domenica, settembre 20, 2009

Spingendo in là l'autunno

Andare in spiaggia a fine settembre è sempre strano, sono giorni rubati all'autunno incombente.
Questo è il piccolo privilegio che mi concedo prendere di nuovo il sole in spiaggia.
Dal basso del mio asciugamano, smetto per un attimo di leggere il mio libro, Broken Angels, per dare un'occhiata a chi come me ha deciso che una spiaggia era la risposta a quasi tutti i problemi.

Sono vicino ad un complesso di lusso, firmato da una delle tante archistar Richard Meier, che decidono di elargire, dietro lauto compenso, il loro genio in Italia.
Le coppie che prendono il sole accanto a me potrebbero essere un modello da seguire early forties, handsome sia gli uomini sia le donne, con disponibilità di soldi (vedi complesso di lusso), con figli a seguito.
A volte sarebbe preferibile qualche difetto.

Una voce mi chiama, un mio amico mi ha riconosciuto e si ferma a parlarmi.
Mi racconta di essersi licenziato dalla sua ditta, stufo di Milano e di aver deciso di partire per il Sud America, Argentina e Brasile le sue mete, per tentare un'esperienza all'estero.


A familiar face a foreign place I forget your name
I'd like it here if I could leave and see you from a long way away
Who are you going to call for, what do you have to say
Keep your hat on your head

3 commenti:

Passero ha detto...

Massima stima per il tuo amico.

Che invidia la spiaggia :-D

Jakala ha detto...

In effetti provare ad andarsene non è così semplice come sembra, ma per chi ha capacità si possono aprire tante porte

Passero ha detto...

E' facile a dirsi, ma prendere e andare (e rimanere) non è per niente facile.