi una persona che non l'ha mai visitata e accompagnala in giro raccontandole storie e aneddoti sulla città.
Scoprirai negli occhi di chi accompagni la magia di Milano, magia che tu non riesci più a vedere distratto come sei dalla quotidianità della routine.

martedì, dicembre 01, 2009

Riassumendo

Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai(....)


Questo è uno stralcio della famosa lettera di Celli a Repubblica per spiegare a suo figlio e agli italiani la situazione italiana.
Secondo me poteva esser riassunta benissimo così:
"Figlio mio, in questo paese c'è un solo posto di potere occupato da chi se lo merita davvero. Ma è il mio, e io non schiodo, quindi levati dai coglioni ed emigra".

Il riassunto è di Miic.

PS Quando parlava di manager che non pagano mai per i fallimenti, magari era una nota autobiografica e si riferiva alla sua esperienza in IPSE e a tutte le persone che aveva licenziato.

PPS Ma fa un analogo discorso a tutti quelli che si iscrivono all'università di cui lui è il direttore generale?

Edit: Il famigerato Celli si è poi fatto intervistare su FocusEconomia su Radio24 (e probabilmente da qualche altro programma tv, ma essendo un luddista non guardo la televisione). Solite cose: era una provocazione, la Luiss che è una buona e brava università fra un programma apposito per evitare che la gente espatri. Ovviamente non una parola sui suoi fallimenti come manager o sui suoi collegamenti a politici italiani.
Le solite cose appunto

domenica, novembre 29, 2009

Leggendo qua e la

La grande impresa, nella sua accezione tradizionale, è ridotta ai minimi termini. Esiste però una fascia di aziende medie e medio-grandi, con un fatturato annuo che non supera i 2 miliardi, molto proiettata sull'estero, in crescita e con una buona redditività. E al di sotto un mare di piccole, se non micro, imprese, con un giro d'affari modesto e pochissimi dipendenti.
è uno dei passi di un interessante articolo di Orazio Carabini sul Sole24Ore.

L'articolo, che analizza la situazione della taglia delle aziende, mi riporta alla mente una discussione di qualche anno fa dentro plcforum, dove il giovane ingegner Jakala andava sia per imparare sia per scambiare opinioni tecniche. Years ago.
Uno dei membri più anziani parlando in generale raccontava che i nuovi laureati erano sfortunati, perché molte grosse aziende italiane erano state smembrate o comprate da multinazionali straniere (es. Ansaldo, la Pirelli, ecc) con l'effetto di avere pochi grandi gruppi.
Un tempo questi gruppi avrebbero assunto i neoingegneri, formati in un contesto strutturato, fatti crescere tecnicamente ed ad un certo punto questi avrebbero dovuto decidere se fare carriera dentro la stessa mega-aziende oppure andare in aziende più piccole in modo da esportare le esperienze e far crescere anche quest'ultime grazie al loro bagaglio tecnico.

Quando si analizza il discorso relativo alla taglia delle aziende molto spesso ci si dimentica che viene perso un bagaglio di conoscenze e di trasmissione di conoscenze che aiuta tutto il sistema paese.

venerdì, novembre 27, 2009

Corridoio o finestrino

Corridoio o finestrino? è la classica domanda che ti fanno al check-in per il biglietto del volo.
La scelta è filosofica: finestrino significa voler vedere il paesaggio, si aspetta con entusiasmo la meta di arrivo; mentre scegliere il corridoio significa che non ti interessa nulla né della meta né del viaggio preferisci stare largo e distendere i piedi nel corridoio.
Nei viaggi di lavoro non a caso nei viaggi la mia scelta è quella del corridoio.


PS Qualcuno poi ha mai capito perché gli italiani appena atterrati devono accendere il cellulare per dire
"Ciao sono ancora dentro l'aereo..."
cosa cambia avvisarli, mentre aspettano i bagagli?

mercoledì, novembre 25, 2009

Working time

L'inutile polemica di Rotondi sulla pausa pranzo (inutile perché ha molti è capitato di saltare il pranzo causa problemi al lavoro, polemica perché se avesse veramente a cuore il tema poteva farlo affrontare durante il rinnovo dei contratti del pubblico impiego) ha riportato in primo piano la questione dell'orario di lavoro.
Chiaramente il tema è stato scelto per discutere in modo da distrarre da altri temi, ma secondo me è un peccato lasciar sfumare il dibattito.
L'Italia sta gradualmente trasformandosi in una nazione di servizi da una nazione manifatturiera, certo molti dei servizi sono legati all'industria manifatturiera (es. manutenzione, progettazione) ma sono comunque servizi.

Quand'ero in Inghilterra, l'orario lavorativo era molto libero: a parte chi svolgeva funzioni di front desk, cioè a contatto con il cliente, gli altri avevano la più ampia liberta, l'unico vincolo era fare le 40 ore settimanali.
Uno poteva scegliersi l'orario di inizio a partire dalle 6.30, se fare o meno la pausa pranzo e di quanto tempo farla, allungare l'orario per poi recuperare nei giorni successivi o uscire prima per delle incombenze e recuperare durante il corso della settimana.
Il venerdì pomeriggio libero, infatti era ottenuto dall'allungamento dell'orario di lavoro nel corso degli altri giorni della settimana.
Il risultato di una pianificazione così libera era la possibilità per chi lavora di poter continuare il lavoro, quando hai una scadenza oltre il normale orario senza dover richiedere straordinari o regalare ore gratis all'azienda, uscendo magari prima il venerdì o iniziando più tardi la mattina dopo; ma è anche di aiuto ai genitori che possono andare ad una riunione il pomeriggio uscendo prima un giorno e recuperando i giorni dopo.
Basterebbe creare una banca ore, cosa fattibilissima visto che tutti hanno un badge su cui timbrano.

Ho provato a parlarne nella mia azienda, essendo legati al contratto nazionale del commercio in fondo non occorrono deroghe al contratto nazionale, trovando l'entusiasmo non solo da parte dei miei colleghi, ma anche del direttore tecnico e le orecchie da mercante da parte del responsabile del personale.
Gelo dovuto sia al fatto che essendoci delle persone che hanno relazioni con il cliente che creerebbero problemi, sia a persone che hanno già dato prova di prendersi "libertà" quando non dovevano; in altre parole vige la vecchia regola l'Italia è un paese del non merito, piuttosto che dare qualcosa a chi merita si preferisce non dare niente a tutti

lunedì, novembre 23, 2009

Don't give up

Scrivo dopo aver visto Boston Celtics contro i New York Knicks, partita gradevole anche se non bellissima. Quello a cui si è assistito è una partita fortemente emotiva, dove più volte le due squadre hanno tentato di infliggere all'avversario un divario di punti tale da convincerlo ad un garbage time anticipato.
A metà partita Boston conduceva di oltre 15 punti, considerato la storia attuale dei Knicks abbastanza da sotterrarli, eppure improvvisamente riescono ad effettuare un controbreak (Galinari in campo a dare una mano al break) recuperano i punti di svantaggio e si portano in vantaggio!!

Boston sembra caraccolare per la botta emotiva, considerando che i suoi lunghi Garnett e Wallace sono praticamente inutili; ma trascinati da Pierce riescono a riportarsi in vantaggio. All'ultimi secondi NY pareggia il punteggio e trascina i Celtics all'overtime.
Qui iniziano 5 minuti di una sostanziale parità, anche per i numerosi errori da una parte e dall'altra.
Timeout richiesto dai Celtics che disegnano l'ultimo schema. Le tv inquadrano Garnett, che è l'ultimo ad alzarsi dalla sedia, segno che è stanco, le cifre in sovraimpressione dimostrano che ha problemi.
Ultimi 9 secondi la palla è in mano a Pierce che ha letteralmente trascinato i suoi, i secondi passano, il tempo scorre veloce.
Attira un raddoppio e passa la palla a Garnett, che senza neppure pensare a quanti tiri ha sbagliato tira senza paura.

La palla entra e porta alla vittoria la sua squadra.

In tutti i forum di basket si parla sempre di perdenti e di vincenti, non intendendo semplicemente chi vince un anello o chi non arriva mai a giocare i playoff.
Garnett è un vincente perché non ha avuto timore a prendersi un tiro che aveva già sbagliato diverse volte nella partita, perché ha deciso di continuare a giocare, malgrado non fosse al suo meglio.
Mai mollare se vuoi vincere, anche quando tutto è contro di te.

domenica, novembre 15, 2009

It don't mean a thing

Oggi mi è ricapitata in mano una raccolta di Duke Ellington, che avevo comprato durante i miei anni da studente universitario, studiando spesso la sera cercavo della musica che mi rilassasse. Una sera mi metto ad ascoltarlo insieme ad un mio coinquilino musicista, lui suonava il basso in una band metal, ma da musicista era attirato da tutto ciò che suonava bene. Mentre l'ascoltavamo fantasticando di anni '20 e club fumosi che facevano da sfondo ad improbabili thriller mi giro e vedo il terzo coinquilino fermo sulla soglia della porta. Probabilmente era venuto da noi a chiederci qualcosa e poi si era fermato ad ascoltare la musica del Duca, immergendosi nei pensieri che quella musica ti liberano.



Duke Ellington - It don't mean a thing (1943)

martedì, novembre 10, 2009

Miserabili

Ieri sera su La7 Marco Paolini ha tenuto uno spettacolo per ricordare la caduta del famoso muro di Berlino.
Tanti i temi toccati, alcune cose su cui esser d'accordo altre meno, ma di certo ricco di spunti di riflessione.
Questo post nasce infatti da uno dei spunti di riflessione.

Ad un certo punto parlando del fatto che gli era stato clonato il bancomat da una banda di rumeni, afferma (cito a memoria): "li hanno un sacco di ITIS, da noi invece i giovani si iscrivono ai DAMS per poi poter andare da Maria De Filippi".

Ripensando alla mia storia lavorativa non posso che concordare con questa affermazione, la cultura scientifica e del fare è delegata come fosse una cosa scontata e banale. Questo in Italia, perché da altre parti è tenuta in gran conto.
Quando sono partiti i tagli nella mia azienda il vicepresidente americano ha tenuto un incontro singolarmente con i vari tecnici rassicurandoci, cosa non fatta con nessuno degli altri reparti, commerciale ed amministrativo.
Sapeva che l'azienda senza il personale tecnico con esperienza sarebbe diventata solo una filiale commerciale.

Una nazione che perde la conoscenza tecnica è destinata a diventare solo un grosso centro commerciale, dove si vende oggetti prodotti da altri paesi e dove i vari ballerini di Maria De Filippi potranno allietare lo spettacolo dei turisti che verranno a comprare nel grande centro commerciale Italia.

venerdì, novembre 06, 2009

Correre incontro al sole

In cerca di un’altra possibilità
Per essere un’altra persona
In cerca di un altro luogo
Per correre incontro al sole


Correre incontro al sole
correre incontro al sole
correre incontro al sole
correre incontro al sole
dove...

... ogni cosa sembra essere bella
Ma se sei stanco e stufo della città
Ricorda che è solo un altro fiore
Fatto d’argilla

Oh oh oh, la città ....

... dove ogni cosa sembra sporca
Ma se sei stanco e pieno d’autocommiserazione
Ricorda che sei solo una persona
In più che è lì

E' difficile vivere nella città
è difficile vivere nella citta

domenica, novembre 01, 2009

Istantanea lavorativa

Venerdì 30: si sommano la chiusura della settimana con quella del mese.
Sono le 17.28, la giornata lavorativa si chiude alle 17.30

I commerciali non ci sono o in giro per appuntamenti con ditte vicino a casa o direttamente da casa via telelavoro.
Le segretarie del backoffice sono vestite con il badge in mano pronte a timbrare il cartellino e fuggire verso il weekend.

Noi tecnici invece abbiamo ancora il pc acceso, che continuiamo a lavorare quei 5, 10 minuti oltre il normale orario lavorativo.

Ci dovrebbe essere un morale in questo? Boh..

Forse fare un lavoro, anche manuale, ti rende più orgoglioso del tuo lavoro? Può darsi..
Forse siamo pagati di più? Non credo.
Forse siamo più disorganizzati e non smettiamo in tempo?

Non ho ancora trovato una risposta soddisfacente e forse non la troverò mai.

lunedì, ottobre 26, 2009

10 anni

10 anni sono passati.

10 anni in cui è successo un po' di tutto, mi sono laureato, ho iniziato a lavorare e mi sono trasferito nella tua città.

Mi ricordo ancora di come ne parlavi, tutto fiero. La città che da a tutti una possibilità.

Questa domenica sono stato alla galleria, mentre vedevo la fila di giapponesi che faceva il giro sugli attributi del toro e si faceva riprendere, ripensavo alle spiegazioni che mi avevi dato sui quattro simboli.

Guardali sono i simboli delle quattro capitali d'Italia, Torino, Firenze, Roma e la capitale economica. Indicavi con un sorriso il fatto che il simbolo di Milano era più grande, quasi a compensarla di non esser stata mai proclamata ufficialmente.

Prendendo il Corriere mi raccontavi di come avessi imparato a leggere sui fondi di Montanelli a 30 anni, perché avevi dovuto abbandonare la scuola per mantenere la famiglia. Ci tenevi che studiassimo, perché avevi provato cosa significava esser analfabeti.

10 anni sono passati.

martedì, ottobre 20, 2009

L'insostenibile leggerezza del posto fisso

Il tormentone del posto fisso è ricominciato ad affacciarsi nei discorsi di molti, grazie al  ministro dell'economia, che ha riscoperto le sue radici socialiste. 


Quando ero studente, sin dai tempi del liceo il mantra "i nostri/vostri figli dovranno abituarsi a cambiare più posti di lavoro durante la loro vita" era predominante.

Anche perché sanciva l'inizio della trasformazione dell'Italia da società industriale/manifatturiera a società di servizi.

Le grandi aziende che ti assumevano per farti crescere, man mano di ruolo stavano scomparendo per lasciar spazio ad aziende più piccole, con meno posti interessanti e con maggior bisogno di know how personale.


La flessibilità dunque nasce sia  dal fatto che una persona qualificata non ha molte possibilità di crescere, a causa della dimensione dell'azienda, sia dal fatto che aziende più piccole hanno meno possibilità di sopportare una persona che ruba lo stipendio.


Non a caso nei momenti di crisi le aziende multinazionali approfittano del momento per fare un repulisti interno.


Tuttavia da un ministro io non mi aspetto un elogio dei bei vecchi tempi che furono, per quello andavo dal mio barbiere.

Da una persona che ha il potere e che influente sul governo e sul parlamento, mi aspetterei un piano programmatico per modificare lo stato sociale, imperniato sul posto fisso, in uno che tenti di adattarsi alla flessibilità del mondo moderno. Nei paesi del nord ha prevalso un modello chiamato flex-security, in cui si da la possibilità ad una persona di poter godere di alcuni diritti anche con un lavoro precario, penso ad un'indennità di disoccupazione insieme a dei corsi di riqualificamento.

Penso alla possibilità di scalare alcune spese se si è perso il lavoro per una ristrutturazione aziendale.


Eppure questo non sembra sfiorare la mente di chi deve decidere, è evidente che sono troppo vecchi ed ancorati al vecchio modo di pensare; un esempio del quale è l'atteggiamento dei sindacati invece di lanciare una sfida al governo per dare anche a chi ha un lavoro flessibile la sicurezza di fare un piano di vita, pensano ad modificare con un colpo di decreto tutti i lavori in posti fissi.


Come se la crisi globale fosse possibile bloccarla con un decreto legge.

A questo punto perché non bloccare la forza di gravità sempre con lo stesso decreto?

lunedì, ottobre 19, 2009

Un giorno in più..

Mio fratello si alza tentando di far meno rumore possibile, lo aspetta una nuova giornata di lavoro.

Io invece me ne resto a poltrire a letto, assecondando i voleri della responsabile del personale mi sono preso un giorno di ferie, senza però essermi programmato qualche attività.
La giornata mia accoglie con un pallido sole, che condivide con me la strada che calpesto.
Passo a salutare il mare, il mio vecchio amico, la cui mancanza è una delle ragioni per cui non sento Milano casa mia. Si fanno le 10, decido di prendermi un caffè; entro in un bar e la folla che incontro mi fa riflettere sulla diversità fra la vita di provincia e quella di città, con i diversi ritmi.
Esco, per godermi ancora qualche raggio di sole, prima di tornare in terra straniera.

mercoledì, ottobre 14, 2009

Also for the money

La scorsa settimana ho riempito il form per inviare il mio cv ad una delle poche multinazionali italiane, ovviamente c'era la classica domanda sul motivo del cambiamento.

Ora, siccome siamo italiani, quindi tendenzialmente ipocriti, la questione monetaria deve rimanere nell'angolo, i motivi ammissibili sono solo quelli professionali (voglia di crescere, ecc) o ambientali (voglia di spostarsi di azienda o di città).
Negli USA parlare di soldi invece non è affatto disdicevole, anzi è una cosa normale, che fa parte della vita quotidiana.

Onestamente, pur piacendomi quello che faccio, io lavoro perché sono pagato. I soldi non sono l'unica motivazione. Ho una laurea presa con sacrifici, quindi ho voglia di metterla a frutto e proseguire la mia carriera professionale usandola, ma questo non vuol dire che la questione economica sia una delle ultime ad esser analizzata, specialmente di questi tempi in cui il tuo stipendio da un'idea di quanto vali per l'azienda.

Tra le ragioni per il motivo del cambiamento, oltre le classiche, ho messo di conseguenza la voglia di migliorarmi economicamente

domenica, ottobre 11, 2009

Same tram, different worlds

Seduto sul tram che mi porterà al Duomo, vedo una signora anziana. Legge uno strano giornale nella sua lingua il cinese, probabilmente è venuta qui insieme ai suoi figli in cerca di una terra migliore, in cerca di fortuna.
A vivere sotto un cielo diverso.
Chiudo gli occhi, torno ad essere sulla southern line.
Avevo con me il Times, dunque la coppia sul sedile accanto, che giocava con il loro nipote mi avevano preso per un inglese.
Loro erano italiani, che raccontavano al nipotino la fatica di trasferirsi, di abituarsi a regole differenti, questo alla ricerca di una miglior fortuna, fortuna che non avevano avuto nella loro patria.
Immagino che la signora stia pensando la stessa cosa, a vivere in Italia. Il giornale cinese, gli servirà per sentirsi meno lontana dalla madrepatria.
Apro gli occhi, è arrivata la mia fermata.

venerdì, ottobre 09, 2009

costo della vita

Quando si fanno le vari statistiche sul costo della vita, inevitabilmente si finisce a parlare di gabbie salariali fra nord e sud, non tenendo conto che le differenze sono in realtà fra le varie città.
 
Sabato scorso sono andato al cinema in un multisala di Treviso. Costo del biglietto 7,5 €
Ho cenato in una catena di ristoranti, solita folla pre o post cinema, ma mangiato molto bene con carne fresca.
 
Questa settimana sono andato a vedere un film in un multisala di Milano. Costo del biglietto 8€
Ho cenato nella stessa catena, costo uguale, ma cibo pessimo.
 
Conclusioni: la differenza di costo della vita non dipende tanto dalla ricchezza della città, Treviso in proporzione è più ricca di Milano, ma dalla pressione umana.
Milano attira talmente tanta gente, per motivi di lavoro, che può permettersi di avere servizi che costano di più e con un livello di qualità inferiore.

giovedì, ottobre 08, 2009

Egalitè

La rivoluzione francese dette inizio all'età contemporanea.
Prima si aveva un sistema di caste sociali, a cui si accedeva per natura ereditaria o al limite per matrimonio.
Essere nobile significa aver più diritti rispetto ad un plebeo o anche rispetto ad un ricco borghese.
Sostenere quindi che un gruppo ristretto di persone, solo perché elette ad una carica prestigiosa godono di privilegi rispetto alla persona comune era antistorico, non sorprende quindi la sentenza della Corte Costituzionale, lo avrebbe capito anche un bambino che tale lodo non avrebbe potuto reggere.

“la legge è uguale per tutti ma non la sua applicazione”.


Probabilmente questa frase è vera, gli errori giudiziari accadono e le sentenze possono essere ribaltate nei tre gradi di giudizio, ma la soluzione non sta nel creare una differente giustizia con differenti diritti.

venerdì, ottobre 02, 2009

Pausa Pranzo

Finisco presto di mangiare, l'azienda è quasi vuota: molti si sono presi il venerdì come giorno libero, altri sono fuori a mangiare al bar.
 
Vado nel parcheggio con il mio lettore sulle orecchie, usando il tasto random.
Chiudo gli occhi ed apro le braccia, godendo del calore del sole e rabbrividendo alle folate del vento.
 
La musica scorre adrenalinica, lasciandomi libero di fantasticare e sognare per un istante.
 
Istante che spero si prolughi per tutta la giornata.
 
I rumori di una macchina che arriva mi strappano ai miei sogni, la pausa pranzo sta finendo.
 
Riapro gli occhi per vedere la realtà.

giovedì, ottobre 01, 2009

La TV e la realtà

Questa sera ci sarà la trasmissione di AnnoZero, trasmissione che io non guarderò.
Non la guardo non perché io sia l'ennesimo pasdaran della destra, ma perché semplicemente ritengo che gli argomenti che tratterà, saranno per l'ennesima volta alieni alla mia e penso a quella di tanti realtà.

Leggiuchiando qua e là una conversazione su FriendFeed si sottolineava che su AnnoZero andrà in onda la famosa escort di PapiSilvio, sottolineando che siamo l'ultimo paese che la vede in tv (anche se mi risulta che nessuna trasmissione di interesse politico l'abbia intervistata, ma solo quelle le trasmissioni di intrattenimento).
E speravano che la sua visione aprisse gli occhi a molti italiani.
Confesso che sono intervenuto, sottolineando che molti italiani sono più interessati alla realtà economica e alla questione crisi che a sapere le prestazioni sessuali del presidente del consiglio.
Che la gente sa già che mente, quando dice che la crisi è passata.
Che la maggior parte delle persone il lunedì lo passavano a discutere della richiesta di CIG in bacheca.
Che lo passavano a discutere di quanti fra fornitori e clienti erano in crisi.
Che lo passavano chiedendo ai commerciali, un tempo rogna da sopportare, se avevano raggiunto i budget di vendita per il mese.

Ed in tutto questa situazione di crisi, spicca l'assordante silenzio dell'opposizione.
Spicca l'assordante silenzio di proposte, di indagini sui Tremonti Bond se servono alle banche a salvare gli amici degli amici (Carlo Tassara, Ipi, Risanamento) o andranno ad aumentare i fidi delle aziende.
Sullo scudo fiscale abbiamo sentito di tutto, ma a farlo passare sono state le "assenze" sui banchi dell'opposizione.

Quindi è inutile dire che gli italiani apriranno gli occhi su Papi, perché tanto non avrebbero molto da guardare.

PS Santoro si era fatto eleggere a Strasburgo come deputato, aveva avuto l'occasione di lavorare per migliorare le condizioni non solo di noi italiani, ma anche degli europei. Malgrado sia vituperata, parecchie direttive europee ci stanno migliorando la vita.
Ma lui ha scelto di abbandonare un impegno concreto per 5 minuti nello spettacolo di Celentano.

lunedì, settembre 28, 2009

Il nuovo teatro dell'assurdo: a colloquio con un call center

Ecco il prode ing. Jakala, che da fiero liberista ha subito optato per il libero mercato dell'energia, che prova a comunicare con il suo attuale fornitore di energia.

"Salve qui è forniamo tanta energia&gas per conoscere le nostre nuove tariffe prema 3 volte il glyfo, per ascoltare qualche minchiata premere il segno di radice quadra, per parlare con un operatore del servizio elettricità premere il simbolo di batman..."

Op:"Salve sono l'operatore [inserire_nome_ qualsiasi] come posso esserle utile?"

J:"Salve, ho problemi in merito alla bolletta in particolare blabla yadda yadda".

Passa mezz'ora con l'operatore di sottofondo che prende appunti, neanche gli stessi dettando la divina commedia.

Op:"Perfetto le serve altro?"

J:"Si, mi potrebbe dire quando verrà emessa la prossima bolletta?"

Op:"Lei ha la fatturazione bimestrale, quindi la prossima bolletta verrà emessa il 15 di settembr.."

J:"Quindi la mia bolletta sta viaggiando nel tempo?"

Op:"...che però non risulta esser ancora emessa. Ci deve essere un problema di comunicazione, ma provvederò adesso a farla emettere!"

J:"Meglio, grazie."

mercoledì, settembre 23, 2009

Macchinetta del caffè

Sembra ieri, invece era stato meno di nove mesi fa, quando ci hanno portato la nuova macchinetta del caffè.
Ne consumavamo troppo e allora il fornitore c'è ne aveva fornita una più potente, per non dover fare rifornimento troppo spesso.

E di oggi la notizia che ci verrà riportata quella vecchia, ne consumiamo troppo pochi.

Facile con il 50% in meno di personale.

50% in poco più di un anno.
E all'americana, mica quelle minchiate alla Imse.

Se pregato di lasciare il tuo ufficio. Oggi. Per sempre.

La scorsa settimana è toccato all'ex-CFO sentirsele dire.

Ora vado a prendere un thè per evitare che si portino via anche questa.

martedì, settembre 22, 2009

Male non fare, male non temere

Nel mio primo periodo milanese abitavo in una zona in cui gli italiani erano minoranza, seppur minoranza diffusa.
Per andare a casa passavo ogni giorno davanti ad una macelleria islamica.
Dopo qualche tempo, a furia di passare davanti, qualche cenno di saluto veniva fatto sia da parte mia sia da parte loro.

Ma non ho mai provato ad entrare li dentro, perché probabilmente sarebbe stato considerato un ospite poco gradito.
Ecco perché considero che in questo caso le colpe siano di chi è voluto a tutti i costi entrare in una cerimonia religiosa altrui.

domenica, settembre 20, 2009

Spingendo in là l'autunno

Andare in spiaggia a fine settembre è sempre strano, sono giorni rubati all'autunno incombente.
Questo è il piccolo privilegio che mi concedo prendere di nuovo il sole in spiaggia.
Dal basso del mio asciugamano, smetto per un attimo di leggere il mio libro, Broken Angels, per dare un'occhiata a chi come me ha deciso che una spiaggia era la risposta a quasi tutti i problemi.

Sono vicino ad un complesso di lusso, firmato da una delle tante archistar Richard Meier, che decidono di elargire, dietro lauto compenso, il loro genio in Italia.
Le coppie che prendono il sole accanto a me potrebbero essere un modello da seguire early forties, handsome sia gli uomini sia le donne, con disponibilità di soldi (vedi complesso di lusso), con figli a seguito.
A volte sarebbe preferibile qualche difetto.

Una voce mi chiama, un mio amico mi ha riconosciuto e si ferma a parlarmi.
Mi racconta di essersi licenziato dalla sua ditta, stufo di Milano e di aver deciso di partire per il Sud America, Argentina e Brasile le sue mete, per tentare un'esperienza all'estero.


A familiar face a foreign place I forget your name
I'd like it here if I could leave and see you from a long way away
Who are you going to call for, what do you have to say
Keep your hat on your head

venerdì, settembre 18, 2009

Waltzer for Karzai

Le trasferte di lavoro brevi ti assorbono, quasi completamente: se fuori dal tuo ufficio, il cliente paga cifre salate (non a me, ma all'azienda), quindi tutto deve essere ottimizzato.
La notizia la sento per la prima volta, durante il percorso che mi riporta all'aereoporto. Ho circa un'ora di tragitto per raggiungere Catania e l'autista, gira su RadioRai per avere ogni dettaglio possibile.
Tralascio i commenti su RadioRai e sulla sua retorica pacifista, con preghiere di S.Francesco, proclami di papi ed incisioni sulle tombe di liberti.

Fare dei commenti sensati su un attentato kamikaze è praticamente impossibile.

Quello che mi colpisce sempre più è l'assenza della politica estera nei nostri giornali, solo quando succedono avvenimenti tragici appaiono gli articoli per scomparire dopo un paio di giorni. Anche adesso avremmo una parata di commenti di esperti militari, asiatici e quant'altro che ci daranno una sfumatura di base per poi riscomparire nell'obblio.

Noi italiani ci vantiamo tanto della qualità dei nostri giornali paragonandoli ai giornali inglesi popolari, quelli da terza pagina (dov'è presenta la foto di una maggiorata), ma persino in quelli c'erano una o due pagine sui loro soldati in Iraq ed in Afghanistan.

venerdì, settembre 11, 2009

Parco Buoi 2.1

Come i software anche le Opa si aggiornano.
Ricapitolando la terza Opa quella di Nati non solo non si materializza, ma rinuncia anche a comprare il 5% messo in vendita da Sal Oppenheim ( si legga qui ).
Probabilmente anche in Consob si sarebbero accorti che lo svizzero De Benedetti e il suocero con il 5% potevano superare il 30% facendo scattare un OPA in contanti ad una cifra superiore alle offerte in campo.
Resta da chiarire perché non ci sia nessuna denuncia per manipolazione del mercato visto che ha pubblicamente detto che acquisiva il 5% ad una cifra superiore alle varie offerte in campo.

Nel frattempo una terza OPA è scesa in campo Modena Capital (qui).

La Mi.Mo.Se. nel frattempo pare abbia deciso di far appassire la sua Opa lanciata ad un prezzo ormai superato da tutti.

giovedì, settembre 10, 2009

Il budget dei miracoli

Questa settimana si è svolta una importante riunione il cui succo è stato portato a noi poveri plebei: bisogna aumentare il fatturato!!

Ebbene si, malgrado la crisi mondiale ed italiana, visto che noi operiamo su questo paese, malgrado il fatto che il personale è stato ridotto del 50% rispetto agli inizi 2008 (la percentuale è corretta, qui nessuno si è messo su gru che non abbiamo, tutti si sono alzati le maniche di camicia ed hanno trovato altro), malgrado tutto il fatturato deve aumentare.

A volte mi chiedo se l'etichetta manager significhi perdere il contatto con la realtà?

martedì, settembre 08, 2009

Dreaming..

Siamo fatto della stessa sostanza dei sogni?
Non lo so, sulle cose che non so potrei scrivere un'intera libreria.

Le scorse settimane avevo discusso con un'amica delle vacanze e dei viaggi passati all'estero, della mia esperienza in Inghilterra.
Lei mi aveva descritto il suo viaggio in Sudamerica.
Mi aveva guardato e con un sorriso aggiunge: "L'America Latina ti farebbe impazzire... Le sue città e i suoi spazi liberi sicuramente ti piacerebbero".
Avevo dimenticato le sue parole fino a ieri sera, quando ho sognato Buenos Aires.
Come sapessi fosse la capitale argentina non lo so, non ho idea nemmeno di come sia fatta eppure sono sicuro fosse lei.
Non ero in vacanza, semplicemente mi ero trasferito li a vivere.
Era la fine della giornata lavorativa e mi godevo gli ultimi raggi di sole, mentre guardavo una città che sentivo appartenermi più di come mi appartiene Milano.
Ero li che bevevo una cerveza ascoltando in sottofondo una canzone melanconica dei Gotan Project.

Dormire, sognare

giovedì, settembre 03, 2009

waiting for the weekend

Settimana dura quella che si va a concludere, tanto che il mio capo già alle 9.30 oggi bestemmiava!!
Arriva il gran capo martedì, doveva fare solo un rapido passaggio e poi via in altri sedi, invece l'agenda dei suoi impegni è cambiata si ferma tutto il giorno nella nostra sede, con i vari dirigenti che arriveranno a rendere conto dei budget passati e futuri.
A mettere la ciliegina sulla torta pare che nell'agenda sia prevista un'ora da noi: a fare che?
Di solito il giro si esaurisce in mezz'ora veloce.
Avevo tentato di andare da un cliente "casualmente" quel giorno, ma il cliente ha impegni.
Nel frattempo aggiorno il curriculum, non si sa mai...

martedì, settembre 01, 2009

L'informazione in Italia

Basta leggere questo post qui, per capire bene che l'editoria in questi giorni è semplicemente un'attività in cui l'informazione non è certamente il suo core business.

Per capire bene qual è il reale core business dei vari giornali italiani consiglio invece questo.

Chiudo con la citazione del primo post, così quanto leggete il prossimo articolo contro un potente siete avvisati:
"Poi ci si sorprende dei direttori che fanno i killer per conto dei padroni..."

lunedì, agosto 31, 2009

Inflazione in aumento

Come detto dall'ISTAT l'inflazione in Italia è in aumento.
Penso che alla salita ha contribuito anche il bar sotto casa che ha deciso di aumentare di ben un euro (da cinque a sei!) l'happy hour. Un aumento pari al 20%!!!

A questo punto io pretenderei anche una parallela diminuzione dei vestiti della cameriera bionda.

mercoledì, agosto 26, 2009

La coppia col carrello

La coppia col carrello ha fretta in una città in cui tutti hanno fretta!
Sei tranquillamente in coda per pagare, in una fila scelta solo in base alla commessa più carina, e lui urta il tuo ed il mio carrello. Urto che è l'equivalente del clacson tra le macchine.
Lei nel frattempo scruta le altre file, usando un'algoritmo per calcolare in base al numero di persone volume della spesa il tempo di deadline.
Algoritmo che avevo provato a sviluppare anch'io durante l'esame di Ricerca Operativa, ma che a causa del problema delle bottiglie d'acqua (occupano volume, ma sono portano via poco tempo alla cassiera) avevo rinunciato ad applicare dopo i primi tentativi fruttuosi.
Lei invece deve aver risolto questo problema, oppure non se l'è mai posto...ad occhio direi la seconda opzione.
Mentre sono assorto in queste meditazioni, lui urta di nuovo il mio carrello!
Guardo la fila è ferma, il classico urto di chi ha fretta e prova a metter fretta agli altri.
Decido di variare il mio umore da "appena tornato dalle ferie" in "oggi i clienti erano più insopportabili del solito".
A salvare lui da una bottigliata di acqua tonica (la cosa più pesante insieme al chilo di pasta della mia spesa) e la piccola vedetta lombarda che gli incita di cambiare fila verso quella più breve.
Fila che è breve perché è quella di "max 10 pezzi", ma questo non impedisce alla coppia col carrello di rimanerci ben 10 minuti prima di spostarsi verso una nuova fila più veloce.
Li perdo di vista, mentre è il mio momento di pagare.
Uscendo con le sporte in mano, li vedo finalmente raggianti per esser giunti davanti ad una cassiera: avranno risparmiato 2 minuti rispetto a stare pazientemente in coda dietro di me, ma vuoi mettere 2 minuti quando hai fretta!!

Back in business

Rieccomi nella mia simpatica scrivania ad essere il fedele mercenario per gli angloamericani.
I sintomi del ritorno alla normalità ci sono:
-email del marketing, che ti intasano la posta; senza alcun perché visto che non sei un cliente, ma un collega
-il collega psyco vagheggia di crop circle e di ascoltare le onde theta che aiutano a rilassarsi
-il collega accanto a collega psyco che minaccia di ucciderlo se continua con i suoi discorsi
-io che bestemmio contro l'ennesimo cliente che ha fretta e fa i lavori, come dire, con la parte anatomica su cui una persona normale si siede, provocando ritardi a non finire
-collega velina bionda che guarda alla sua abbronzatura e agli ultimi pettegolezzi su Cristiano Ronaldo
-collega velina mora che fa confusione

Per fortuna ci sono segni contrari, che ti fanno vivere più tranquillamente:
-tutti i dirigenti sono in ferie
-tutti i clienti sono in ferie, quindi non chiamano o mandano valanghe di email o mandano valaghe di email e poi ti chiamano per sapere se le hai ricevute (i più fastidiosi)
-Milano è semideserta, quindi ci metti un terzo del tempo ad andare/venire al lavoro, parcheggi dove vuoi
-la gente è rilassata ha ancora i benefi del periodo di ferie

La prossima settimana con il ritorno dei vari dirigenti mi aspetto però l'Armageddon

venerdì, agosto 21, 2009

Parco buoi 2.0

Riassumendo abbiamo una società che doveva mettere insieme De Benedetti, cittadino svizzero, ma molto influente in Italia per via del suo potere mediatico (Gruppo Espresso) con Silvio Berlusconi ed altri ricchi eletti.
L'operazione non riesce per motivi politici, ma nasce comunque una società M&C quotata in borsa e che dovrebbe agire da distressed fund.
L'obiettivo non tanto nascosto è la privatizzazione di Alitalia, tuttavia anche questa salta.
Serve un'idea su cosa farne di questa società, comunque ricca di liquidità: la nuova idea è di lavorare con SecondTip per farne un'altra società di partecipazioni di fondi private equitity e similari.

Passa il tempo i soldi non vengono impiegati ed ecco che viene fatto un megadividendo per distribuirsi la liquidità in pancia (che in tempo di crisi vale doppio) e far vegetare ancora la società.

Poi inizia la prima Opa della società dei Segre, opa che dovrebbe ripagarsi con la liquidità rimanente in pancia.
La Tip, di cui io sono azionista [posso dire anch'io di avere dei conflitti di interesse :D] lancia un'altra Opa, che anche questa si ripaga con la liquidità in cassa e permetterebbe, tramite una fusione, di quotare anche la SecondTip.

Tuttavia sarebbe troppo lineare, ecco che c'è una possibile terza Opa, annunciata, ma mai lanciata sul mercato e nello stesso tempo degli acquisti a cifre superiori da parte dello svizzero.

Qui lo stato attuale.

Chissà perché io ho l'impressione che ancora una volta si possa riparlare di parco buoi, con i grandi che manovrano per togliere i soldi alle persone comuni?
Riuscirà almeno una volta la Consob a punire i cattivi, che fanno annunci che provocano movimenti anomali nei titoli (credo sia reato anche in Italia!)?

giovedì, agosto 20, 2009

Alcune considerazioni economiche sulle mie vacanze

Alcune considerazioni economiche sul modello spagnolo di sviluppo, che ho visto all'opera su Fuerteventura.
Tecnicamente eravamo in alta stagione, tanto che ci sono state alcune persone che non sono riuscite a noleggiare un auto per la loro mancanza, ma in giro nei vari paesi si notava poca gente e anche nei vari ristoranti, anche i migliori trovavi tranquillamente posto.
Tutte le strutture erano sovradimensionate rispetto al numero di turisti, molte costruzioni erano bloccate (come quella della foto), a volte erano interi nuovi villaggi interrotti. Su molte case di nuova costruzione era attaccato Se aquilar o se vende, alcuni negozi erano chiusi.


Siccome ci vuole sempre un colpevole delle cose, qui il ruolo se lo dividevano in due: ryan air e il governo spagnolo.
Da quel che ho capito, leggendo i giornali locali, c'era un accordo per rotte low cost fra la compagnia irlandese e il governo locale, che è saltato a causa dei pochi fondi disponibili; il governo spagnolo interpellato non era intervenuto per saldare il conto.
Di conseguenza ryan air aveva deciso di andare verso nuove rotta, alcune anche spagnole...

Lo spazio lasciato dagli irlandesi era in parte coperto da nuove rotte di altre compagnie (Monarch ad esempio), ma il buco da colmare era ampio.
Che gli irlandesi siano maestri nel creade domanda dove loro offrono voli è indubbio, resta il dubbio che in un momento di crisi mondiale ci sia la voglia e la possibilità economica di andare a fare delle vacanze all'estero in massa.

lunedì, agosto 17, 2009

Looking for a different way of life




Tenere un blog è un po' tenere un diario semipubblico, in cui metti insieme cose belle, cose brutte ed incontri inaspettati che ti capitano.
In questa vacanza ho avuto due incontri particolari che mi hanno colpito.

Abbiamo fatto una deviazione di un giorno per andare a trovare un ex-collega del mio amico.
Persona che mi colpiva solo per il suo curriculum: laurea con interneship negli States, lavoro in una multinazionale con tanto di esperienza all'estero, rientro in Italia eppure dopo un po' ha chiesto un periodo sabbatico per fare il cammino di Santiago de Compostela si è licenziato per trovare un lavoro nelle Canarie.

Parlandogli mi ha raccontato come il normale percorso laurea-lavoro-comprare casa-sposarsi lo trovasse troppo stretto per lui ed ha deciso di cercarsi un altro percorso.


Il secondo incontro invece non è stato programmato insieme a lui dovevamo andare alla playa de papagayo, famosa spiaggia di Lanzarote, ma a causa della brutta giornata abbiamo fatto un salto nella zona interna dell'isola, ad un certo punto lui ci ha proposto di andare a trovare una sua amica italiana, che è poi risultata esser una mia concittadina trasferita anche lei in quelle isole.

domenica, agosto 09, 2009

Out of Blog



Alla fine mi prenderò anch'io una settimana di vacanze al di fuori dei patri confini, non pensando di portarmi pc o similari approfitto per scrivere queste due righe di saluto.

Quindi fate i bravi.
Nel caso ve lo chiedeste la foto è del posto dove andrò.

giovedì, agosto 06, 2009

It's taste good

Ci sono sapori che ti riportano a legami ed a ricordi lontani.
Mia madre è siciliana e quand'ero bambino tante volte mi faceva la pasta con le sarde...ho sempre associato quei sapori a quella terra lontana.
Quattro anni fa quando sono andato a Palermo a trovare dei parenti, mi è sembrato normale ordinare come prima cosa pasta con le sarde.
Ieri facendo spesa al mio supermercatino locale ho trovato del sugo per fare la pasta con le sarde, ovviamente subito preso.
Mangiando la sera, chiudendo gli occhi potevo immaginare di essere  a Palermo sul lungomare...

martedì, agosto 04, 2009

Cronaca da una città evacuata

Da sabato deve essere scattato un'ordine di evacuazione della città, di cui nessuno mi ha detto niente.
In un ufficio sembra essere passato l'ordine di decimazione, solo che qui si sono sbagliati è hanno deciso che uno su dieci rimane a lavorare.
Lavorare è un eufemismo, visto che per certi lavori servirebbero più persone...diciamo si completano i lavori in corso.
Ai clienti è stato detto che rimaniamo aperti, quindi ci stanno riempiendo di ordini pensando di vederli completati a settembre al loro ritorno dalle vacanze...certo come no!!

L'ultimo dirigente prima di salutarci ci ha raccontato che a settembre verrà in visita IL capo supremo della mia multinazionale, colui che cammina sulle acque (appoggiando i piedi sui sudditi), colui che guadagna un milione di sterline all'anno (penny in più o penny in meno).
Quindi avremo l'ordine di smettere di lavorare e di inizare a pulire oltre a tutti i dirigenti delle consociate che verranno a baciare l'anello al capo :(
Non c'è il mio capo altrimenti, avrei già fatto firmare il permesso per quel giorno

martedì, luglio 28, 2009

Challenge

"In questo momento ho un sacco di lavoro da fare, di sfide da affrontare.Mai io ho bisogno di sfide, altrimenti tutto diventa noioso."

Mi racconta l'americano che è venuto a tenerci un corso di aggiornamento. La capacità di vedere il lavoro come qualcosa in cui misurarsi è forse la molla che lo ha spinto ad assumere il suo ruolo e che gli ha dato la capacità di raggiungere il suo livello di preparazione.

Il corso non serve solo per l'aggiornamento tecnico, ma è anche preparatorio per un cambiamento nei modi di lavorare, che sarà collettivo per tutta l'azienda...la sua più grande sfida in questo momento.

Questo senso di vedere il proprio lavoro come qualcosa in cui mettersi in gioco era proprio anche dell'altro lead engineer che ci aveva tenuto un corso l'anno scorso.
E che ci aveva sfidato ad avere gli stessi risultati della sua sede, dei suoi uomini.

Confesso che un po' l'invidio, a volte quando guardo le mie mail di lavoro, sento solo il sapore di routine e di fastidio perché con la scusa della crisi economica la gente riesce a spiegare la propria sciatteria nel lavoro.

venerdì, luglio 24, 2009

Hi Bruce Grappa his here

Arriviamo allo stadio presto, trovandolo stranamente mezzo vuoto...è solo un impressione all'inizio del concerto sarà pieno.
In mezzo alla gente si sente parlare tedesco, segno che dall'Austria sono arrivati diversi gruppi, qualcuno indossando una bandiera a scacchi rossi e bianchi indica che anche da est qualcuno ha deciso di seguire il boss.

Dopo il classico ritardo delle star lo spettacolo inizia. Ci vorranno 50 minuti di buona musica prima che il boss si fermi per parlare con noi "Sono venuto a portare la musica ma ci serve rumore.
Rumore che siamo tutti lieti di dargli.

Le canzoni si succedono veloci, man mano che una finisce smorzandosi il Boss chiama la seguente one, two, three

Sono le 23 quando si prenderà un altro attimo di pausa, dopo aver suonato interrottamente per due ore, prende un cartello dal pubblico e lo mostra alla telecamera "Please play Born in the USA".
Lo stadio canterà con lui la canzone.

Sono le 23 e mezza, quando decide di farci ballare con Dancing in the dark, prendendo come nel video una ragazza e facendola ballare sul palco.
La danza dello stadio continua con un medley di twist&shoot e La bamba che dura oltre 10 minuti.
Sarà il suo congedo.

Non ha interagito moltissimo con il pubblico, mettendosi a parlare; a parte qualche sketch con il pubblico in prima fila o quando ha fatto cantare parte di una canzone ad un bambino.
Credo che si sia semplicemente divertito a suonare insieme ai suoi amici della E street band, producendo quasi due ore e quaranta di musica con solo due pause.
Come diceva un mio amico è il Chuck Norris dei musicisti.

PS Il titolo del post era uno dei cartelli che Bruce e Little Steven hanno preso giocandoci su

PPS Ecco la scaletta del concerto
Sherry Darling
Badlands
Hungry Heart
Outlaw Pete
Darlington County
Something In The Night
Working On A Dream
Murder Incorporated
Johnny 99
No Surrender
Summertime Blues
Be True
Streets of Fire
My Love Will Not Let You Down
Waiting On A Sunny Day
The Promised Land
American Skin (41 Shots)
Lonesome Day
The Rising
Born To Run
Born In The USA
American Land
Bobby Jean
Dancing In The Dark
Twist & Shout

martedì, luglio 14, 2009

Lo stipendio degli italiani

Posso dire che è desolante scoprire che sei fra gli italiani che hanno uno stipendio più alto, quando in realtà una casa a Milano non potrei mai acquistarla.

Così com'è desolante scoprire che ci sono lavoratori autonomi che dichiarano cifre da povertà assoluta, quando in questi giorni ho interpellato ben due idraulici per sostituirmi un rubinetto. E sto ancora aspettando che uno dei due mi passi uno straccio di preventivo.

lunedì, luglio 13, 2009

Il senso del ridicolo

Penso che con la candidatura di Grillo a capo dei DS si tocchi tutto il
senso del ridicolo di un capocomico che vuol diventare capopopolo.

Secondo però sarebbe un errore cercare il cavillo per buttarlo fuori
dalla competizione, suo vero obiettivo.
Pensate come sarebbe bello
sentirlo in un contraddittorio, invece delle sue solite litanie, dove
tutte le sue incongruenze verrebbero fuori.
A meno che i vari contendenti alla poltrona di segretario si senta sul serio inferiori al
Grillo parlante.

Tosi de campagna



Ieri sono andato a vederli live.

domenica, luglio 12, 2009

English for dummy

Troppo lavoro e qualche post viene scritto un po' in ritardo.
Durante il G8 è apparsa una pagina a pagamento su un giornale inglese Herald Tribune, pagina che ha avuto in Italia la risonanza di una scoreggia in una notte silenziosa, mentre all'estero ovviamente è stata ignorata visto le cose più importanti che sono successe contemporaneamente, tipo il G8 e la repressione in Cina. [l'uso del termine scoreggia è ovviamente voluto per esprimere meglio l'idea di pace e tranquillità interrotta da esalazioni mefitiche]

Ma possibile che con tante persone che odiano Berlusconi non potevi trovare uno che facesse una traduzione decente invece di usare i classici traduttori online? Abbiamo fatto per l'ennesima volta la figura dei buzzurri che non sanno le lingue, così come successe quando provammo a vendere un auto di nome ritmo nei paese anglosassoni.
Quando al prode che ha pagato quest'annuncio, ha semplicemente confermato all'estero la cattiva impressione che già aveva. Fu lui a bloccare uno delle prime fusioni cross-border fra Atlantia e il gruppo Abertis, senza alcuna ragione visto che erano due società che si stavano fondendo pacificamente, non solo visto che erano i gestori di autostrade non avremmo ceduto nessun know-how all'estero, ne c'erano le possibilità che le strade venissero smantellate e portate in Cina, come succede quando le nostre piccole aziende sono acquisite da aziende estere. Il perché si voglia aziende gestori di strade più piccole, ma italiane lo si è visto nella vicenda Alitalia: a causa della concessione sono sempre disponibili a soluzioni di sistema.

Quanto al mio pensiero personale su Di Pietro, non posso che quotare il pensiero di Demonio Pellegrino.

lunedì, luglio 06, 2009

Differenze culturali

Abbiamo avuto in visita un grosso cliente saudita, tanto importante che il giorno prima l'imperativo è stato "mettete tutto in ordine, rimandate tutto il resto!".
Una delle nostre particolarità è di avere la maggioranza di dirigenti donne, anche in ruoli tipicamente maschili.
Risultato a fare il giro con il cliente sono stati i dirigenti di sesso maschile, mentre le donne o erano in giro nelle altre sedi o si sono messe in un angolo per non attirare attenzione.

Come uno dei nostri pregi è diventato uno svantaggio, per le differenze culturali.

venerdì, luglio 03, 2009

8 donne ed un delitto



Dopo un monologo pessimo, quale migliore contrappasso di uno spettacolo corale.

Lo spettacolo si basa su un classico: un omicidio e delle persone racchiuse all'interno di uno spazio chiuso con l'assassino che mi mescola fra loro.
Ovviamente le 8 donne sono legate alla persona morta sono le figlie, la moglie, la sorella, l'amante, ecc, ecc.
Si dipanano i legami ed i segreti in una serie di sketch ora divertenti, ora tragici con intermezzi da musical.

Divertente, decisamente divertente

giovedì, luglio 02, 2009

Pet Cematary

Immaginate che ad un certo punto mentre lavorate scoppi improvvisamente un temporale simil tropicale.
Giustamente lavorando che ci sia il caldo od il freddo poco importa.

Solo che immaginate un fulmine che provochi un guasto sul server.
Beh... le cose si complicano, decisamente si complicano.

Aggiungete che dopo un po' scoprite che il fulmine ha danneggiato anche il motore del cancello elettrico.
Le cose si complicano ancora, visto che sbloccato a mano sotto il temporale simil tropicale.
Temporale che smette cinque minuti dopo che il cancello è stato aperto.

Se un collega a questo punto sbotta: "...ma l'azienda è sorta sopra un cimitero indiano?", io non posso che essere d'accordo con lui.


PS Il titolo è una citazione per quelli che non capiscono la battuta

lunedì, giugno 29, 2009

Discutere sul merito

Oggi sono riuscito ad ascoltare la prima trasmissione di Oscar Giannino su Radio24.
Con se ha voluto alcuni professori di NoisefromAmerika.
La discussione verteva soprattutto sul libero mercato, sul perché in Italia non si riuscisse a ragionare sul merito.
Io temo che non sia stato trattato un tema centrale il merito prevede che chi non ha le capacità lasci il posto a chi ha le capacità.
Basta pensare a come siamo organizzati per capire che è questo che non riusciamo ad accettare: la sconfitta.

In tutti i campi è raro che una persona sconfitta si ritiri per lasciare il posto a qualcuno più capace, al massimo si lascia il posto ad un proprio delfino che ha legami di qualche genere con chi gli lascia il posto.

sabato, giugno 27, 2009

One year later

Per i tre mesi passati la scorsa estate in UK, invece di un bonus in denaro ho ricevuto invece qualcosa di più tangibile, lo potete vedere nell'immagine sotto.





Oggi a pranzo è stato inaugurato con enorme soddisfazione del mio stomaco.

giovedì, giugno 25, 2009

La numero 13

Decisamente un brutto spettacolo.
Tenere un monologo è sempre una cosa difficile per un attore/trice, deve continuamente sollecitare lo spettatore con variazioni di ritmo, timbro in modo da conquistare la sua attenzione, questo senza spalle che possano aiutarti.


In questo spettacolo, mancavano completamente le variazioni di ritmo e di timbro, molti spettatori si sono addormentati e un paio sono fuggiti!!
In breve dovrebbe essere la dicotomia fra l'essere madre e l'essere artista, ognuno con gioie e dolori. Dolori per la morte della nipote, che in quello che dovrebbe essere un crescendo si scopre che in realtà non è la nipote, ma la figlia.
Il crescendo non c'è perché tra la scoperta del fatto che non esiste la sorella gemella alla comprensione del fatto che è la figlia ad essere morta passa ben 15 minuti di lentezza, quando dovrebbe essere una galoppata sia per lo spettatore che per l'attrice.

Una luce livida la colpisce in viso, prima che si impossessi della scena misurandola a passi veloci, ridendo in modo follemente furbesco, imbrattando il muro spoglio di giallo, cullando la latta di vernice come fosse la sua bambina perduta. Cristina Crippa è lì, nello spazio scarno e vuoto, a dar voce e gesti con tutta l’energia che le è propria alla protagonista di La numero 13. (...) Impresa non facile perché il monologo di Pia Fontana è carico di temi dolorosi e delicati, e si addentra senza rete in una impervia analisi della psiche. (...). La regia di Elio De Capitani attraverso la gestualità espressionista e il vagare fintamente deciso – ma in realtà spaesato – del personaggio ne sottolinea l’intima fragilità, che culmina nella dolorosa confessione finale. E la Crippa, attrice generosa, è brava (...).

Simona Spaventa, la Repubblica


Questa dovrebbe essere una recensione seria? La psicanalisi dovrebbe esser quella di una madre che ha soffocato la figlia di torte, invece di lasciarla dipingere di giallo?
Mah...


Aspetto il commento di Annibale, che spero pubblicherà l'altra recensione farlocca su questo spettacolo.
Consiglio evitare di andarci

martedì, giugno 23, 2009

Love Story

Faccio outing è confesso di aver letto questo libro ed in parte commosso per la storia.
Leggere però anni dopo che il protagonista del film sta vivendo la stessa situazione

The actor Ryan O’Neal is to marry Farrah Fawcett, who is dying of rectal cancer.

The star of Love Story told ABC News that his long-time partner had agreed to marry him as she fights the losing battle. The actress, best known for her role in Charlie’s Angels, has abandoned treatment for the cancer which has spread through her body.
(...)
“It’s a love story. I just don’t know how to play this one. I won’t know this world without her,” he said. “Cancer is an insidious enemy.

fonte Times

mi fa sentire ancora la tristezza di quelle pagine.

venerdì, giugno 19, 2009

Rosencranz e Guilderstein sono morti

Confesso che un paio di ore prima di vedere lo spettacolo volevo morire anch'io, visto che ero preso prigioniero della Tangenziale Est e non sapevo se sarei riuscito ad arrivare in orario.
La piece teatrale ha una sceneggiatura illustre, che ha dato origine anche ad un film vincitore del Leone d'oro a Venezia, fra mille critiche.
Il film, si disse, che fu premiato proprio per la sceneggiatura dal presidente dell'epoca.
Non ho mai visto quel film, ma ugualmente sono andato a vedere l'opera.

Quest'opera in due atti, con un breve intervallo in mezzo, tratta del dramma di Amleto dal punto di vista dei suoi amici Rosencranz e Guilderstein, che travolti dalla lotta del principe di Danimarca contro sua madre e lo zio moriranno.
Due cappi ad inizio scena ricordano a tutti il destino finale dei due protagonisti.
A dividere con loro la scena la figura del capocomico, che metterà in scena la rappresentazione "modificata" dagli scritti di Amleto.
Figura surreale, che passa dalla farsa alla retorica, dalla filosofia della morte a scherzi leggeri.

Uno dei più bei spettacoli visti finora, quindi il consiglio di andarlo a vedere è ovvio.

Edit: Ringraziamo Annibale e i suoi elefanti per il lavoro di editing

venerdì, giugno 12, 2009

Sentita in radio

E' la prima volta che in un incontro tra capi di stato, Berlusconi riesce ad apparire come il posato e sobrio.

Solo il leader libico poteva riuscirci

lunedì, giugno 08, 2009

The monday after

A leggere le principali pagine dei quotidiani italiani, comprendo sempre di più il protagonista di Fatherland che iniziava sempre dai risultati sportivi.

Leggendole, infatti l'unico che ha perso qualcosa sono gli Orlando Magic.

Invece a leggere i risultati delle elezioni europee nessuno ha perso, al limite pareggiato!!

Prendiamo ad esempio Franceschini
«Sconfitti gli avvoltoi che da mesi indicavano come questo voto avrebbe determinato la fine del Pd. Ora gli avvolti, che fino a poche ore fa continuavano a parlare, possono andare a casa».


Sarà, ma se perdi voti nelle regioni rosse (Marche ed Umbria) significa solamente che stai solo procrastinando la fine del PD, invece di cambiare la marcia

I due obiettivi che ci eravamo dati a inizio della mia segreteria sono stati raggiunti. Il primo era la conferma del progetto del Pd. Il secondo era fermare la destra, e in particolare questa destra italiana.


Considerando che i voti persi da SB sono andati alla Lega, direi che anche il secondo obbiettivo è fallito sia in Italia sia in Europa. A meno di non dichiarare un'altra volta la Lega costola della sinistra, dopo averla demonizzata nelle scorse legislature.

Che sia possibile un'alternativa lo dimostra il caso della Serracchiani, forse sarebbe ora che la nomenclatura del PD se ne vada a casa, sostituita da chi ha idee nuove per un'Italia nuova.

Quanto alla destra, l'evidente travaso di voti dal PdL alla Lega significa che non si può sempre tirare la corda, contanto che dall'altra parte non hai nessuno contro cui confrontarti (leggi Franceschini).

Chi ha perso è sicuramente l'Europa visto l'unico partito con un programma elettorale serio per le politiche europee erano i radicali, rimasti a casa per lo sbarramento, mentre il programma elettorale del PD era Novella2000 al posto del Capitale, mentre il PdL usava Chi come giornale guida.

E alla fine l'ultimo quesito, ma ora Repubblica che scusa userà per mostrare un paio di tette sulla sua homepage, visto che le elezioni sono finite?

venerdì, giugno 05, 2009

20 anni fa...

20 anni non avevo ancora l'età per votare e andavo al liceo.
La sera io e i miei compagni avevamo visto i servizi in tv, quella mattina complice la prima ora in cui c'era un buco per via della ginnastica femminile ci scambiammo le nostre opinioni.

C'era nelle nostre parole un senso di incredulità, eravamo giovani ed idealisti, credevamo nel valore delle idee. Gli studenti che erano in piazza in un certo senso ci somigliavano.
Non riuscivamo a capire come avessero fatto i militari cinesi a sparare sui loro concittadini, su ragazzi che avevano più o meno la loro età.
Solo dopo qualche anno ho scoperto che i militari provenivano da regioni lontane e che la maggior parte di loro non capiva il mandarino, in modo da evitare fraternizzazioni fra le due parti.
Era un massacro programmato e gestito con la massima lucidità.

I nostri commenti erano ambiziosi "gli studenti sono la vera mente della Cina, vedrai che sfoceranno rivolte", "dobbiamo boicottare i prodotti cinesi in modo da fermare il loro regime".

20 anni dopo, invece posso dire che fu il regime cinese a dare al mondo una lezione, gli ideali si possono barattare con la possibilità di arricchirsi.

E' stato questo tradeoff a garantire che il regime cinese continuasse tranquillo ed a migliorare le condizioni di vita sotto l'aspetto economico; Honk Kong lo dimostra visto che malgrado sia passata dal governo occidentale di Sua Maestà a quello comunista, non sembra soffrire particolari problemi.

20 anni fa avevo degli ideali, adesso ho un pc assemblato in Cina con cui scrivere...

giovedì, giugno 04, 2009

Arresti retrodatati!?!?

Il gip della Procura di Milano ha emesso un' d'ordinanza di custodia cautelare a carico di cinque maghrebini accusati di aver pianificato, nella primavera 2006, attentati contro la chiesa di San Petronio a Bologna e la metropolitana di Milano.

fonte qui

Ma l'arresto serve ad impedire che salgano sulla macchina del tempo e tornino al 2006?
Oppure retrodatano l'arresto per risolvere ogni problema logico?

Pubblicità estive

...solo a me fa tristezza la pubblicità, solo per radio, in cui il tizio continua a lavorare dalla barca?

Anche durante le vacanze bisogna esser produttivi, non riuscendo a cogliere il fatto che uno stop serve proprio ad affrontare i problemi con la mente libera e più freschi.

lunedì, giugno 01, 2009

Kafka sulla spiaggia

Murakami è uno dei miei scrittori preferiti, quindi quando ho saputo che da un suo libro avevano tratto una piece teatrale, ho subito premuto per andarla a vedere anche se il libro in questione non l'avevo letto.

Probabilmente vedere un'opera simile, senza aver letto il libro, è stata un po' azzardato. I simbolismi presenti in scena sicuramente sono quelli del libro, solo che hanno avuto meno tempo per esser sviluppati.
L'idea del doppio, il giovane Kafka ed il vecchio Satoru, è sublimata dallo stesso attore che impersona prima un quindicenne poi un anziano.
Dai bisbigli in sala direi che le figure dei gatti erano un po' limitate.

Nota di costume il teatro dell'Arsenale è veramente intimo, quindi chi vuole andarci si prenoti per tempo visti i posti limitati

martedì, maggio 26, 2009

Sero titoli, meglio sero vite

Immaginate di parlare con il vostre responsabile del personale e dirgli: "Guarda resto al 99%".
Il mio mi direbbe: "Cha cavolo stai dicendo? Torna a lavorare...".
Se invece lavorate nel dorato mondo del calcio, con un datore di lavoro che è un ricco figlio di papà, mai cresciuto significa un ricco rinnovo di contratto, fino al 2012 a guadagnare circa 10 milioni di euro.

Cosa centra con le le sero vite? Dove credete che il signore Monatti tiri fuori i soldi da una ditta che si chiama Saras.

La vita umana vale poco, a volte per risparmiare qualche soldo si eliminano i sensori di pericolo...alla Thyssen lo sanno bene, che un controller finanziario può decidere la vita e la morte di qualche operaio.
Risparmiare per poter dare soldi agli azionisti in modo da potersi permettere di giocare con il mondo del calcio.
I Moratti hanno comunicato con una nota il «tragico evento» verificatosi presso la raffineria di Sarroch, esprimendo «profondo dolore».


Immagino che il profondo dolore sarà lenito domenica prossima dalla festa scudetto e dal problema del rinnovo di Ibrahimovic, giocatore scontento di guadagnare un milione di euro netto al mese per dodici mesi.
Dai in fondo sono cinico, vedrai che l'Inter giocherà con il lutto al braccio, in fondo è grazie a quei disgraziati che guadagnano mille euro al mese che possono permettersi le loro Ferrari ed i loro cellulari Vertu, nuova mania dei vips qui a Milano.
E poi ripensandoci, magari tifavano Cagliari...

Pronto a scommettere che la notizia scomparirà entro domenica, anche perché Monatti è un signore, leggi molti giornalisti mangiano grazie a lui.

In fondo Mourinho rischiava di andarsene per un 0,01%.

Notizia che scomparirà d

lunedì, maggio 25, 2009

Stralci di una domenica milanese

Arrivo al Duomo passando da San Babila, osservo con meraviglia le BikeMi ancora intatte. E' incredibile che in una città come questa, nessuno le abbia deturpate. A Roma l'esperimento è durato meno di un mese, malgrado il battage publicitario, a Milano continuano ad essere usate in una città che non ha previsto piste ciclabili nel suo futuro: solo autostrade, tangenziali e grattacieli.
Piazza Duomo è piena di persone.
C'è una mostra di pittori all'aperto, alcuni sono veramente belli, avessi una casa forse ne comprerei un paio.
Stranamente i più sensuali sono quelli di pittrici.
La comunità filippina è in festa per la fine del mese mariano, presentano davanti al Duomo le dieci rejina (spero di averlo scritto giusto), simbolo di vari momenti della storia filippina.
Sul corso Vittorio Emmanuele II lo stand turistico della Tunisia divide lo spazio con il palco da dove dovrebbe iniziare un comizio per le elezioni.
Ad un certo punto lo stand turistico inizia a chiudere, mentre la claque inizia lo show per raccogliere i passanti e distrarli dallo shopping domenicale.
Le guest-star del comizio dovrebbero essere i tre ministri Brunetta, La Russa e Brambilla.
Quando il climax è al massimo eccoli i tre che arrivano; la scena ha un che di surreale: Brunetta è tenuto per mano ai lati da La Russa e dalla Brambilla, sembra una coppia con il loro bambino.
Avanzano con il codazzo di amici, parenti e affiliati verso il palco dove dovrebbero arringare le truppe per il voto.
Una madre e figlia si frappone come uno scoglio alla marea del pdl, probabilmente stranieri volevano solo andare a fare spese in qualche negozio per portarsi via un po' di made in Italy.
Inizia il comizio con la presentazione del wannabe presidente della provincia, del candidato alle elezioni europee.
E' tutto un parlare dell'expo, come se ai cittadini interessasse veramente la cementificazione degli ultimi scampoli di verde milanese, come se le polemiche di questi giorni fossero tutta colpa di Penati, invece di essere un regolamento interno di conti fra l'ala morattina, formigoniana, quella tremontiana e quella bossiana, tutti a caccia di un loro strapuntino di potere e di cemento.
Me ne vado a prendere il mio autobus, per evitare di sentire le loro cavolate.

mercoledì, maggio 20, 2009

Elektra

Bello spettacolo, veramente ben recitato.
Consiglio chi può di andarlo a vedere, qui un po' di informazioni.

Veramente brave le attrici, in particolare chi recita Elektra... recitazione anche fisica, visto le posture esagerate per dare l'idea dei tormenti interiori.
Come notate scrivo solo al femminile, perché sono le tre attrici (le due figlie e la madre nella tragedia) a rendere tutte le varie sfaccettature dell'universo femminile: la donna madre, l'adolescente che vuol avere una famiglia, chi ha uno scopo nella vita,...

Da vedere.

lunedì, maggio 18, 2009

Summer time

Una spiaggia assolata, un'asciugamano (o telo mare per i puristi) sui cui straiarsi, un buon libro (Glamorama nel mio caso).

A volte basta poco per esser tranquilli ed in relax.
Peccato che era ieri ed oggi invece mi ritrovo fra pc.

giovedì, maggio 14, 2009

Ditegli sempre di si

Lo spettacolo scritto da Eduardo De Filippo è molto divertente.
Sullo sfondo di una Napoli signorile si snodano le avventure di chi è a metà tra pazzia e sanità mentale.
Se posso fare una critica è solo la figura di Don Luigi un po' troppo caricaturale, una via di mezzo fra una macchietta ed un personaggio a tutto tondo. La figura del protagonista invece è ben delineata; se non mi hanno raccontato male, lo stesso aveva recitato proprio con l'autore e devo dire che regge bene la parte.

Ditegli sempre di si

Lo spettacolo scritto da Eduardo De Filippo è molto divertente.
Sullo sfondo di una Napoli signorile si snodano le avventure di chi è a metà tra pazzia e sanità mentale.
Se posso fare una critica è solo la figura di Don Luigi un po' troppo caricaturale, una via di mezzo fra una macchietta ed un personaggio a tutto tondo. La figura del protagonista invece è ben delineata; se non mi hanno raccontato male, lo stesso aveva recitato proprio con l'autore e devo dire che regge bene la parte.

martedì, maggio 12, 2009

Asilo politico

Chiedo asilo politico con queste parole inizia un documentario sull'asilo politico in Italia, documentario che vidi qualche anno fa al Venice Airport Festival.
Spiegava come da quelle poche e semplici parole inizia la richiesta per la procedura di asilo politico e la vita delle persone nel mentre sono in attesa di richiesta.
Richiesta che per venir accolta o respinta a volte impiegava anni.

Spiegava anche le modifiche introdotte nell'Unione Europea, che non permettevano più di fare la richiesta per ogni stato dell'unione, ma solo in uno solo.
Ragione che spiega perché Malta sistematicamente porta i clandestini in Italia o perché molte volte alcuni paesi sono solo di transito verso la metà sognata Francia, Italia, Germania o Inghilterra.

L'asilo politico non c'entra niente con la fuga dalla disperazione o da una situazione economica, ma pressupone un motivo serio per fuggire dal paese natio a causa di discriminazioni per religione, idee politiche o orientamenti sessuali (in molti paesi mussulmani l'omosessualità maschile o femminile è vietata).

Cosa centrano queste righe con le polemiche di questi giorni, semplicemente niente.
Semplicemente che il diritto di asilo politico è qualcosa che non andrebbe tirato dentro una campagna elettorale che sta già rovistando sulle mutande dei politici

giovedì, maggio 07, 2009

Work in progress

Sto facendo modifiche al layout ed altre aspetti.
Si accettano pertanto suggerimenti sia sulla grafica sia sui widget da installare.

martedì, maggio 05, 2009

Wall-E

Credo che dopo aver visto Wall-E la frase "chiedere la mano" ha tutto un altro significato.

E i primi 30 minuti sono da applausi

Parlando di strategie

Mentre c'è chi parla di strategie e di visione, da noi invece molto spesso si preferisce il cabotaggio.
Riuscire a mantenere il fatturato previsto in anni di crescita ininterrotta significa molto spesso imbarcarsi in commesse fuffa: cioè in commesse che porteranno solo ad un aumento di fatturato, ma non di utile. visto che verrà mangiato nel lavoro che si dovrà svolgere.

Tanto per cambiare anche a me è arrivata una di queste commesse fuffa, fortunatamente il mio compito è limitato.
Anche il cliente deve essere del tipo fuffa, cioè un casinista.
Io in un paio di giorni me la cavo, tuttavia è da almeno due settimane che sono dentro un flusso di mail dentro un paio di nostri uffici in varie parti di Europa e il cliente fuffa.
Quando sono triste mi metto a leggerli, per certi versi è meglio di beautiful e ogni giorno arriva una nuova mail ad aggiornarmi.
Un mio amico sosteneva che l'uso del cellulare ha rimbambito la gente, beh io posso aggiungere anche l'uso (o meglio l'abuso) delle email.

lunedì, maggio 04, 2009

Leadership

Nel Sole24 di domenica c'è un'intervista ad un esperto di leadership, tanto esperto che ha aperto una società di consulenza.
Tralasciando la pubblicità, implicita nell'intervista, ci sarebbe da chiedere cosa significa in realtà la leadership.

Nella mia esperienza la maggior parte dei miei manager ha usato il metodo autoritario per imporre la leadership, quando secondo me questo atteggiamento è controproducente: la gente fa quello che vuoi, solo per non esser stressato dalle lamentele, invece di condividere un obiettivo comune.

Ci sono persone che quando parlano della propria azienda usano il pronome "noi", è evidente che si sentono parte della società, parte di un ingranaggio.
Sono in altre parole leali ad un obiettivo comune.

venerdì, maggio 01, 2009

Overload

In overload, ecco come mi sento.
A causa della crisi le commesse diventano tutte urgenti, con ovvi problemi di schedulazione del lavoro.
Aggiungiamoci gli imprevisti, che producono rallentamenti sulla tabella di marcia e che quindi creano dei ritardi non previsti.

L'uso di internet per certi versi ha fatto del male, ora la comunicazione è istantanea, ma i tempi tecnici per eseguire materialmente i lavori rimangono quelli di prima. Se mi ha dato l'informazione che mi serviva il venerdì, non significa che entro lunedì tutto è chiuso.

Concetti banali, ma purtroppo sempre attuali

mercoledì, aprile 22, 2009

Dove non osano le aquile

...osano le poiane.

Una poiana ha deciso di continuare nella tradizione del bioparco, decidendo che non siamo all'interno del suo territorio di caccia.

Purtroppo per lui non era stato avvisato dell'invenzione dei vetri, andandosi a nascondere in una stanza vetrata, ma con le finestre chiuse.

Alla fine è tornato a spiegare le ali in volo, la terra non faceva per lui.

Potessimo tutti elevarci verso l'alto...

martedì, aprile 21, 2009

Con le migliori intenzioni

Leggendo qua e la sulla famosa conferenza sul razzismo.

In the Orwellian world of Iranian Newspeak, President Ahmadinejad was not responsible for one of the most divisive incidents in United Nations history when he made his inflammatory speech about Israel yesterday.

According to state television his performance was a huge success. The front page of the pro-Government farsi daily Kayhan read: "Greeting for Ahmadinejad, Hatred for the prejudiced Israel". The Tehran Times headline declared: "Ahmadinejad applauded at Durban II for call to abolish UN veto".


In parole povere una notizia completamente rovesciata, mi ricorda molto il protagonista di Fatherland, che leggeva i giornali partendo dalle notizie sportive, le uniche che non possono essere modificate.

Mr Ahmadinejad is up for re-election on June 12 in a country with mixed views about his leadership. The promised economic benefits of his four years in office have not materialised, with the country still suffering double-digit inflation and unemployment


Anche in Iran non mantenere le promesse elettorali può costare il posto, difficile mantenerle se il petrolio scende sotto i 50 dollari, quando bisogna anche finanziare Hezbollah e Hamas.

Ecco quindi trovare il nemico comune, lui non ha rumeni o albanesi, ma ci sono gli israeliani che si prestano bene.

Una conferenza su un problema trasformata in palcoscenico pre-elettorale.

By the way suggerirei di dare un'occhio anche ai commenti dei lettori, non tutti sono contro il leader iraniano, segno che le ferite da sanare sono profonde

mercoledì, aprile 15, 2009

Scusa futile

Roberto Calderoli, ha confermato la linea della Lega sul referendum, con il Carroccio che ha ancora una volta fatto muro sull'election day con il referendum il 7 giugno: «Manteniamo la nostra assoluta contrarietà alla coincidenza della data del referendum con le Europee, perché riteniamo che sia incostituzionale.


Sono sicuro che la Costituzione sia la prima cosa a cui hanno guardato i leghisti per dire il loro no.

Non ho idea di cosa bisogna votare al referendum, ma di sicuro ora so che andrò.

domenica, aprile 12, 2009

Buona Pasqua

Come da oggetto si augura una Buona Pasqua a tutti quelli che i marosi di Internet porteranno ad infrangersi su questo blog.

sabato, aprile 11, 2009

L'intervista di un cialtrone

Alcuni estratti dall'intervista di un cialtrone (ipse dixit)

Aveva detto: «Se mi candi­dassi, datemi pure del cialtro­ne ».
«Quando ho detto che non mi sarei ricandidato, l'ho fatto per le ragioni note: a giugno verrò ad abitare a Genova defi­nitivamente. Avevo immagina­to di poter servire: o da consi­gliere regionale per dare una mano a Claudio Burlando. Op­pure, al Carlo Felice per dare una mano a Marta Vincenzi. Il segretario regionale mi aveva chiesto se ero disponibile per l'Europa, e avevo risposto no».

Poi che cosa è successo?

«Quel che sanno tutti: le di­missioni di Veltroni e il preci­pitare della crisi del mio parti­to. Con quelle dimissioni, era­vamo sul serio arrivati sull'or­lo del baratro. Magari non l'hanno capito proprio tutti... A quel punto, Franceschini mi ha chiesto con insistenza e af­fetto la disponibilità per l’Eu­ropa. E qui è scattato il mio es­sere antico».


Sempre cialtrone rimani, visto che le spiegazioni sono risibili.

E la famiglia? Tra Genova e Bruxelles ci sono 1.037 chilo­metri.
«Fin dall’inizio non mi è sfuggito che la richiesta di Da­rio metteva in sofferenza una delle ragioni che avevo indica­to per la non ricandidatura. Anche se c’è una differenza ra­dicale tra fare il sindaco e il parlamentare europeo: l'impe­gno di tempo è molto più limi­tato, non incompatibile con la vita famigliare».


Quindi farsi Bologna-Genova in treno/macchina era più difficile di farsi Bruxelles-Genova in aereo.


Secondo me il titolo dell'intervista è sbagliato, dovrebbe essere "è vero sono un cialtrone"

L'intervista chiaramente è data dal levarsi di proteste per la presa in giro della motivazione ridicola con cui non si è ricandidato sindaco a Bologna, con tanto di intervista alla Fede da parte della neodirettrice dell'Unità.