mercoledì, agosto 04, 2010

Di affitti e cedole

Sulla questione della cedolare secca sugli affitti c'è chi ne ha parlato già con maggiore esperienza/cognizione finanziaria (leggete qui ).
Tuttavia io faccio notare i benefici nel farla, che vanno oltre la mera emersione del nero o di ridare ossigeno alle casse comunali colpite dai trasferimenti.
Il mercato del lavoro in Italia ha notevoli blocchi, uno dei maggiori è la mobilità sul territorio: è molto difficile convincere le persone a spostarsi di città o regione, capita piuttosto che la gente preferisca una lavoro meno qualificante o ricominciare un nuovo lavoro.
Uno dei problemi, lo posso dire avendolo provato sulla mia pelle, è la ricerca di un appartamento con tutto il corollario di visite, garanzie da proporre, ecc, ecc e sto parlando di una persona che si propone come ingegnere con tanto di contratto a tempo indeterminato.
Creare una cedolare secca permette di introdurre un primo elemento di modernità nel mercato delle locazioni, che è sempre stato trascurato legislativamente in quanto l'Italia è storicamente un paese di proprietari di prime e seconde case.
I proprietari di immobili inizieranno a mettere nel mercato degli affitti degli immobili chiusi, i comuni saranno così incentivati a colpire, tramite l'ICI, le seconde case vuote/sfitte che non danno il potenziale 20%.
Avremo così una maggiore offerta e una pressione minore dei prezzi (si spera), chi vive a Milano o a Roma sa le cifre che girano in queste città.
A questo punto molti immobili saranno appetibili per delle SIIQ che potrebbero mettere a reddito immobili che attualmente sono vuoti. Creando anche una (mini)boccata d'ossigeno al mercato immobiliare che deve ancora assorbire un numeroso stock di invenduto, malgrado le stime del mercato ufficiale siano più che positive.
A questo punto dopo aver stimolato l'offerta, tramite cedola secca, il governo potrebbe anche incentivare la domanda pensando a detrazioni/deduzioni serie anche per nucleo familiare (pensiamo anche agli studenti fuorisede che devono pagarsi un affitto).

Se perciò la manovra dal punto di vista economico sarebbe nel caso migliore a costo zero nel peggiore in perdita, secondo me avrebbe numerosi aspetti sociali che potrebbero consigliarlo.

lunedì, agosto 02, 2010

Under 30

Non è l'età delle ragazze che importuno è la quota di auto vendute dalla Fiat secondo i dati di luglio sulle automobili vendute. Su un mercato in contrazione (-26%) la quota di Fiat si riduce dal 33% di un anno fa.


Si possono osservare due fenomeni:

1. gli incentivi hanno svolto la loro funzione, anticipare il consumo di un bene (automobile) che altrimenti sarebbe stato differito nel tempo;
2. le auto Fiat sono le più premiate dagli incentivi e di conseguenza le più colpite, basta pensare solo agli incentivi per le auto a metano di cui solo il Lingotto era produttore.


Il che fa apparire più chiaro lo scenario sui cui Marchionne si sta muovendo, da una parte ha un mercato in crescita e fabbriche in cui ha ottenuto le condizioni di lavoro profittevoli (USA), dall'altra ha un mercato in contrazione e regole del gioco da stabilire volenti o nolenti. Questo perché dopo l'annuncio dello scorporo fra auto e il resto (Iveco, veicoli pesanti e militari) è ovvio che la Fiat Automobiles non può che fondersi con la rinata Chrysler per creare un gruppo italoamericano, con maggioranza americana. L'Italia malgrado tutto è ancora il maggior mercato di sbocco per la Fiat che non ha uguale fortuna nel resto dell'Europa, salvo sfruttare le fiammate degli incentivi in Germania per aumentare le sue quote di vendita.  Si vedano in proposito i dati europei (in particolare il file pdf con la quota del 8-9% attribuita al gruppo Fiat per le vendite in Europa).

I giornali stanno già facendo da megafono per la ripresa degli incentivi, bloccati dopo la decisione di chiudere Termini Imerese stabilimento posto in una regione che è un serbatoio di voti per l'attuale maggioranza.

Per l'intero 2010 il Centro Studi Promotor prevede che le immatricolazioni si attesteranno a quota 1.900.000 con una contrazione dell'11,8% sul 2009, che peserà sui bilanci del settore automobilistico, ma anche sul gettito fiscale. Si stima infatti che la fine degli incentivi determineranno un calo degli introiti dello Stato, per le imposte che a vario titolo colpiscono l'auto, di circa 2 miliardi. Una cifra - Osserva Promotor - di gran lunga superiore a quanto lo Stato dovrebbe stanziare per varare ecoincentivi che potrebbero ridare impulso alla domanda ed avere rilevanti effetti positivi sull'occupazione, sulla ripresa dell'economia e sull'ambiente.


dal Sole24Ore


Dubito che con i fronti aperti di Pomigliano e Mirafiori, entrambe le regioni guidate da un uomo della maggioranza, il gruppo Fiat possa ottenere qualcosa senza rivedere il suo piano di produzione.


Tuttavia lo scontro per la modifica del contratto dei metalmeccanici sia con la minaccia dell'uscita da Federmeccanica sia con il nuovo contratto fatto ad hoc per i lavoratori riassunti dalla nuova entità che gestirà gli ammodernamenti nello stabilimento napoletano si preannuncia molto aspro. Una modernizzazione del contratto, con regole e doveri, mai fatta finora anche per colpa della Federmeccanica, purtroppo da scrivere in un momento di crisi e quindi con il ricatto della perdita dei posti di lavoro.


Questo nell'assenza della politica sia da parte del governo/maggioranza che da oltre un mese non trova un sostituto per Scajola impelagato com'è nella sua lotta interna per il potere sia dalla minoranza di sinistra, che dopo aver elevato Marchionne a manager di riferimento per la rinascita dell'Italia si trova a non poter criticare apertamente le sue scelte.


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venerdì, luglio 30, 2010

Redde Rationem

Alla fine il discusso equilibrio fra Fini e Berlusconi è saltato. Dalla famosa assemblea, con tanto di sceneggiata in piazza, le scommesse su una rottura entro l'anno non erano accettte dai broker inglesi.


Essere l'eterno delfino è una cosa che logora, basta vedere il principe Carlo di Inghilterra, che rischia di esser sorpassato dai suoi figli per la corsa al trono.


Quello che può succedere in futuro è oggetto di mille discussioni da bar: da un futuro di Fini come nuovo alfiere di una "destra moderna ed europea" (qualunque cosa significhi) ad un futuro alla Casini (manipolo di parlamentari, ma senza reale influenza sulla scena politica).  Quello a cui non credo è ad elezioni anticipate, la maggioranza esiste ancora e sarà simile agli ultimi anni di governo Prodi: appesa alle assenze dei parlamentari.


Di certo se prima il governo non brillava per dinamismo adesso sarà ancora peggio.




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domenica, luglio 25, 2010

Appunti disordinati da una vacanza




1. Il kindle è una grande invenzione, i due libri e mezzo finiti lo testimoniano ( in realtà avrei potuto aumentare il numero, ma la batteria ha bisogno di esser ricaricata). La lettura sotto il sole è ideale.
2. Ai fumatori andrebbe applicata una cauzione sui mozziconi, visto che anche nelle spiagge più belle e incontaminate delle riserve ti trovi i mozziconi.
3. Chi riceve telefonate di lavoro o peggio riceve email in vacanza dovrebbe farsi controllare: se non riesci a staccare nemmeno una settimana o hai problemi di workalcolic o ti considerano uno schiavo. Nessuno dei due casi è salubre.
4. Sei mesi senza uso regolare della tv fanno il loro effetto: non ho riconosciuto nessuno dei "vips" per cui le ragazzine urlavano.

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venerdì, luglio 16, 2010

Mah..

Quando sento notizie come queste
Ha solo tre anni, ma legge giornali e quotidiani e li preferisce ai giocattoli
CorriereFiorentino

non posso fare a meno che chiedermi, che cavolo ci troverà di interessante nei giornali italiani?
Magari un articolo interessante come questo
“Pirla” è un termine che si usa a Milano e sta per scemo, sprovveduto, limitato, ottuso, poco sveglio. E pour cause. Solo a dei pirla poteva venire in mente di insediarsi lì dove si sono insediati. Milano è l’unica grande città non solo italiana ma europea senza un fiume.
IlFattoQuotidiano

dove l'autore non solo non sa che a Milano scorrono diversi fiumi (anche se di uno, il Lambro, se ne è molto parlato per la fuga di petrolio nelle sue acque, ma in fondo è un giornalista, quindi lui scrive sui giornali mica li legge), ma che il sistema di navigli, ora quasi tutti interrati permetteva alle merci di viaggiare da Torino a Venezia, tramite uno dei più sviluppati sistemi di idrovie.

Probabilmente l'autore era rimasto a casa durante le lezioni su Leonardo da Vinci.

Quindi ripeto che c'è di strano se un bambino legge un articolo a 3 anni, in fondo certi articoli vanno bene solo per quell'età.

PS A meno che l'autore dell'articolo abbia preso letteralmente il titolo della testata: il fatto.

giovedì, luglio 08, 2010

A slice of the moon

Verso la fine del concerto Eddie Vedder, salutandoci ha raccontato che tanti anni fa quando hanno iniziato la loro carriera musicale l'idea di suonare in Italia gli appariva come "andare sulla luna".
Concludeva, quindi, ringraziandoci tutti da the first to the last per avergli permesso di toccare la luna.

Ho provato a raccontare ad un paio di amici le mie impressioni sul concerto, ma è difficile da spiegare in genere mi rifugio su un "è stato bellissimo".
Ogni persona ha il suo personale legame con i testi, musiche e tematiche; personalmente a me piacciono per i loro testi amarognoli, per quel senso di inadeguatezza che tutti a volte sentono, per quel sentirsi a volte soli e senza nessuno con cui parlare come Jeremy.

Quel panino mangiato al volo prima che iniziasse a piovere, la cerata gialla indossata per proteggermi dalla pioggia, mentre scrutavo il cielo nell'attesa che si aprisse e lo spettacolo potesse continuare. Le due ore passate sopra la transenna in modo da vedere sia il palco sia il megaschermo..
Beh, è un prezzo ben speso per avere due ore in cui puoi gridare e cantare al mondo le tue inquetudini, la tua paura del futuro e che il futuro non sarà come lo desideravi.
Oggi posso dire di aver avuto anch'io la mia fetta di luna.
^_^

You don't have to stray
The oceans away
Waves roll in my thoughts
Hold tight the ring...
The sea will rise...
Please stand by the shore...
Oh, oh, oh, I will be...
I will be there once more...

martedì, luglio 06, 2010

Two years later

Riprovo a vedere i Pearl Jam, sperando di aver esaurito la sfortuna. In due anni ho cambiato due aziende, espatriato per un periodo, cambiato due appartamenti, ma quello che rimane è la voglia di vedere i PJ.
Se mi cercate sono in mezzo ai 40.000 a San Giuliano.


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giovedì, giugno 24, 2010

Questioni di priorità /2

In questo articolo il Post si chiedeva del mistero di Brancher promosso ministro malgrado la contrarietà degli ex-an e anche della Lega.
Concludeva con un
Secondo il Foglio – che attribuisce il giudizio alla Lega – la versione del “ministro per sfuggire al processo” è troppo riduttiva (lo è, in effetti: ma non è per questo meno efficace nelle mani dell’opposizione: Brancher è accusato di appropriazione indebita in relazione a soldi incassati da Giampiero Fiorani nell’ambito di uno stralcio dell’indagine sulla scalata di Bpl alla banca Antonveneta: il prossimo 26 giugno è fissata la data della ripresa del processo). I “pretoriani di Bossi” sarebbero convinti si sia trattato di una trappola per il loro capo, costruita per spuntargli le unghie.

Beh, mi sa che sbagliavano i leghisti. Almeno a giudicare dalla notizia recente:
La difesa del neoministro Aldo Brancher, accusato a Milano di appropriazione indebita nell’ambito di uno stralcio del procedimento sulla mancata scalata all’Antonveneta, ha depositato alla cancelleria dei giudici della quinta sezione penale, la richiesta di legittimo impedimento continuativo
fonteLaStampa

La promozione di Brancher a ministro era prioritaria rispetto a sostituire Scaiola, in fondo che bisogno c'è di un ministro alle attività produttive in Italia, visto che le stiamo tutte dismettendo all'estero.

Questioni di priorità /1

«Chiedo scusa alla Nazionale»: lo ha detto il leader della Lega Nord e ministro per le Riforme Umberto Bossi, a proposito delle parole pronunciate ieri sulla Nazionale di calcio.
La Stampa
Credo sia la prima volta che Bossi, o un leghista, si scusi per quello che ha fatto/dichiarato (vilipendio alla bandiera, all'inno).
Segno che ha scoperto che cosa unisce gli italiani veramente: il gioco del calcio.
Se poi la Padania si fa sbattere sempre fuori alle eliminatorie, non può pretendere l'interesse degli italiani.

martedì, giugno 15, 2010

Be independent

A Londra succedono cose strane, Murdoch decide di acquistare la controllata inglese che aveva quotato. La News Corp, la controllante opera infatti nel settore dell'editoria generalista, quindi risente della crisi della pubblicità, mentre BSkyB opera con abbonamenti, quindi con flussi di cassa continui e controllabili.
Tuttavia succede qualcosa di strano, gli amministratori indipendenti dicono che il prezzo non è giusto:

News Corp said it had first approached the board with the offer on Thursday and in the following days increased it from 675p to 700p a share, valuing the company at £12bn. But the BSkyB board, led by the private equity boss Nicholas Ferguson, is arguing that the company is worth substantially more, and has suggested a price of 800p. The weeks ahead will severely test the relationship between Murdoch and BSkyB's independent directors, who also include former Royal Mail boss Allan Leighton and Gail Rebuck, chief executive of the publisher Random House.
fonte Guardian

In altre parole gli amministratori indipendenti tentano di aumentare il prezzo dell'OPA in modo da soddisfare anche gli azionisti di minoranza, anche sapendo che questo costerà loro il posto in consiglio una volta che Murdoch acquisterà per una cifra maggiore di quello che aveva sperato la sua controllata.

In Italia non è così, basta pensare alla fusione fra Falck Renewebles e Actelios; cui il Sole24Ore ha dedicato un articolo su Plus su come una società in buone condizioni finanziarie venga fusa con una più indebitata e malgrado questo il concambio penalizza gli azionisti di minoranza, il tutto ovviamente con il voto favorevole degli "indipendenti".

O basta pensare a quello che scrivevo tempo fa su M&C, contesa da più OPA, ovviamente sempre con il voto di congruità del consiglio di amministrazione

martedì, giugno 08, 2010

Fabbrica Italia

Con questo nome altisonante la FIAT ha chiamato il progetto di rilancio delle fabbriche italiane, anche in base alla richiesta del governo italiano.


Progetto che si basa su una logica molto stringente: le auto vendute dalla Fiat in Italia sono più di quelle prodotte, ergo il mercato italiano finanzia le fabbriche estere, principalmente Polonia e fabbriche serbe. Dietro questo rilancio, non detto ma intuito c'è anche il prossimo giro di sovvenzioni alle vendite.


Da azienda che deve produrre profitti, la Fiat ha quindi deciso di aumentare la produzione di autoveicoli, ma migliorando la produttività. Miglioramenti produttivi che sono diventati in pratica la chiusura di Termini Imerese e un adeguamento di Pomigliano.


Adeguamenti non solo degli impianti, ma anche del contratto di lavoro, visto che a quanto pare la Fiat richiede ben 6 modifiche/deroghe al CCNL dei metalmeccanici.



Per procedere nella ristrutturazione, che richiede un investimento di circa 700 milioni, la Fiat chiede una modifica sostanziale del modello organizzativo e delle condizioni di lavoro dello stabilimento, a partire da orari e turnazioni. Organizzato attualmente su due turni giornalieri per cinque giorni settimanali, Pomigliano dovrebbe passare a 18 turni settimanali: tre turni giornalieri per sei giorni compreso il sabato notte. Lo scoglio del sabato notte, che aveva irrigidito le prime reazioni al progetto, è stato superato nella lunga trattativa dei mesi scorsi con una intesa che prevede l'utilizzo di permessi e volontari. Restano ancora aperti alcuni aspetti sull'organizzazione del lavoro (a partire dalle pause), come gli scogli della "esigibilità e della repressione dell'assenteismo anomalo". Si tratta di aspetti che impattano direttamente con le regole stabilite dall'attuale contratto di lavoro e delle norme legislative, da cui la Fiat chiede con questo accordo di derogare.


fonte Corriere




Ora a tutti sembra assurdo, specie leggendo articoli come quello che ho linkato, perdere o rischiare il lavoro per solo 6 deroghe. Non sono d'accordo.


Il mio primo contratto di lavoro, fu negoziato dai sindacati interni che diedero il loro benestare a 3 deroghe all'allora contratto nazionale. Un anno e mezzo dopo quelle deroghe entrarono nella piattaforma nazionale da parte di Federmeccanica, per poi farne diventare un paio definitive. La mia vecchia azienda aveva forti rapporti con l'Assolombarda, da cui penso abbia preso e scambiato molte informazioni.


Conclusione, sempre la stessa, le deroghe da temporanee rischiano di diventare definitive, i sindacati trattano sapendo che tutto ciò che concederanno adesso, molto presto saranno costretti a concederlo in tutti gli stabilimenti del gruppo.

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martedì, maggio 25, 2010

L'Italia alla greca

E' il giorno del via libera del governo alla manovra. La legge, da almeno 24 miliardi di euro nel prossimo biennio, arriva oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri. E nessuno, compreso Gianni Letta, nasconde che si tratti di un intervento «duro, con sacrifici pesanti». Seppure, è la speranza, «temporanei».

fonte La Stampa

Era successo lo stesso con l'entrata dell'Italia nell'euro, inizialmente smentite di manovre aggiuntive per poi una dura finanziaria per correggere le spese. Ed era il governo Prodi del centrosinistra.
Qui la stessa cosa, anche se fatta da un governo Berlusconi, prima si smentisce il bisogno di manovre aggiuntive per poi sotto la pressione dei mercati farne una più dura.
I mercati, "colpa della speculazione" direbbero gli imbonitori, dopo che la Grecia ha mostrato di truccare da anni i suoi conti, non si fidano degli altri mediterranei (spagnoli, italiani, portoghesi: una razza una faccia).
E' il solito problema, bisogna fare riforme radicali e strutturali altrimenti questi aggiustamenti continueranno ad esserci sotto la pressione dei mercati, che ricordiamolo sono i nostri creditori e chi ti presta i soldi vuole essere sicuro di ricevere indietro i soldi.

giovedì, maggio 20, 2010

San Toro protettore delle buoneuscite

Michele Santoro è entrato nella classifica di Forbes degli uomini più ricchi della provincia di Salerno

attribuita a Carlo Rossella.

Eccolo che passerà da



a un altro classico

domenica, maggio 16, 2010

Nothing I can say

La lavatrice sta finendo il suo ciclo, quindi la lunghezza di questo post la deciderà lei.


Se avessi pensato al mio futuro lavorativo a Milano una città che non amavo mentirei. La vedevo come una città complicata, difficile e solitaria. Certe cose le penso ancora, ma ho avuto la fortuna di trovare degli amici con cui trovarmi, passare delle ore in allegria. 


Non posso che quindi dire grazie a tutti per la serata di ierisera, grazie di rendere questa città con un cuore.


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lunedì, maggio 10, 2010

Los Suns


Seguo il basket NBA da tempo, tifoso dei Suns dai tempi di Sir Charles. Hanno giocato e vinto la serie contro gli Spurs, gli antichi nemici la loro autentica nemesi storica di questi anni. E' stato uno sweep, termine che noi tradurremmo come cappotto per dare la stessa enfasi, ma non voglio scrivere di questo.


Il 5 di maggio hanno giocato con una scritta in spagnolo, i Los Suns.Giocano a Phoenix, quindi poteva esser visto come omaggio per la popolazione messicana; solo che non si è trattato solo di quello, ma era un messaggio politico ben definito.


L'Arizona ha infatti appena approvato una legge anti-immigrazione molto forte, anche a causa dell'infiltrazione dei cartelli messicani di droga nello stato americano. Legge anti-immigrazione fortemente appoggiata dai cittadini dello stato, soprattutto i benestanti che sono il tipico pubblico delle arene del basket.


Se a fare una tale dimostrazione fosse stato solo Nash, giocatore ben noto per le sue attività e per la sua vocazione "politica" non ci sarebbe stato nulla di strano, solo che è stato il proprietario dei Suns ha fare le dichiarazioni più forti a costo di perdere ricavi (negli USA le franchigie sono macchine da soldi, veri non pozzi senza fondo come le squadre italiane). Le interviste degli spettatori a fine partita mostravano che non tutti erano daccordo con tali prese di posizione, anzi.


Immaginare un presidente di calcio italiano che prende posizione contro i politici e gli ultras/tifosi contro le leggi che ritiene sbagliato credo sia una cosa impossibile. Non a caso gli unici giocatori che prendevano posizione contro il razzismo negli stadi erano soprattutto stranieri.



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giovedì, maggio 06, 2010

Paperless

In azienda usiamo da tempo le firme digitali per i vari documenti emessi, usiamo un crm con tanto di portale per i clienti in modo che la documentazione sia il più possibile elettronica. Un azienda greener come da slogan della casa madre americana. Questo fino a quando il quality manager ha deciso che la documentazione sia readibility, cioé sempre disponibile; cosa c'è di più facilmente accessibile della carta? Ecco che sono due giorni che stiamo stampando tutta la documentazione importante, che prima veniva conservata nei nostri server. Il prossimo che mi dice che gli uffici del futuro sono paperless lo uccido.


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martedì, maggio 04, 2010

Non c'è due senza tre

..anche se io spero che Scaiola la smetta di fare il ministro per poi "esser costretto" alle dimissioni a causa solo sua.

«Vivo da 10 giorni una grande sofferenza. Ora devo difendermi e non posso più continuare a fare il Ministro», esordisce Claudio Scajola annunciando le dimissioni.
fonte LaStampa

Dieci giorni che potevi evitarti, visto che l'appartamento non poteva costare solo la cifra che avevi dichiarato in chiaro, che ci fosse del nero era evidente, dovevi solo spiegare da dove provenissero quei soldi.
L'idea era sempre la stessa aspettare che l'onda si placasse per tornare in sella, peccato che il tuo capo avesse litigato con Fini e il voto di sfiducia alle camere risultasse indigesto.

Resta da chiedersi perché SB continua ad affidarsi a queste mezzetacche per ruoli istituzionali.

giovedì, aprile 22, 2010

Call me Ishmael

Vago a passi lenti su una Milano silenziosa. Il clima primaverile aiuta a restare fuori eppure perfino i bar da aperitivo sono vuoti. Troppo tardi o troppo presto, chissà ?
Nelle orecchi il riff di una canzone che attutisce i rumori.
A casa l'ennesima valigia da preparare per tornare nel weekend in Veneto. Incrocio una ragazza che corre immagino verso il suo appuntamento, assaporo la scia di profumo che lascia invidiando il fortunato.
E decido di tornare indietro verso i pensieri malinconici che avevo lasciato ad aspettarmi a casa, ancora alla ricerca della mia balena.


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mercoledì, aprile 21, 2010

Istantanee

Girando periodicamente per lavoro in alcune aziende ho delle istantanee del dopo crisi.
Ieri ero in visita ad un azienda dopo oltre un anno che non ci andavo. La prima volta, due anni fa erano incasinati a seguire il mio progetto perché il team di ingegneri doveva conteporaneamente seguire dei preventivi e un paio di bandi di gara. L'anno dopo avevano assunto un neoingegnere che mi seguiva e iniziava a mettere ordine nelle procedure iso, ma già iniziavano ad avere un rallentamento di ordini quando avrebbe dovuto essere l'anno del boom, almeno nelle loro intenzioni.
Ieri invece il team degli ingegneri era decimato, costretti a cambiare lavoro, il faldone dei progetti 2009 era veramente scarno ed il grosso della produzione era stato spostato in Macedonia.
Istantanee che ti fanno capire che a volte è solo questione di fortuna essere nelle aziende che c'è la fanno.


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mercoledì, marzo 31, 2010

Leggendo qua e la/2

Andiamo di localismo fonte ilGazzettino

Dopo due sconfitte, la prima nel 2000 al ballottaggio contro Paolo Costa, e oggi a distanza di 10 anni al primo turno contro Giorgio Orsoni, Renato Brunetta non tenterà una terza volta di diventare sindaco di Venezia. «Fra cinque anni qualcun altro raccoglierà la bandiera del cambiamento. Oggi è prevalso il conservatorismo rispetto al nuovo» ha detto il ministro, che comunque non si è pentito di aver intrapreso questa avventura:«Solo un generoso come me poteva affrontare questa campagna». «È stata una campagna elettorale entusiasmante. Ho fatto un pò fatica ma ne è valsa la pena. Era quasi una missione impossibile e solo un generoso come me, abituato alle sfide impossibili, poteva farlo
Brunetta


Ecco un altro a cui l'aria di Roma ha fatto male. Ciccio guarda che Orsoni ha schiacciato Bettin alle primarie, quindi magari a Roma non sanno chi è, ma di sicuro a Mestre e a Venezia lo sanno benissimo, infatti ha vinto al primo turno.
Ora che ne diresti di meno polemiche e più fatti?

Leggendo qua e la

Leggo dal corriere

Il segretario del Pd ribadisce in conferenza stampa che nel voto c'è il segno di «un'inversione di tendenza». «Come coalizione, rispetto al dato delle europee abbiamo avuto ovunque un nostro avanzamento - spiega. - L'insieme dei dati regionali dà ragione del fatto di fondo: se guardiamo i dati di coalizione dalle europee ad oggi abbiamo sostanzialmente un dimezzamento delle distanze dal centrodestra». «È questo - aggiunge - che mi fa dire che c'è un segno di inversione di tendenza». Quanto al Pd, Bersani spiega: «Avanziamo di circa un punto rispetto a tutti gli altri partiti alle europee, c'è solo la Lega Nord che avanza dello 0,9 per cento». Per questo motivo, Bersani invoca «un'analisi più attenta e veritiera» dei risultati, considerando «che all'inizio di gennaio nessuno era disposto a scommettere che il centrosinistra conquistasse 7 regioni su 13».
Bersani



Commentare seriamente queste dichiarazioni è equivalente a picchiare un uomo che caga(cit.)

A meno che non provasse i testi per un provino a Zelig, o no?

mercoledì, marzo 24, 2010

Il tempo dell'attesa




Viene un tempo in cui puoi solo attendere e sperare perché quello che si poteva fare è stato fatto.
Aspettare che passi la notte.


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martedì, marzo 16, 2010

Dove le ombre si allungano

Ci sono posti dove le ombre si allungano, dove il tempo scorre più lentamente. Luoghi in cui si parla sempre o al passato o al presente, l'uso del futuro è usato con parsimonia. Luoghi dove si fanno le riflessioni sul senso della propria vita, sul suo andamento.


Spezzare un ora insieme a chi ha tante ore da passare prima di ricevere una notizia, un responso ti dovrebbe far sentire meglio per aver compiuto il tuo dovere, invece non riesco a sentirmi così.


Funziono male, rimango troppo coinvolto emotivamente. Rimango a pensare, a scrivere sul mio blog, come fosse un diario di un adolescente. Penso a come il destino non ti fa incontrare persone per anni, tenute in contatto telefonicamente e poi sei "costretto" a sbatterci contro percorrendo insieme un pezzo di strada, fosse anche solo per alleviare la solitudine nell'attesa di un responso.


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Of whom am I afraid?

AFRAID? Of whom am I afraid?
Not death; for who is he?
The porter of my father’s lodge
As much abasheth me.

Of life? ‘T were odd I fear a thing
That comprehendeth me
In one or more existences
At Deity’s decree.

Of resurrection? Is the east
Afraid to trust the morn
With her fastidious forehead?
As soon impeach my crown!


Emily Dickinson from Time and Eternity

lunedì, marzo 15, 2010

Mondayache

Oggi c'è il sole ed io sono rinchiuso dentro il mio ufficio illuminato da neon

Appena accesa la posta, la prima mail è del cliente rombipalle/casinista.

Today was such a Monday, everything sucked!(cit.)

domenica, marzo 14, 2010

Occhi

Guardavo i suoi occhi ed ero incapace di staccare lo sguardo.


"Abbiamo gli stessi occhi." dissi interrompendo il silenzio dei nostri sguardi reciproci.


"Vero, probabilmente abbiamo lo stesso gruppo sanguigno, da li viene il colore degli occhi." accenno come risposta.


"Non intendevo questo, tu non vedi solo il presente, tu vedi anche altro..""Si vedo delle immagini, anche tu?" Sorrisi, come tacita ammissione. Anche un sorriso apparve sul suo volto, come segno di sollievo.


"Certe volte capita anche di vedere.." non terminò la frase, ma io sapevo qual'era la conclusione. Non serviva conferme o parole, la risposta ad una domanda mai formulata era ovvia.


"Ora devi andartene a casa." "Si, hai ragione è tardi".


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mercoledì, marzo 10, 2010

Home sweet home

Tornando a casa era impossibile non notarlo, col suo colore giallo e con le scritte in nero. Accanto al pomello, lasciato li perché lo notassi. Un post-it grande come una lettera.
"Gentile.." era il suo attacco, dopo averlo letto in fretta mentre giravo la chiave.
Mi entrai di corsa e purtroppo i miei incubi presero forma: i vicini facendo i lavori per il loro bagno hanno fatto un buco sopra il mio bagno!!!!

Ecco credo di essermi guadagnato oltre 100 anni al purgatorio per le imprecazioni che sto lanciando a tutte le divinità conosciute e sconosciute.


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Wait until spring

Malgrado il calendario indichi che la primavera è alle porte, qui a Milano sta nevicando. Certo non con l'intensità delle altre nevicate, ma comunque scende.


La giornata è stata sempre più o meno la stessa, arida di soddisfazioni. Avresti voglia di metterti a letto dopo mangiato eppure avevi promesso di partecipare ad una presentazione di un libro, dove alcuni tuoi amici avrebbero letto dei brani.


La voglia di bidonarli, c'è inutile negarlo; ti ricordi però dei consigli che dai sempre agli altri: se vuoi che qualcosa cambi, inizia prima  dal tuo atteggiamento!


Ti infili il cappotto ed esci, decidi che vale la pena fare quattro passi. I tuoi passi risuonano leggeri sotto la neve fresca, ma è tutta la città ad avere addosso una cappa che la silenzia.


E con i tuoi passi, si liberano leggeri i tuoi pensieri imprigionati come sono dalla quotidianità. Sei arrivato vedi la vetrina con le facce sorridenti dei tuoi amici, ma sei quasi triste di esser arrivato interrompendo il flusso dei tuoi pensieri.


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mercoledì, marzo 03, 2010

Autobus



Cena con ex-compagno di università in viaggio per lavoro a Milano. Classici racconti sui vecchi compagni, cosa fanno, ecc, ecc.
Alla fine mi racconta di un incontro pubblico fatto con il responsabile del personale di una grossa azienda italiana.
Tra gli argomenti trattati, c'è stato anche il "vogliamo bene" al dipendente, lui ha esplicitamente detto che è una leggenda:
Le aziende sono come gli autobus: decidono chi deve salire, ma anche decidono chi deve scendere e quando deve scendere.

lunedì, marzo 01, 2010

Dilettanti allo sbaraglio/2

Per non esser da meno dei colleghi laziali anche il PdL lombardo decide di suicidarsi.

Pezzotta for president?
Vediamo con che velocità gli uomini di CL si riallineano sul nuovo cavallo.

Dilettanti allo sbaraglio

A volte la politica italiana si dimostra per tutto il suo essere fatta da uomini piccoli piccoli.
Nel Lazio la lista della Polverini si apprestava a vincere facile, tanto che il PD non aveva avuto neppure il coraggio di mettere un suo candidato, ma affidarsi ad una radicale con forti opinioni abortiste, la Bonino.
Ecco che però un atto semplice come consegnare le liste diventa un psicodramma perché una persona invece di compiere il suo dovere decide di andare a pranzo

Ecco che il presidente della Repubblica, da uomo di sinistra come fu appellato da SB, diventa ora il garante a cui affidarsi per essere ripescato.
Ripescaggio ovviamente contro le regole, non a caso le sue parole sono state



il capo dello Stato in mattinata prende una posizione netta: «La preoccupazione di una piena rappresentanza, nella competizione elettorale regionale in Lazio come dovunque, delle forze politiche che intendono concorrervi, non può che essere compresa e condivisa dal Presidente della Repubblica», è la premessa di Giorgio Napolitano; tuttavia, aggiunge il Presidente della Repubblica, «spetta solo alle competenti sedi giudiziarie la verifica del rispetto delle condizioni e procedure previste dalla legge».
da LaStampa.

La guerra fra bande del PdL si appresta a fare un'altra vittima, la Polverini.
Non si può che concordare con quanto detto da Wallynius.

venerdì, febbraio 26, 2010

Stagioni

Che la primaversa stia arrivano anche a Indastria, alias Milano lo testimonia il risveglio degli animali: le lucertole sono tornate a farci visita.

Mi aspetto di vedere altre serie di post dedicate al bioparco

Fusi orari

Se scrivo a una delle nostre filiali negli USA ritengo normale che la risposta
mi arrivi il giorno dopo oppure verso fine orario di ufficio visto il fuso
orario.

Se scrivo alla sede svedese hanno lo stesso fuso, al limite hanno un orario di
ufficio leggermente diverso (iniziano e finiscono prima), quindi le risposte
alle mie mail arrivano quasi subito.

Fatta questa premessa perché oer le mail dirette all'altra sede italiana
ricevo una risposta il giorno dopo o se proprio va bene dopo solo 6 ore?
Hanno per caso un altro fuso orario di cui io non sono a conoscenza?

Metafore

A volte le metafore possono spiegare meglio di complicate analisi o lunghe discussioni.
Luca Sofri nel suo blog ha usato una metafora per spiegare la parabola politica (discendente)di Berlusconi, che secondo me è geniale nella sua semplicità.

Ci sono quelle storie in cui l’aviatore europeo arriva con l’aeroplano nel villaggio di indigeni amazzonici, e loro lo adorano come un Dio, perché ha fatto un numero che non si era mai visto. E tutti sono contenti. Poi un giorno gli chiedono di far cessare una malattia che li stermina, e lui non è capace. E loro non capiscono come mai, e gli dicono “rifacci quel numero dell’aeroplano”, magari funziona. Ma gli si è pure rotto l’aeroplano.
Era un semplice aviatore, bravo a fare le capriole. Non c’è mai stato nient’altro.


Gli Italiani speravano di poter volare di nuovo, invece si sono ritrovati un aviatore che adesso fa persino fatica a fare le capriole. Il vero problema è che dall'altra parte non sono nemmeno in grado di fare le capriole

mercoledì, febbraio 24, 2010

Stati d'animo

A volte ci sono foto che sintetizzano il tuo stato d'animo meglio di mille parole. Un cielo azzurro con le montagne innevate e tu rinchiuso dentro un muro di cinta.
Tu bloccato dentro, mentre la vita scorre fuori.


La vita a volte assomiglia a un immagine in chiaroscuro.


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martedì, febbraio 23, 2010

Vieni come sei

Vieni come sei, come eri
Come voglio che tu sia
Come un amico, come un amico, come un vecchio nemico
Prenditi tutto il tempo, fai in fretta
La scelta è tua, non fare tardi
Prenditi una pausa, come un amico, come una vecchia memoria


Virtuale, ma non meno reale

Ho iniziato a viaggiare sul forum e web dal 2000.
Ho conosciuto molte persone, alcune virtualmente altre anche di persona.
In un arco di tempo così vasto incontri tante persone, alcuni incontri sono buoni, altri cattivi, altri diventeranno degli ottimi amici.

Tuttavia può sempre capitare la cosa che meno ti aspetti, la notizia che una persona che conoscevi virtualmente è morta.

Ciao Christian.

domenica, febbraio 21, 2010

Sunday morning





Due ciclisti in mountain bike, qualche raccoglitore di conchiglie.
Un padre che gioca a calcio con il bambino, una coppietta in vena di romanticismo.
E poi me che scatto qualche foto, un eterogenea compagnia che passeggia per una spiaggia che aspetta solo la primavera e l'estate per tornare a rifiorire.

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venerdì, febbraio 19, 2010

Genio italico

La notizia sta uscendo e probabilmente a breve sapremo il nome del "genio", visto che solo 29 hanno voluto mantenere l'anonimato. Ovviamente sto parlando di questo:

Un parlamentare è risultato positivo alla cocaina al test antidroga promosso da Carlo Giovanardi. Non si conosce il suo nome. (...) La positività alla cocaina è emersa dall'esame del capello con due campioni ripetuti in due diversi laboratori. Al test si sono sottoposti volontariamente 232 parlamentari; 231 le negatività rilevate, una la positività alla cocaina. Dei 232 parlamentari, 147 hanno dato il proprio consenso a rendere noti i risultati mentre 29 non l'hanno dato


Ora dico io, il test è volontario, non a caso la maggioranza dei parlamenti ha rifiutato di farlo, per quale motivo vai a farlo sapendo che l'hai usata e che i capelli ne tengono traccia per anni?

Una persona del genere andrebbe espulsa dal parlamento non perché tossico (o ex-tossico), ma perché é troppo stupida.

mercoledì, febbraio 17, 2010

The moon and sixpence

Le associazioni di idee sono le cose più fantastiche che possono capitarci per movimentarci la vita e farci riassaporare esperienze passate. Complice il giorno di San Valentino sono state riproposte soprattutto canzoni d'amore, fra le quali quella dei "Sixpence None The richer". I sei pence mi hanno fatto scattare in mente il titolo di uno dei libri più belli che abbia letto "The moon and sixpence".


Il libro di Maugham è stato uno dei primi che ho letto in lingua originale. Stranamente è stato un altro libro a consigliarmelo, avevo trovato la citazione di questo romanzo su un opera di Stephen King. Così quando parecchio tempo dopo trovai questo libro nella biblioteca comunale, per di più in inglese la decisione di leggerlo era come se fosse stata presa già da tempo.


La trama del romanzo è abbastanza semplice perché narra la vita romanzata di Gauguin e del suo amore per l'arte. Già la forma in cui viene descritta è particolare, noi scopriamo la sua vita attraverso la mediazione del racconto di un terzo. Racconto che descrive gli incontri avuti dal protagonista con Charles Strickland, nome sotto cui lo scrittore nasconde Gauguin.


All'inizio viene presentato come una persona normale e posata, che giunta ai limiti della mezz'età abbandona la sua famiglia, il suo lavoro e Londra per stabilirsi a Parigi per diventare un pittore. Qui si dedica alla pittura, pur riscuotendo poca fortuna, visto che la sua visione dell'arte non è compresa. Nella sua ricerca per l'arte e nel perfezionare la tecnica, Strickland compirà atti di rara inumanità, e in una delle scene più belle del romanzo, il protagonista gli chiederà conto di queste azioni.  Il discorso di spiegazione, non giustificazione, di Strickland/Gauguin meriterebbe da solo la lettura del romanzo: riesce a spiegare benissimo l'estasi e la passione per un obiettivo, che può esser solo rallentato dai bisogni umani, ma a cui bisogna imolare parte della propria umanità.


Desiderare in maniera così intensa qualcosa, da non vedere gli ostacoli che si frappongono fra te e lei. Guardare la luna con tanta attenzione da non accorgersi della moneta da sei pence vicino al proprio piende


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domenica, febbraio 14, 2010

I'm moving

Il fioraio all'angolo, vicino all'edicola dove compro il giornale, sta preparando le rose che spera di vendere stasera.
Una serata in cui incassare quel che basta per arrivare fino all'8 marzo, altra giornata da sold out.
Decido che è ora di iniziare a passare oltre, prendo il cellulare alla rubrica preferiti.
Un attimo di esitazione e poi lo cancello, lasciando quel numero in mezzo alla rubrica dei numeri comuni.
E' tempo di ritornare a camminare, anche se la strada non era quella voluta.


mercoledì, febbraio 10, 2010

La danza del freddo

L'aria è fredda, ma almeno per stasera sembra che la neve non cadrà.


Il freddo danza attorno a me. Freddo reale che fuori ti costringe a sentire i brividi, e il freddo dentro di me. La stanchezza mentale si accumula, così come il lavoro che arriva sulla mia scrivania ad ondate sempre più impetuose.


Ho un carattere di merda e sono troppo inflessibile su alcune cose/principi, ecco che domani dovrò spedire l'ennesima mail di precisazioni ai miei manager, che saranno contentissimi di avere l'ennesimo precisino che non si limita a saltare quando lo dicono loro.


Forse dovrei incominciare ad avere una pelle più dura.


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The only way is up

La visita del nuovo manager ha avuto dei risvolti interessanti, e per certi versi ironici.


I problemi sono rimasti li sul tappeto, anzi sotto il tappeto sia mai che qualcuno li noti, ma ci sono stati dati i nuovi obiettivi da perseguire come un esercito di conquista.


20% in più, perché le sfide sono il nostro pane quotidiano e noi dobbiamo crescere in doppia cifra.


Al che uno dei tecnici più esperti ha proposto un modo molto semplice per raggiungere la meta: aumentare del 20% le offerte. Malgrado la saggezza di tale proposta, credo che i commerciali non siano particolarmente d'accordo.


La sola via è in alto.Tags:


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martedì, febbraio 02, 2010

Look back

Questa settimana sono più irrequieto del solito, non a causa del tempo.
Tanto per cambiare è iniziato il rituale assegna un general manager a quei dementi dell'Italia, rituale che comporta che tralasci il lavoro per rendere il posto più pulito e presentabile.
Rituale iniziato con una simpatica mail in cui ci veniva richiesto/ricordato di essere presenti in data xx e di evitare di ammalarci.

Conseguenza di questo bel rituale è che da una settimana ho interrotto i miei progetti per seguire quelli di un altro in modo da permettere le spring clean.
Nel frattempo il lavoro che ho lasciato a metà, non viene svolto da nessuno e come ulteriore beffa altro lavoro targato urgente si appresta ad essere rovesciato nella mia scrivania.
A forza di sussurrarlo, annunciarlo un timido risveglio del mercato americano si nota; provocando l'effetto ingorgo perché nessuno vuol perdere la ripartenza.

La cosa che mi fa irritare pesantemente è però il fatto che è, tanto per cambiare, l'ennesimo manager straniero che oltre all'Italia ha assegnata anche la Germania: ovviamente ci controllerà tramite i dati forniti dai vari database senza entrare nell'operatività quotidiana.

Operatività quotidiana che invece andrebbe invece gestita, visto che attualmente non c'è nessuno che faccia da interfaccia fra la parte commerciale, parte produttiva e parte di supporto/amministrativa: sono tutte come isole che utilizzano certi ponti per comunicare una con l'altra.
Avere una persona che guarda all'insieme invece che alla somma delle parti permetterebbe di prendere decisioni anche impopolari, ma che garantirebbero un certo equilibrio e una possibilità di evolversi.

Perché se non ti evolvi sei destinato ad estinguerti.

sabato, gennaio 30, 2010

Timeo Danaos et dona ferentes

La tempesta finanziaria scatenatasi con il crollo del fallimento della Lehman Brothers sembra che stia calmandosi, tutti memori dei disastri provocati, scrutano all'orizzonte alla ricerca di prossime scosse per prevenirle.
In ambito europeo sotto osservazione è soprattutto la Grecia a causa della sua contabilità creativa, avendo mascherato i dati del suo PIl e disavanzo per anni.

«Il modo migliore per aiutare la Grecia in questo momento - ha detto Barroso riferendosi alle voci, smentite, di interventi bilaterali da parte di alcuni Stati come Francia e Germania - è sostenere i suoi sforzi di rispettare gli impegni» tornando ai criteri fissati dal patto di stabilità.
ilsole24.

Il problema rimane lo stesso di quasi tutti i debitori: trovare chi ti faccia credito, continuando a comprare i debiti, alias bond.
Ecco dunque spuntare l'idea di chiedere alla Cina di comprare del debito:
La Grecia sta contattando la Cina per acquistare fino a 25 miliardi di euro di suoi bond nello sforzo di evitare una delle maggiori crisi debitorie europee. Lo dicono Financial Times e Wall Street Journal nell'edizione odierna.
Reuters.

Perché uno dovrebbe concedere del credito ad un pessimo pagatore?
Le risposte possono essere diverse: non sapere che è così pessimo, essere un benefattore oppure avere un interesse di altro tipo.

La Cina attualmente controlla il porto del Pireo, grazie ad accordi pluriennali, si veda qui o qui.

La Grecia fa parte dell'Unione Europea, i suoi porti fanno da dogana per tutte le merci extraeuropee che vi transitano. Una volta sdoganate possono passare per tutto lo spazio europeo, perché sono state trovate conformi a tutte le direttive europee in essere.

Direttive come Rohs, Low Voltage, EMC o come le meno note EuP/ErP servono ad evitare che certi tipi di merci circolino liberamente all'interno del mercato europeo.
Le direttive EuP/ErP, che entrano in vigore a breve costringeranno a riprogettare molti apparecchi a basso costo, con conseguente esclusione dal mercato di prodotti porcheria.

Ora immaginate uno stato che ha problemi di soldi, che può decidere di far passare le merci con documentazione insufficiente, che ha uno tra i più grossi porti d'Europa controllato in parte da società cinesi.

Domanda secondo voi la maggior parte dei prodotti cinesi conformi dove sarà sdoganata?

venerdì, gennaio 22, 2010

La prima cosa bella

Il film di Virzi per molti aspetti non potrà mai passare come un capolavoro o come un film che potrà esser venduto all'estero con successo.
Eppure è film bello e delicato, racconta una storia tipicamente toscana, ma per le emozioni che ti comunica potrebbe essere un luogo qualsiasi dell'Italia.
Perché il tema del film è il rapporto fra un figlio e sua madre, quasi tutti quelli a cui è piaciuto il film, si saranno riconosciuti in qualche scena del rapporto conflittuale fra i due.
Alla fine del film, non puoi non chiederti quand'è l'ultima volta che hai detto a tua madre "ti voglio bene"

mercoledì, gennaio 20, 2010

Piano Bianco

Verso il cielo la nebbia bianca, sulla terra la stessa nebbia che ghiaccia.
Avvolto in un paesaggio bianco.

Non ti sembra nemmeno di guidare, ma di infilarti in un tunnel bianco.

Le torce che bucano la nebbia, ti staccano dai pensieri per ricordarti che in questo mondo bianco devi stare attento ai pirla; come quel deficente che guidava il tir con rimorchio che è sbandato fuori strada causa ghiaccio in curva.

domenica, gennaio 17, 2010

Postcard Wall

Un muro di cartoline.

Probabilmente le prime erano quelle che i due fratelli si spedivano durante i loro vagabondaggi per l'Asia, quando chiudevano la pizzeria.
Ora invece i figli li bloccano, almeno il più grande dei due; e siamo noi clienti che ad ogni vacanza/viaggio spediamo una cartolina perché appaia li nel muro.
Ieri visto il numero di persone che affollavano la pizzeria ci siamo seduti sul tavolo sotto il "muro".
Li a cercare le cartoline spedite duranti i miei viaggi NY, Vienna, ..
A progettare i viaggi in base alla bellezza delle cartoline.
Un modo semplice per staccare e sognare un altro paese.

martedì, gennaio 05, 2010

A volte basta leggere

Alle accuse della Voce.info, Chicago Blog e altri siti di economisti che contestavano la discussa "elezione" di Tremonti come uomo dell'economia del 2009 da parte del Sole24 Ore, il buon Riotta (o Raiotta come lo storpiava Dagospia) ha risposto con un suo cinguettio.

Cinguettio, che porta a questo articolo.
Di cui è divertente la parte finale
Non ne capiremmo - davvero - la ragione, se non ricordassimo l'Epitteto studiato da giovani, il Manuale: l'infelicità del servo è credere che tutto il mondo sia popolato solo da servi, suoi simili infelici.


Al buon Riotta consiglierei anche di leggere il giornale che firma come direttore, nell'edizione di oggi 15 gennaio a pag. 12, molto lontano dall'articolo linkato, che invece ha una buona esposizione, il comunicato del cdr del giornale.
Quello che dice si può sintetizzare con un "noi, i giornalisti, non abbiamo votato".

A volte basta leggere, ciò che si firma per evitare di parlare.

martedì, dicembre 29, 2009

Il libero mercato e il suo fallimento

Un volantino dell'A2A (l'azienda municipalizzata di Milano) qualche mese fa mi aveva suggerito l'idea per un post, poi la pigrizia e gli impegni mi hanno fatto accantonare l'idea.
Tra azienda e consumatore c'è un'asimmetria informativa, relativa la prezzo dell'elettricità. Il prezzo dell'energia è si legato al prezzo del petrolio, ma non in maniera lineare e con una differenza di tempo.
Asimmetria che gioca anche su un altro fattore la paura dei rincari improvvisi, eravamo appena venuti da un periodo in cui il petrolio era stato, sia pur per breve tempo, oltre i 100 dollari al barile.
Se arriva una proposta di bloccare il prezzo dell'energia per tutto il 2010 un consumatore memore del bagno di sangue dell'anno prima non può che accettare felice, mentre una persona che conosce i meccanismi del mercato sa che il prezzo sarebbe tendenzialmente sceso, per via del petrolio che era sceso a 30 dollari, con un dollaro per di più in fase calante.

Ecco infatti la notizia che ratifica il calo seppur leggero delle bollette elettriche
In calo, invece, le tariffe di riferimento per l'energia elettrica: -2,2% per il primo trimestre 2010. Lo ha stabilito l'Autorità per l'energia e il gas.

fonte Il Sole 24 Ore

Per la gioia dei consumatori che avranno il prezzo bloccato con le tariffe più elevate, sia pur di un 2%.

giovedì, dicembre 24, 2009

Christmas 1914 In no man's land

"Janet, sorella cara, sono le due del mattino e la maggior parte degli uomini dormono nelle loro buche, ma io non posso addormentarmi se prima non ti scrivo dei meravigliosi avvenimenti della vigilia di Natale. In verità, ciò che è avvenuto è quasi una fiaba, e se non l'avessi visto coi miei occhi non ci crederei. Prova a immaginare: mentre tu e la famiglia cantavate gli inni davanti al focolare a Londra, io ho fatto lo stesso con i soldati nemici qui nei campi di battaglia di Francia! "Le prime battaglie hanno fatto tanti morti, che entrambe le parti si sono trincerate, in attesa dei rincalzi. Sicché per lo più siamo rimasti nelle trincee ad aspettare.

Ma che attesa tremenda! Ci aspettiamo ogni momento che un obice d'artiglieria ci cada addosso, ammazzando e mutilando uomini. E di giorno non osiamo alzare la testa fuori dalla terra, per paura del cecchino. E poi la pioggia: cade quasi ogni giorno. Naturalmente si raccoglie proprio nelle trincee, da cui dobbiamo aggottarla con pentole e padelle.

E con la pioggia è venuto il fango, profondo un piede e più. S'appiccica e sporca tutto, e ci risucchia gli scarponi. Una recluta ha avuto i piedi bloccati nel fango, e poi anche le mani quando ha cercato di liberarsi...» «Con tutto questo, non potevamo fare a meno di provare curiosità per i soldati tedeschi di fronte noi. Dopo tutto affrontano gli stessi nostri pericoli, e anche loro sciaguattano nello stesso fango. E la loro trincea è solo cinquanta metri davanti a noi." "Tra noi c'è la terra di nessuno, orlata da entrambe le parti di filo spinato, ma sono così vicini che ne sentiamo le voci. Ovviamente li odiamo quando uccidono i nostri compagni.

Ma altre volte scherziamo su di loro e sentiamo di avere qualcosa in comune. E ora risulta che loro hanno gli stessi sentimenti. Ieri mattina, la vigilia, abbiamo avuto la nostra prima gelata. Benché infreddoliti l'abbiamo salutata con gioia, perché almeno ha indurito il fango." "Durante la giornata ci sono stati scambi di fucileria.

Ma quando la sera è scesa sulla vigilia, la sparatoria ha smesso interamente. Il nostro primo silenzio totale da mesi! Speravamo che promettesse una festa tranquilla, ma non ci contavamo." soldati che fraternizzano fuori dalle trincee "Di colpo un camerata mi scuote e mi grida: ?Vieni a vedere! Vieni a vedere cosa fanno i tedeschi! Ho preso il fucile, sono andato alla trincea e, con cautela, ho alzato la testa sopra i sacchetti di sabbia». «Non ho mai creduto di poter vedere una cosa più strana e più commovente. Grappoli di piccole luci brillavano lungo tutta la linea tedesca, a destra e a sinistra, a perdita d'occhio. Che cos'è?, ho chiesto al compagno, e John ha risposto: 'alberi di Natale!'. Era vero. I tedeschi avevano disposto degli alberi di Natale di fronte alla loro trincea, illuminati con candele e lumini." "E poi abbiamo sentito le loro voci che si levavano in una canzone: ' stille nacht, heilige nacht…'. Il canto in Inghilterra non lo conosciamo, ma John lo conosce e l'ha tradotto: 'notte silente, notte santa'.

Non ho mai sentito un canto più bello e più significativo in quella notte chiara e silenziosa. Quando il canto è finito, gli uomini nella nostra trincea hanno applaudito. Sì, soldati inglesi che applaudivano i tedeschi! Poi uno di noi ha cominciato a cantare, e ci siamo tutti uniti a lui: 'the first nowell (1) the angel did say…'. Per la verità non eravamo bravi a cantare come i tedeschi, con le loro belle armonie. Ma hanno risposto con applausi entusiasti, e poi ne hanno attaccato un'altra: 'o tannenbaum, o tannenbaum…'. A cui noi abbiamo risposto: 'o come all ye faithful…'. (2) E questa volta si sono uniti al nostro coro, cantando la stessa canzone, ma in latino: 'adeste fideles…'». «Inglesi e tedeschi che s'intonano in coro attraverso la terra di nessuno!" "Non potevo pensare niente di più stupefacente, ma quello che è avvenuto dopo lo è stato di più. 'Inglesi, uscite fuori!', li abbiamo sentiti gridare, 'voi non spara, noi non spara!'.

Nella trincea ci siamo guardati non sapendo che fare. Poi uno ha gridato per scherzo: 'venite fuori voi!'. Con nostro stupore, abbiamo visto due figure levarsi dalla trincea di fronte, scavalcare il filo spinato e avanzare allo scoperto." "Uno di loro ha detto: 'Manda ufficiale per parlamentare'. Ho visto uno dei nostri con il fucile puntato, e senza dubbio anche altri l'hanno fatto - ma il capitano ha gridato 'non sparate!'. Poi s'è arrampicato fuori dalla trincea ed è andato incontro ai tedeschi a mezza strada. Li abbiamo sentiti parlare e pochi minuti dopo il capitano è tornato, con un sigaro tedesco in bocca!" "Nel frattempo gruppi di due o tre uomini uscivano dalle trincee e venivano verso di noi.

Alcuni di noi sono usciti anch'essi e in pochi minuti eravamo nella terra di nessuno, stringendo le mani a uomini che avevamo cercato di ammazzate poche ore prima». «Abbiamo acceso un gran falò, e noi tutti attorno, inglesi in kaki e tedeschi in grigio. Devo dire che i tedeschi erano vestiti meglio, con le divise pulite per la festa. Solo un paio di noi parlano il tedesco, ma molti tedeschi sapevano l'inglese. Ad uno di loro ho chiesto come mai. 'Molti di noi hanno lavorato in Inghilterra', ha risposto. 'Prima di questo sono stato cameriere all'Hotel Cecil." "Forse ho servito alla tua tavola!' 'Forse!', ho risposto ridendo. Mi ha raccontato che aveva la ragazza a Londra e che la guerra ha interrotto il loro progetto di matrimonio. E io gli ho detto: 'non ti preoccupare, prima di Pasqua vi avremo battuti e tu puoi tornare a sposarla'. Si è messo a ridere, poi mi ha chiesto se potevo mandare una cartolina alla ragazza, ed io ho promesso. Un altro tedesco è stato portabagagli alla Victoria Station.

Mi ha fatto vedere le foto della sua famiglia che sta a Monaco. Anche quelli che non riuscivano a parlare si scambiavano doni, i loro sigari con le nostre sigarette, noi il tè e loro il caffè, noi la carne in scatola e loro le salsicce. Ci siamo scambiati mostrine e bottoni, e uno dei nostri se n'è uscito con il tremendo elmetto col chiodo! Anch'io ho cambiato un coltello pieghevole con un cinturame di cuoio, un bel ricordo che ti mostrerò quando torno a casa." "Ci hanno dato per certo che la Francia è alle corde e la Russia quasi disfatta.

Noi gli abbiamo ribattuto che non era vero, e loro. 'Va bene, voi credete ai vostri giornali e noi ai nostri'». «E' chiaro che gli raccontano delle balle, ma dopo averli incontrati anch'io mi chiedo fino a che punto i nostri giornali dicano la verità. Questi non sono i 'barbari selvaggi' di cui abbiamo tanto letto. Sono uomini con case e famiglie, paure e speranze e, sì, amor di patria. Insomma sono uomini come noi. Come hanno potuto indurci a credere altrimenti? Siccome si faceva tardi abbiamo cantato insieme qualche altra canzone attorno al falò, e abbiamo finito per intonare insieme - non ti dico una bugia - 'Auld Lang Syne'. Poi ci siamo separati con la promessa di rincontraci l'indomani, e magari organizzare una partita di calcio.

E insomma, sorella mia, c'è mai stata una vigilia di Natale come questa nella storia? Per i combattimenti qui, naturalmente, significa poco purtroppo. Questi soldati sono simpatici, ma eseguono gli ordini e noi facciamo lo stesso. A parte che siamo qui per fermare il loro esercito e rimandarlo a casa, e non verremo meno a questo compito." "Eppure non si può fare a meno di immaginare cosa accadrebbe se lo spirito che si è rivelato qui fosse colto dalle nazioni del mondo." "Ovviamente, conflitti devono sempre sorgere. Ma che succederebbe se i nostri governanti si scambiassero auguri invece di ultimatum? Canzoni invece di insulti? Doni al posto di rappresaglie? Non finirebbero tutte le guerre?

Il tuo caro fratello Tom."


Dalla lettera di un soldato inglese che assistette alla tregua di Natale.

Tanti auguri a tutti i lettori che passano di qui.

mercoledì, dicembre 23, 2009

Neve





Questa era l'immagine presa dalla finestra del mio ufficio verso le 15.00.
La neve era iniziata a cadere verso le 12.00, perché durante la mattinata non c'era traccia ne' di neve ne' di altri problemi; tanto che il sale non era stato sparso ne in tangenziale ne sulle strade della città.
Tutti avevamo ascoltato gli inviti di De Corato, ma se uno prende la macchina e' perché lavora in una zona scarsamente o per nulla coperta dai mezzi pubblici: malgrado le leggende le statistiche riportano che i milanesi usano in percentuali maggiori i mezzi rispetto ad altre città europee, quello che cambia e' il numero e la pervasività delle linee della metro.
Se per primo il comune tenendo aperte scuole e uffici comunali dimostra di non credere alle previsioni come può un lavoratore convincere il suo capoufficio a restar a casa se il cielo e' pulito?
Oltretutto il caos e' nato perché le tangenziali erano circolabili, le strade cittadine così così, mentre tutte le provinciali erano bloccate e sporche.
Ricorderò di questa giornata le circa 5 ore di coda e che per l'ennesima volta prefetto ed assessori al traffico di regione, provincia e comune non hanno avuto alcuna logica nel gestire la pulizia delle strade.
Purtroppo non voto qui in Lombardia, altrimenti saprei a chi non dare il mio voto.

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mercoledì, dicembre 16, 2009

Polvere di fortuna

Sto pranzando all'interno diun centro commerciale, che ovviamente ha anche una tabaccheria. Si e' formata una coda immensa di gente che gioca con il classico gratta e vinci. Tutto attorno c'è la polvere dorata dei biglietti, polvere che dovrebbe schiudere le porte della ricchezza ai giocatori ed invece li illude per un breve tempo.
Immigrati, italiani tutti senza distinzione di colore o nazionalità fanno la coda per i 5 minuti di sogno, minuti preziosi in cui immaginare i cambiamenti della loro vita; anche la coppia di pensionati davanti a me gratta lentamente per continuare il suo sogno.
Finisco il mio panino, mentre i due pensionati tornano dallo spacciatore di sogni.


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domenica, dicembre 13, 2009

Luci a Milano

Prendi una città normalmente grigia come Milano, addobbala a festa.
Prendi poi una persona che non l'ha mai visitata e accompagnala in giro raccontandole storie e aneddoti sulla città.
Scoprirai negli occhi di chi accompagni la magia di Milano, magia che tu non riesci più a vedere distratto come sei dalla quotidianità della routine.

martedì, dicembre 01, 2009

Riassumendo

Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai(....)


Questo è uno stralcio della famosa lettera di Celli a Repubblica per spiegare a suo figlio e agli italiani la situazione italiana.
Secondo me poteva esser riassunta benissimo così:
"Figlio mio, in questo paese c'è un solo posto di potere occupato da chi se lo merita davvero. Ma è il mio, e io non schiodo, quindi levati dai coglioni ed emigra".

Il riassunto è di Miic.

PS Quando parlava di manager che non pagano mai per i fallimenti, magari era una nota autobiografica e si riferiva alla sua esperienza in IPSE e a tutte le persone che aveva licenziato.

PPS Ma fa un analogo discorso a tutti quelli che si iscrivono all'università di cui lui è il direttore generale?

Edit: Il famigerato Celli si è poi fatto intervistare su FocusEconomia su Radio24 (e probabilmente da qualche altro programma tv, ma essendo un luddista non guardo la televisione). Solite cose: era una provocazione, la Luiss che è una buona e brava università fra un programma apposito per evitare che la gente espatri. Ovviamente non una parola sui suoi fallimenti come manager o sui suoi collegamenti a politici italiani.
Le solite cose appunto

domenica, novembre 29, 2009

Leggendo qua e la

La grande impresa, nella sua accezione tradizionale, è ridotta ai minimi termini. Esiste però una fascia di aziende medie e medio-grandi, con un fatturato annuo che non supera i 2 miliardi, molto proiettata sull'estero, in crescita e con una buona redditività. E al di sotto un mare di piccole, se non micro, imprese, con un giro d'affari modesto e pochissimi dipendenti.
è uno dei passi di un interessante articolo di Orazio Carabini sul Sole24Ore.

L'articolo, che analizza la situazione della taglia delle aziende, mi riporta alla mente una discussione di qualche anno fa dentro plcforum, dove il giovane ingegner Jakala andava sia per imparare sia per scambiare opinioni tecniche. Years ago.
Uno dei membri più anziani parlando in generale raccontava che i nuovi laureati erano sfortunati, perché molte grosse aziende italiane erano state smembrate o comprate da multinazionali straniere (es. Ansaldo, la Pirelli, ecc) con l'effetto di avere pochi grandi gruppi.
Un tempo questi gruppi avrebbero assunto i neoingegneri, formati in un contesto strutturato, fatti crescere tecnicamente ed ad un certo punto questi avrebbero dovuto decidere se fare carriera dentro la stessa mega-aziende oppure andare in aziende più piccole in modo da esportare le esperienze e far crescere anche quest'ultime grazie al loro bagaglio tecnico.

Quando si analizza il discorso relativo alla taglia delle aziende molto spesso ci si dimentica che viene perso un bagaglio di conoscenze e di trasmissione di conoscenze che aiuta tutto il sistema paese.

venerdì, novembre 27, 2009

Corridoio o finestrino

Corridoio o finestrino? è la classica domanda che ti fanno al check-in per il biglietto del volo.
La scelta è filosofica: finestrino significa voler vedere il paesaggio, si aspetta con entusiasmo la meta di arrivo; mentre scegliere il corridoio significa che non ti interessa nulla né della meta né del viaggio preferisci stare largo e distendere i piedi nel corridoio.
Nei viaggi di lavoro non a caso nei viaggi la mia scelta è quella del corridoio.


PS Qualcuno poi ha mai capito perché gli italiani appena atterrati devono accendere il cellulare per dire
"Ciao sono ancora dentro l'aereo..."
cosa cambia avvisarli, mentre aspettano i bagagli?

mercoledì, novembre 25, 2009

Working time

L'inutile polemica di Rotondi sulla pausa pranzo (inutile perché ha molti è capitato di saltare il pranzo causa problemi al lavoro, polemica perché se avesse veramente a cuore il tema poteva farlo affrontare durante il rinnovo dei contratti del pubblico impiego) ha riportato in primo piano la questione dell'orario di lavoro.
Chiaramente il tema è stato scelto per discutere in modo da distrarre da altri temi, ma secondo me è un peccato lasciar sfumare il dibattito.
L'Italia sta gradualmente trasformandosi in una nazione di servizi da una nazione manifatturiera, certo molti dei servizi sono legati all'industria manifatturiera (es. manutenzione, progettazione) ma sono comunque servizi.

Quand'ero in Inghilterra, l'orario lavorativo era molto libero: a parte chi svolgeva funzioni di front desk, cioè a contatto con il cliente, gli altri avevano la più ampia liberta, l'unico vincolo era fare le 40 ore settimanali.
Uno poteva scegliersi l'orario di inizio a partire dalle 6.30, se fare o meno la pausa pranzo e di quanto tempo farla, allungare l'orario per poi recuperare nei giorni successivi o uscire prima per delle incombenze e recuperare durante il corso della settimana.
Il venerdì pomeriggio libero, infatti era ottenuto dall'allungamento dell'orario di lavoro nel corso degli altri giorni della settimana.
Il risultato di una pianificazione così libera era la possibilità per chi lavora di poter continuare il lavoro, quando hai una scadenza oltre il normale orario senza dover richiedere straordinari o regalare ore gratis all'azienda, uscendo magari prima il venerdì o iniziando più tardi la mattina dopo; ma è anche di aiuto ai genitori che possono andare ad una riunione il pomeriggio uscendo prima un giorno e recuperando i giorni dopo.
Basterebbe creare una banca ore, cosa fattibilissima visto che tutti hanno un badge su cui timbrano.

Ho provato a parlarne nella mia azienda, essendo legati al contratto nazionale del commercio in fondo non occorrono deroghe al contratto nazionale, trovando l'entusiasmo non solo da parte dei miei colleghi, ma anche del direttore tecnico e le orecchie da mercante da parte del responsabile del personale.
Gelo dovuto sia al fatto che essendoci delle persone che hanno relazioni con il cliente che creerebbero problemi, sia a persone che hanno già dato prova di prendersi "libertà" quando non dovevano; in altre parole vige la vecchia regola l'Italia è un paese del non merito, piuttosto che dare qualcosa a chi merita si preferisce non dare niente a tutti

lunedì, novembre 23, 2009

Don't give up

Scrivo dopo aver visto Boston Celtics contro i New York Knicks, partita gradevole anche se non bellissima. Quello a cui si è assistito è una partita fortemente emotiva, dove più volte le due squadre hanno tentato di infliggere all'avversario un divario di punti tale da convincerlo ad un garbage time anticipato.
A metà partita Boston conduceva di oltre 15 punti, considerato la storia attuale dei Knicks abbastanza da sotterrarli, eppure improvvisamente riescono ad effettuare un controbreak (Galinari in campo a dare una mano al break) recuperano i punti di svantaggio e si portano in vantaggio!!

Boston sembra caraccolare per la botta emotiva, considerando che i suoi lunghi Garnett e Wallace sono praticamente inutili; ma trascinati da Pierce riescono a riportarsi in vantaggio. All'ultimi secondi NY pareggia il punteggio e trascina i Celtics all'overtime.
Qui iniziano 5 minuti di una sostanziale parità, anche per i numerosi errori da una parte e dall'altra.
Timeout richiesto dai Celtics che disegnano l'ultimo schema. Le tv inquadrano Garnett, che è l'ultimo ad alzarsi dalla sedia, segno che è stanco, le cifre in sovraimpressione dimostrano che ha problemi.
Ultimi 9 secondi la palla è in mano a Pierce che ha letteralmente trascinato i suoi, i secondi passano, il tempo scorre veloce.
Attira un raddoppio e passa la palla a Garnett, che senza neppure pensare a quanti tiri ha sbagliato tira senza paura.

La palla entra e porta alla vittoria la sua squadra.

In tutti i forum di basket si parla sempre di perdenti e di vincenti, non intendendo semplicemente chi vince un anello o chi non arriva mai a giocare i playoff.
Garnett è un vincente perché non ha avuto timore a prendersi un tiro che aveva già sbagliato diverse volte nella partita, perché ha deciso di continuare a giocare, malgrado non fosse al suo meglio.
Mai mollare se vuoi vincere, anche quando tutto è contro di te.

domenica, novembre 15, 2009

It don't mean a thing

Oggi mi è ricapitata in mano una raccolta di Duke Ellington, che avevo comprato durante i miei anni da studente universitario, studiando spesso la sera cercavo della musica che mi rilassasse. Una sera mi metto ad ascoltarlo insieme ad un mio coinquilino musicista, lui suonava il basso in una band metal, ma da musicista era attirato da tutto ciò che suonava bene. Mentre l'ascoltavamo fantasticando di anni '20 e club fumosi che facevano da sfondo ad improbabili thriller mi giro e vedo il terzo coinquilino fermo sulla soglia della porta. Probabilmente era venuto da noi a chiederci qualcosa e poi si era fermato ad ascoltare la musica del Duca, immergendosi nei pensieri che quella musica ti liberano.



Duke Ellington - It don't mean a thing (1943)

martedì, novembre 10, 2009

Miserabili

Ieri sera su La7 Marco Paolini ha tenuto uno spettacolo per ricordare la caduta del famoso muro di Berlino.
Tanti i temi toccati, alcune cose su cui esser d'accordo altre meno, ma di certo ricco di spunti di riflessione.
Questo post nasce infatti da uno dei spunti di riflessione.

Ad un certo punto parlando del fatto che gli era stato clonato il bancomat da una banda di rumeni, afferma (cito a memoria): "li hanno un sacco di ITIS, da noi invece i giovani si iscrivono ai DAMS per poi poter andare da Maria De Filippi".

Ripensando alla mia storia lavorativa non posso che concordare con questa affermazione, la cultura scientifica e del fare è delegata come fosse una cosa scontata e banale. Questo in Italia, perché da altre parti è tenuta in gran conto.
Quando sono partiti i tagli nella mia azienda il vicepresidente americano ha tenuto un incontro singolarmente con i vari tecnici rassicurandoci, cosa non fatta con nessuno degli altri reparti, commerciale ed amministrativo.
Sapeva che l'azienda senza il personale tecnico con esperienza sarebbe diventata solo una filiale commerciale.

Una nazione che perde la conoscenza tecnica è destinata a diventare solo un grosso centro commerciale, dove si vende oggetti prodotti da altri paesi e dove i vari ballerini di Maria De Filippi potranno allietare lo spettacolo dei turisti che verranno a comprare nel grande centro commerciale Italia.

venerdì, novembre 06, 2009

Correre incontro al sole

In cerca di un’altra possibilità
Per essere un’altra persona
In cerca di un altro luogo
Per correre incontro al sole


Correre incontro al sole
correre incontro al sole
correre incontro al sole
correre incontro al sole
dove...

... ogni cosa sembra essere bella
Ma se sei stanco e stufo della città
Ricorda che è solo un altro fiore
Fatto d’argilla

Oh oh oh, la città ....

... dove ogni cosa sembra sporca
Ma se sei stanco e pieno d’autocommiserazione
Ricorda che sei solo una persona
In più che è lì

E' difficile vivere nella città
è difficile vivere nella citta

domenica, novembre 01, 2009

Istantanea lavorativa

Venerdì 30: si sommano la chiusura della settimana con quella del mese.
Sono le 17.28, la giornata lavorativa si chiude alle 17.30

I commerciali non ci sono o in giro per appuntamenti con ditte vicino a casa o direttamente da casa via telelavoro.
Le segretarie del backoffice sono vestite con il badge in mano pronte a timbrare il cartellino e fuggire verso il weekend.

Noi tecnici invece abbiamo ancora il pc acceso, che continuiamo a lavorare quei 5, 10 minuti oltre il normale orario lavorativo.

Ci dovrebbe essere un morale in questo? Boh..

Forse fare un lavoro, anche manuale, ti rende più orgoglioso del tuo lavoro? Può darsi..
Forse siamo pagati di più? Non credo.
Forse siamo più disorganizzati e non smettiamo in tempo?

Non ho ancora trovato una risposta soddisfacente e forse non la troverò mai.

lunedì, ottobre 26, 2009

10 anni

10 anni sono passati.

10 anni in cui è successo un po' di tutto, mi sono laureato, ho iniziato a lavorare e mi sono trasferito nella tua città.

Mi ricordo ancora di come ne parlavi, tutto fiero. La città che da a tutti una possibilità.

Questa domenica sono stato alla galleria, mentre vedevo la fila di giapponesi che faceva il giro sugli attributi del toro e si faceva riprendere, ripensavo alle spiegazioni che mi avevi dato sui quattro simboli.

Guardali sono i simboli delle quattro capitali d'Italia, Torino, Firenze, Roma e la capitale economica. Indicavi con un sorriso il fatto che il simbolo di Milano era più grande, quasi a compensarla di non esser stata mai proclamata ufficialmente.

Prendendo il Corriere mi raccontavi di come avessi imparato a leggere sui fondi di Montanelli a 30 anni, perché avevi dovuto abbandonare la scuola per mantenere la famiglia. Ci tenevi che studiassimo, perché avevi provato cosa significava esser analfabeti.

10 anni sono passati.

martedì, ottobre 20, 2009

L'insostenibile leggerezza del posto fisso

Il tormentone del posto fisso è ricominciato ad affacciarsi nei discorsi di molti, grazie al  ministro dell'economia, che ha riscoperto le sue radici socialiste. 


Quando ero studente, sin dai tempi del liceo il mantra "i nostri/vostri figli dovranno abituarsi a cambiare più posti di lavoro durante la loro vita" era predominante.

Anche perché sanciva l'inizio della trasformazione dell'Italia da società industriale/manifatturiera a società di servizi.

Le grandi aziende che ti assumevano per farti crescere, man mano di ruolo stavano scomparendo per lasciar spazio ad aziende più piccole, con meno posti interessanti e con maggior bisogno di know how personale.


La flessibilità dunque nasce sia  dal fatto che una persona qualificata non ha molte possibilità di crescere, a causa della dimensione dell'azienda, sia dal fatto che aziende più piccole hanno meno possibilità di sopportare una persona che ruba lo stipendio.


Non a caso nei momenti di crisi le aziende multinazionali approfittano del momento per fare un repulisti interno.


Tuttavia da un ministro io non mi aspetto un elogio dei bei vecchi tempi che furono, per quello andavo dal mio barbiere.

Da una persona che ha il potere e che influente sul governo e sul parlamento, mi aspetterei un piano programmatico per modificare lo stato sociale, imperniato sul posto fisso, in uno che tenti di adattarsi alla flessibilità del mondo moderno. Nei paesi del nord ha prevalso un modello chiamato flex-security, in cui si da la possibilità ad una persona di poter godere di alcuni diritti anche con un lavoro precario, penso ad un'indennità di disoccupazione insieme a dei corsi di riqualificamento.

Penso alla possibilità di scalare alcune spese se si è perso il lavoro per una ristrutturazione aziendale.


Eppure questo non sembra sfiorare la mente di chi deve decidere, è evidente che sono troppo vecchi ed ancorati al vecchio modo di pensare; un esempio del quale è l'atteggiamento dei sindacati invece di lanciare una sfida al governo per dare anche a chi ha un lavoro flessibile la sicurezza di fare un piano di vita, pensano ad modificare con un colpo di decreto tutti i lavori in posti fissi.


Come se la crisi globale fosse possibile bloccarla con un decreto legge.

A questo punto perché non bloccare la forza di gravità sempre con lo stesso decreto?

lunedì, ottobre 19, 2009

Un giorno in più..

Mio fratello si alza tentando di far meno rumore possibile, lo aspetta una nuova giornata di lavoro.

Io invece me ne resto a poltrire a letto, assecondando i voleri della responsabile del personale mi sono preso un giorno di ferie, senza però essermi programmato qualche attività.
La giornata mia accoglie con un pallido sole, che condivide con me la strada che calpesto.
Passo a salutare il mare, il mio vecchio amico, la cui mancanza è una delle ragioni per cui non sento Milano casa mia. Si fanno le 10, decido di prendermi un caffè; entro in un bar e la folla che incontro mi fa riflettere sulla diversità fra la vita di provincia e quella di città, con i diversi ritmi.
Esco, per godermi ancora qualche raggio di sole, prima di tornare in terra straniera.

mercoledì, ottobre 14, 2009

Also for the money

La scorsa settimana ho riempito il form per inviare il mio cv ad una delle poche multinazionali italiane, ovviamente c'era la classica domanda sul motivo del cambiamento.

Ora, siccome siamo italiani, quindi tendenzialmente ipocriti, la questione monetaria deve rimanere nell'angolo, i motivi ammissibili sono solo quelli professionali (voglia di crescere, ecc) o ambientali (voglia di spostarsi di azienda o di città).
Negli USA parlare di soldi invece non è affatto disdicevole, anzi è una cosa normale, che fa parte della vita quotidiana.

Onestamente, pur piacendomi quello che faccio, io lavoro perché sono pagato. I soldi non sono l'unica motivazione. Ho una laurea presa con sacrifici, quindi ho voglia di metterla a frutto e proseguire la mia carriera professionale usandola, ma questo non vuol dire che la questione economica sia una delle ultime ad esser analizzata, specialmente di questi tempi in cui il tuo stipendio da un'idea di quanto vali per l'azienda.

Tra le ragioni per il motivo del cambiamento, oltre le classiche, ho messo di conseguenza la voglia di migliorarmi economicamente

domenica, ottobre 11, 2009

Same tram, different worlds

Seduto sul tram che mi porterà al Duomo, vedo una signora anziana. Legge uno strano giornale nella sua lingua il cinese, probabilmente è venuta qui insieme ai suoi figli in cerca di una terra migliore, in cerca di fortuna.
A vivere sotto un cielo diverso.
Chiudo gli occhi, torno ad essere sulla southern line.
Avevo con me il Times, dunque la coppia sul sedile accanto, che giocava con il loro nipote mi avevano preso per un inglese.
Loro erano italiani, che raccontavano al nipotino la fatica di trasferirsi, di abituarsi a regole differenti, questo alla ricerca di una miglior fortuna, fortuna che non avevano avuto nella loro patria.
Immagino che la signora stia pensando la stessa cosa, a vivere in Italia. Il giornale cinese, gli servirà per sentirsi meno lontana dalla madrepatria.
Apro gli occhi, è arrivata la mia fermata.

venerdì, ottobre 09, 2009

costo della vita

Quando si fanno le vari statistiche sul costo della vita, inevitabilmente si finisce a parlare di gabbie salariali fra nord e sud, non tenendo conto che le differenze sono in realtà fra le varie città.
 
Sabato scorso sono andato al cinema in un multisala di Treviso. Costo del biglietto 7,5 €
Ho cenato in una catena di ristoranti, solita folla pre o post cinema, ma mangiato molto bene con carne fresca.
 
Questa settimana sono andato a vedere un film in un multisala di Milano. Costo del biglietto 8€
Ho cenato nella stessa catena, costo uguale, ma cibo pessimo.
 
Conclusioni: la differenza di costo della vita non dipende tanto dalla ricchezza della città, Treviso in proporzione è più ricca di Milano, ma dalla pressione umana.
Milano attira talmente tanta gente, per motivi di lavoro, che può permettersi di avere servizi che costano di più e con un livello di qualità inferiore.

giovedì, ottobre 08, 2009

Egalitè

La rivoluzione francese dette inizio all'età contemporanea.
Prima si aveva un sistema di caste sociali, a cui si accedeva per natura ereditaria o al limite per matrimonio.
Essere nobile significa aver più diritti rispetto ad un plebeo o anche rispetto ad un ricco borghese.
Sostenere quindi che un gruppo ristretto di persone, solo perché elette ad una carica prestigiosa godono di privilegi rispetto alla persona comune era antistorico, non sorprende quindi la sentenza della Corte Costituzionale, lo avrebbe capito anche un bambino che tale lodo non avrebbe potuto reggere.

“la legge è uguale per tutti ma non la sua applicazione”.


Probabilmente questa frase è vera, gli errori giudiziari accadono e le sentenze possono essere ribaltate nei tre gradi di giudizio, ma la soluzione non sta nel creare una differente giustizia con differenti diritti.

venerdì, ottobre 02, 2009

Pausa Pranzo

Finisco presto di mangiare, l'azienda è quasi vuota: molti si sono presi il venerdì come giorno libero, altri sono fuori a mangiare al bar.
 
Vado nel parcheggio con il mio lettore sulle orecchie, usando il tasto random.
Chiudo gli occhi ed apro le braccia, godendo del calore del sole e rabbrividendo alle folate del vento.
 
La musica scorre adrenalinica, lasciandomi libero di fantasticare e sognare per un istante.
 
Istante che spero si prolughi per tutta la giornata.
 
I rumori di una macchina che arriva mi strappano ai miei sogni, la pausa pranzo sta finendo.
 
Riapro gli occhi per vedere la realtà.

giovedì, ottobre 01, 2009

La TV e la realtà

Questa sera ci sarà la trasmissione di AnnoZero, trasmissione che io non guarderò.
Non la guardo non perché io sia l'ennesimo pasdaran della destra, ma perché semplicemente ritengo che gli argomenti che tratterà, saranno per l'ennesima volta alieni alla mia e penso a quella di tanti realtà.

Leggiuchiando qua e là una conversazione su FriendFeed si sottolineava che su AnnoZero andrà in onda la famosa escort di PapiSilvio, sottolineando che siamo l'ultimo paese che la vede in tv (anche se mi risulta che nessuna trasmissione di interesse politico l'abbia intervistata, ma solo quelle le trasmissioni di intrattenimento).
E speravano che la sua visione aprisse gli occhi a molti italiani.
Confesso che sono intervenuto, sottolineando che molti italiani sono più interessati alla realtà economica e alla questione crisi che a sapere le prestazioni sessuali del presidente del consiglio.
Che la gente sa già che mente, quando dice che la crisi è passata.
Che la maggior parte delle persone il lunedì lo passavano a discutere della richiesta di CIG in bacheca.
Che lo passavano a discutere di quanti fra fornitori e clienti erano in crisi.
Che lo passavano chiedendo ai commerciali, un tempo rogna da sopportare, se avevano raggiunto i budget di vendita per il mese.

Ed in tutto questa situazione di crisi, spicca l'assordante silenzio dell'opposizione.
Spicca l'assordante silenzio di proposte, di indagini sui Tremonti Bond se servono alle banche a salvare gli amici degli amici (Carlo Tassara, Ipi, Risanamento) o andranno ad aumentare i fidi delle aziende.
Sullo scudo fiscale abbiamo sentito di tutto, ma a farlo passare sono state le "assenze" sui banchi dell'opposizione.

Quindi è inutile dire che gli italiani apriranno gli occhi su Papi, perché tanto non avrebbero molto da guardare.

PS Santoro si era fatto eleggere a Strasburgo come deputato, aveva avuto l'occasione di lavorare per migliorare le condizioni non solo di noi italiani, ma anche degli europei. Malgrado sia vituperata, parecchie direttive europee ci stanno migliorando la vita.
Ma lui ha scelto di abbandonare un impegno concreto per 5 minuti nello spettacolo di Celentano.