venerdì, dicembre 31, 2010

Adeguate sanzioni

Fonti del governo brasiliano hanno riferito che l'avvocatura generale di Stato brasiliana presenterà al capo dello Stato Luis Inacio Lula da Silva un parere contro la concessione dell'estradizione a Cesare Battisti in Italia.
(...)
«In questo caso, il governo italiano fin d'ora», conclude la nota, «intende dichiarare che considera incomprensibile e inaccettabile nel modo più assoluto siffatto riferimento e la relativa decisione. Il Presidente Lula dovrebbe allora spiegare tale scelta non solo al Governo, ma agli italiani tutti e in particolare alle famiglie delle vittime e a un uomo ridotto su una sedia a rotelle».

fonte Lettera43

Secondo me basterebbe aggiungere sulla nota che in caso di mancata estradizione non verranno più selezionate escort brasiliane per il bungabunga dell'utilizzatore finale (cit.) per ottenere un risultato migliore.
Colpendo in maniera seria l'economia verdeoro, voglio vedere se Lula non ci rimanda indietro Battisti con tanto di fiocchetto rosso in testa

martedì, dicembre 28, 2010

I due piatti della bilancia

E' da Natale che si sprecano commenti, analisi e scenari legati all'accordo di Mirafiori fra Fiat e (non tutti) i sindacati.
Nel frattempo siamo invasi di spot dalla Fiat che ci invitano a sfruttare gli ultimi giorni per cambiare l'auto o veicolo commerciale, questo in assenza di spot di case rivali.
Chiunque lavori in un'azienda strutturata sa che il numero enorme di spot e le campagne sono indice che non solo il budget di vendita non è stato raggiunto, ma è talmente basso che viene chiesto a tutti i costi di migliorare i dati delle vendite.
Nel frattempo la Fiat continua a salire in borsa, chissà perché?
Forse gli analisti che emettono report di buy non ascoltano la radio/tv come me?

giovedì, dicembre 23, 2010

E pandori mangiati

E' stato un anno abbastanza lungo da passare, lavorativamente parlando.
Le cose sono andate bene, tanto che ci è stato richiesto di ridurre le ferie in modo da poter continuare a lavorare e fatturare anche durante le feste.
Il segnale che siamo andati bene è arrivato dai complimenti dei nostri manager tedeschi, che per due volte hanno ripetuto di esser fieri di noi ed esser fieri che facciamo parte del gruppo.
Uno gettando il cuore oltre l'ostacolo linguistico ha scritto una email metà in inglese e metà in italiano (italiano da google translate ovviamente) per dircelo.
Io ho richiesto la seniority tecnica, passaggio non formale dovrò sorbirmi qualche corso per ottenerla. Seniority intesa nel termine inglese/americano, quindi l'esser riconosciuto come esperto senza che questo corrisponda un aumento di stipendio anzi sarà un aumento di lavoro.
Mi spinge l'orgoglio di esser riconosciuto e apprezzato anche all'interno dell'intera azienda; visibile nell'approccio con altri colleghi stranieri.
E con questa piccola nota autobiografica, non posso che augurare un buon Natale a chiunque passi di qua in questo blog, magari a causa di una ricerca su google

Panettoni mancati

Certo che è una meschinità quella di Moratti di negare per soli due giorni il panettone al suo (ex) allenatore.
Al limite poteva scalarglielo dalla buonuscita.

lunedì, dicembre 20, 2010

Babele reload

Questa mattina ho scritto ad un paio di clienti, uno spagnolo ed uno svizzero, ad entrambi in inglese. Un mio collega sta discutendo con un altro cliente francese sempre in inglese.
L'armonizzazione delle lingue è frutto della necessità e del bisogno di farsi comprendere.
Ergo ben venga una semplificazione anche legislativa


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venerdì, dicembre 17, 2010

Wake me up when snow ends




Dite che ci siano speranze che al mio risveglio sia tutto finito?

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giovedì, dicembre 16, 2010

Talking about energy

In questo post avevo scritto il perché le accuse di Mucchetti ed altri editoriali in merito al rapporto fra Eni/Gazprom vs Berlusconi/Putin fossero quanto meno sospette, sospette perché venivano prima del voto di fiducia su questo governo e perché le accuse mi sembravano un po' tirate per i capelli.

In questo lungo post di Carlo Stagnaro le vari tesi sono analizzate meglio e soprattutto sono messi a fuoco gli interessi di ENI, o meglio della sua controllata Saipem, sul gasdotto South Stream rispetto al Nabucco



Allora, l’Eni che ci sta a fare?
La risposta può venire da un’esperienza passata, ma simile: quella di Blue Stream, un tubo sottomarino di 1.250 km che va dalla Russia alla Turchia attraverso il Mar Nero. Eni ha il 25 per cento di Blue Stream, ma non controlla una singola molecola del gas che vi transita (...) Quanto all’equity di Eni, secondo fonti interne all’azienda, esso garantisce un rendimento tra il 10 e il 15 per cento. I soldi veri Eni li fece in altro modo: cioè aggiudicandosi (tramite Saipem) la realizzazione del tubo. Blue Stream fu una torta da 3,2 miliardi di euro, 1,7 dei quali relativi al tratto offshore: buona parte di questi ultimi andarono a Saipem. A queste condizioni – con zero debito, remunerazione garantita sull’equity, e soprattutto ricche commesse – all’Eni interessava che il gasdotto si facesse: non che il gas trasportato fosse competitivo, non che fosse venduto, e neppure che fosse trasportato.
Torniamo a South Stream. Il modello è, molto probabilmente, lo stesso di Blue Stream. Idem per Nabucco. Dunque, per Eni i due gasdotti sono, in astratto, equivalenti, tranne che per due particolari determinanti. Primo, e meno importante: scegliendo South Stream Eni consolida il suo rapporto con un partner strategico. Secondo, e più rilevante: South Stream vuol dire 900 km di tubo sottomarino che solo Saipem può realizzare, e qualche altro centinaio di km a terra. Nabucco sono 3.300 km tutti a terra, che possono essere divisi in lotti e affidati a “n” soggetti ugualmente bravi. Cioè, South Stream dà la certezza di una grassa commessa per Saipem; Nabucco no. I giochi sono solo e tutti lì.

Non a caso il fondo inglese Knight Vinke ha più volte chiesto lo spezzettamento dell'ENI proprio in ragione del fatto che i vari business della compagnia (Saipem, Agip, Snam) hanno interessi contrapposti.

Se si considera che i gasdotti che l'Antitrust europeo ha costretto l'ENI a vendere per la sua posizione dominante sono in trattativa per esser venduti al suo maggior azionista, la CDP, si vede che non c'è nessuna intenzione di smembrare l'azienda da parte italiana, ammesso e non concesso che abbia senso smembrare un'azienda integrata e potente.

martedì, dicembre 14, 2010

Nella torre di Babele

Sul brevetto lo schiaffo europeo è stato ancora più duro del previsto. Ieri alla riunione dei ministri che si occupavano della questione sono stati 23 su ventisette i Paesi che si sono detti pronti a lanciare una "cooperazione rafforzata" per un brevetto europeo trilingue (inglese, francese e tedesco) in modo da tagliare fuori l'Italia e la Spagna con i loro veti.
(...)
L'idea di un brevetto comunitario che consentisse di ridurre i costi per la registrazione di un prodotto a livello europeo era stata accettata all'unanimità nel 2009 dopo un decennio di interminabili discussioni. Ma poi la Commissione ha cercato di far approvare un regime linguistico che riconosceva la possibilità di registrare i prodotti solo in inglese, francese e tedesco. Italia e Spagna hanno messo il veto ritenendo che questo sistema desse un vantaggio competitivo alle imprese di Francia e Germania (che registrano la metà dei brevetti).
fonte Repubblica

Da tecnico che lavora con normative europee e/o americane, che lavora con direttive europee posso ben capire l'idea di limitare le lingue, visto che nelle traduzioni a volte vengono messi dei termini ambigui che portano a incongruenze. Non a caso nella mia azienda dove il manuale della qualità è bilingue (italiano/inglese) una delle due lingue ha la prevalenza sull'altra in caso di dubbio.

La scorsa settimana l'ex ministro per il Commercio D'Urso spiegava la sua contrarietà alla proposta ed il veto anche con l'idea di non dare un precedente; immaginando che anche i prossimi bandi europei saranno modellati su queste tre lingue.
Può esser vero, ma come dimostrano le turbolenze valutarie e finanziarie di questi giorni è proprio la mancata unificazione dell'europa a portare sconquassi.
Il mercato unico è stato pensato proprio come un primo step di unificazione; non a caso fra Germania e Francia ci sono programmi per uniformare la legislazione fiscale e in pratica la Germania sta proponendo all'area euro la sua visione dell'economia (basso deficit e controllo ferreo dell'inflazione).
Ogni passo verso un unione non può che farci bene, a noi come paese, perché ci costringe a lasciare le rendite di posizione verso il mercato aperto.

E di rendite di posizione che l'Italia ha bisogno di liberarsi per poter tornare a correre

martedì, dicembre 07, 2010

Segnalazioni

Leggo molto volentieri il blog di NoisefromAmerika, sia per carpire un po' di informazione economica che mi manca sia perché mi piace il loro modo molto analitico di esaminare i vari fatti.
Trovo molto interessante questo post in particolare, in cui molti altri lettori chiedono della loro visione politica per l'Italia (molti dei redattori lavorano all'estero).
In realtà basterebbe leggere un po' di loro post per accorgersi che non sono organici a nessuna delle due forze politiche, cosa che succede a molti.
In particolare mi rivedo in questo periodo
Quando si sceglie per chi votare o quale politico appoggiare si fa la somma di tutto e si cerca di trovare il meno peggio, ma le conclusioni a cui si giunge possono essere differenti. Direi che Marcello ha ragione a dire che al momento il consenso unanime è che Berlusconi deve essere mandato a casa il prima possibile e, si spera, definitivamente.

Anch'io sono fra le persone che sperano che l'era berlusconiana sia finita, anche se per motivi diversi rispetto a quelli che direbbe un dalemiano o una persona etichettabile come sinistra.
Ha promesso una riforma liberale e/o liberista che non mai messo in programma, si pensi solo all'ultima controriforma sull'Ordine degli Avvocati o il peso crescente dell'economia pubblica in Italia; ma allo stesso tempo non permette di sviluppare un movimento liberista perché si è appropriato di una bandiera che non vuol mollare.
Non a caso durante la scesa in campo del '92 era con i Martino, i Coletti, i Pera ora invece si circonda dei Cosentino, Schifani, Santaché: altri curriculum, altra caratura di persone.

Ovviamente non credo che il 14 arriverà la sfiducia: la pausa di una settimana è per permettere un calciomercato dei deputati da parte del PdL, visto che né il PD né FLI hanno qualcosa da proporre agli incerti né prebende né rielezioni certe.
Ma sarà solo una questione di tempo, questo esecutivo sarà destinato a cuocere a fuoco lento come l'ultimo esecutivo di Prodi.

lunedì, dicembre 06, 2010

Marketing non convenzionale

Non si può far a meno di notare che i giornali sono invasi dalla pubblicità dell'amaro Giuliani. Invasione iniziata dalla sera in cui il proprietario ha preso a pugni Emilio Fede per una presunta storia di infedeltà coniugale in cui il direttore del tg avrebbe operato come mediatore. L'evento ha certamente ridato luce ad un marchio appannato, quindi l'evento potrebbe esser stato sfruttato per rilanciarlo.
Oppure potrebbe essere un modo per evitare che i giornali entrino in profondità sulla vicenda.
Chissà


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domenica, dicembre 05, 2010

Domande mal poste

Dopo l'uscita dei cablogrammi di Wikileaks tutti a domandarsi dei legami fra Putin e Berlusconi, dimenticando che era almeno due anni che Guzzanti senior denunciava che il governo italiano era filo-russo; in effetti basterebbe ricordare il comportamento dell'Italia in occasione della guerra fra Georgia e Russia per dissipare ogni dubbio.
Ora Mucchetti ha scritto un bell'editoriale sulla questione dei legami dell'ENI con la Russia chiedendosi se era influenzati dal rapporto fra i due primi ministri, ma inserendo alcuni punti discutibili

Gazprom vende a clienti italiani fino a 9 miliardi di metri cubi e l'Eni ottiene una lunga proroga dei contratti take or pay in base ai quali i russi si impegnano a vendere e gli italiani a comprare quantitativi dati a prezzi decisi secondo un meccanismo prestabilito, legato al petrolio, e se non ritiri paghi comunque.

Senonché, nel frattempo, in America inizia una rivoluzione tecnologica che rende abbondante il gas, e dunque riduce in prospettiva la centralità dei fornitori storici, Russia, Algeria e Libia. Nel 2005 si producono le prime quantità di shale gas, gas estratto da rocce scistose, tipiche del sottosuolo delle zone ex carbonifere, attraverso potenti getti d'acqua mista a solventi. In tre anni questo gas non convenzionale emancipa gli Usa dalle importazioni e fa crollare i prezzi sul mercato spot alla metà di quelli take or pay.
Cominciamo ad analizzare bene i vari punti della discussione:
1. i contratti sono take or pay, ma allo stesso tempo in Italia fiorivano i contratti che fermavano la cifra del costo dell'energia (gas, elettrica) per due anni; quindi l'ENI non faceva che rigirare il problema a chi firmasse il contratto di fornitura, garantendosi il margine di guadagno fisso.
2. L'ENI stava diventando anche un fornitore di energia elettrica, quindi l'eventuale gas non assorbito dal mercato sarebbe stato bruciato in una qualche centrale elettrica.
3. Il shale gas deve essere trasportato comunque in Italia, ricordiamo che solo quest'anno è stato inaugurato il secondo terminale per il gas liquefatto dopo anni che era in costruzione. L'unico che c'è (c'era) è dell'ENI ed è saturo come lavorazione. Era quindi impensabile buttarsi su un nuovo mercato quando non esistevano mezzi per trasportare il gas; l'uso dei gasdotti era l'unica via di trasporto.
4. che il shale gas abbia emancipato gli USA dalle importazione è abbastanza opinabile a leggere questo articolo di BusinessWeek
Gazprom expects liquefied natural gas shipments to compete with rising output of shale gas in the U.S. as the Russian producer aims to expand into the world’s biggest energy market.
“Shale gas and LNG are competitive in one price range,” Gazprom Deputy Chief Executive Officer Alexander Medvedev said in an interview in Paris yesterday. “The market will say who will be in the market and with what.”
Gazprom, the world’s biggest gas producer, plans to gain as much as 10 percent of the U.S. market by 2020. The Moscow-based company’s trading unit in Houston already sells some LNG into U.S. through swap operations.
The company has no reason yet to revise its target for U.S. market share given the costs and possibly negative environmental impact of developing shale gas, Medvedev said. Gazprom’s output will depend on market conditions, he said.

Insomma bisogna stare attenti a non riscrivere la storia basandosi su ipotesi scandalistiche

mercoledì, dicembre 01, 2010

Cablogrammi

Dai vari leaks usciti dai cablogrammi dell'ambasciata americana sembra che a preoccupare il governo USA non fosse tanto la vita privata, festini con escort (i wild party è una definizione di film porno, per i traduttori distratti), discutibile dell'unto del signore (cit.) quanto gli strani intrecci con la Russia di Putin.
Intrecci economici non solo legati alla penetrazione di aziende italiane in Russia (Enel, ENI, Finmeccanica) e aziende russe in Italia (nel settore dell'acciaio es. Severstal in Lucchini, nel settore petrolifero es. raffinerie Erg), ma pare anche personali del premier, si veda la richiesta di Hillary Clinton di scoprire se c'erano interessi economici del premier nei contratti Gazprom.
Intrecci che hanno mostrato la loro influenza durante la guerra fra Georgia e Russia, in cui un paese associato alla Nato non ha ricevuto una dichiarazione ufficiale della Nato per l'opposizione dell'Italia.
E ci fu la svolta di Guzzanti che usci dal PdL, dichiarando che il governo italiano era filorusso.

Considerando che la svolta di Fini, contro SB, è maturata dopo un viaggio ufficiale negli USA, non potrebbe essere lui il cavallo su cui la diplomazia statunitense per il dopo Berlusconi?
Se fossero gli USA ad usare il metodo Boffo contro i pasdaran del PdL cosa potrebbe succedere?

sabato, novembre 27, 2010

Parco Buoi 2.2

Il tempo passa, ma trovo ancora tempo di parlare di un mio vecchio pallino la M&C.
Eravamo rimasti che la guerra delle OPA ( qui e qui le puntate precedenti) non aveva prodotto nessun risultato, salvo far capire a tutti che c'era del valore non espresso dai corsi di borsa nella società.

Ora pare l'ultimo(?) atto della saga
Carlo De Benedetti comunica che in data odierna ha stipulato un contratto preliminare per acquistare da TAMBURI INVESTMENT PARTNERS e da SECONTIP 80 milioni di azioni ordinarie Management &Capitali (rispettivamente 21 milioni da TAMBURI e 59 milioni da SECONTIP. La quota è pari al 16,87% del capitale sociale e l'acquirente pagherà 0,215 euro in contanti per ciascuna azione, per un controvalore complessivo di 17,2 milioni di euro. L’esecuzione del suddetto preliminare avverrà il 21 dicembre 2010.
Carlo De Benedetti, che al momento possiede il 27,55% di M&C, dando esecuzione al suddetto preliminare, supererà la soglia del 30% del capitale dell’emittente, arrivando a possedere complessivamente il 44,42 % di M&C.

insomma riacquista ad un prezzo doppio delle varie OPA lanciate solo un anno fa le azioni in mano al Gruppo Tamburi, suo principale antagonista nella gestione della società.

lunedì, novembre 22, 2010

Biotestamento

Continuano le polemiche attorno al delicato tema del biotestamento. Una circolare dei ministri Ferruccio Fazio, Roberto Maroni e Maurizio Sacconi ha ribadito che i registri fatti nascere da alcuni Comuni sono privi di efficacia giuridica.Nel mirino del documento i registri comunali sulle volontà anticipate dei cittadini relative al testamento biologico
fonte Lettera43
Qualcuno avvisi i ministri che il testamento biologico si riferisce alle persone e non al governo che è in fase terminale.
Per loro non c'è nessun pericolo che qualcuno stacchi la spina, purtroppo aggiungo io.

sabato, novembre 20, 2010

Cronache della decadenza del impero/2

Possibile che da un paio di giorni la notizia "politica" più importante siano le dimissioni della Carfagna?
Donna, esteticamente un tempo molto gradevole, ma di certo non un ministro importate o una personalità politica spiccata.
Berlusconi disse del parlamento che a lui bastavano al massimo una quarantina di teste pensanti gli altri deputati dovevano semplicemente votare quello che dicevano i capigruppo.
Modello un po' semplificativo di un parlamento, ma considerando la legge elettorale non privo di logica.
Lo stesso modello è stato seguito per la formazione del governo, una decina di persone valide e tutte il resto yesman e yeswoman con una forte cura all'estetica dei membri del governo.
Un Alfano ha sicuramente preso il posto di ministro a discapito di una Buongiorno perché era più telegenico, di certo non per la sua competenza.
Il ministro delle Pari Opportunità ha galleggiato grazie ad una segreteria esperta che l'ha aiutata a compiere gaffe da scolaretta, ma di certo non si può negare che nei corsivi di Facci contro di lei ci fossero molte verità taciute.
Che una personalità così "normale" sia la prima notizia politica rende chiaro il vuoto politico attuale e perché Berlusconi, con tutti i suoi problemi, conflitti di interesse, storie scollaciate, si erga come un gigante al confronto dei suoi oppositori/alleati

Edt: Aggiungiamo gli ultimi sviluppi della Cargagnaide
Un incontro strictly confidential con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per chiudere con un accordo “ragionevole” la partita dei rifiuti e delle candidature in Campania.(...)Le correnti regionali del centrodestra si combattono ormai per appartenenza territoriale: casalesi contro salernitani, napoletani contro casertani, salernitani con avellinesi contro napoletani. E lo scontro in atto sul grande business dei rifiuti assume cosi i caratteri del conflitto etnico prima ancora che politico.
fonte Lettera43
La storia della politica italiana torna sempre di più ad essere una questione di spazzatura

venerdì, novembre 12, 2010

Velina ingrata reloaded

Leggendo l'intervista di Feltri a Telese qualche giorno prima di presentarsi al plotone dell'ordine dei giornalisti per la sicura sanzione per aver inventato il metodo Boffo, viene naturale chiamarlo con l'epiteto che coniò per la ex-sig.ra Berlusconi in calce ad una foto d'epoca di lei in topless.
Tuttavia il personaggio non è per niente banale, malgrado si intraveda fra le righe un astio per esser usato e poi messo da parte come un kleenex usato.
Cominciamo con la parte indiscutibile
T(elese):Perché?
F(eltri):Ma come perché? Danneggia la sua politica! Tanta gente di destra dice: una volta sì, le altre no! Lo trova strano e sconveniente, pensa: adesso mi sono rotto le balle, di tutte le veline di Berlusconi.
T:Anche tu.
F:Non solo io, non necessariamente io. Il vero problema è che se hai votato Berlusconi e ti sei rotto le balle di lui, che voti? Se vedi Bersani la tentazione del tradimento scompare. Se senti Vendola pensi: parla bene, ma che cazzo ha detto? Così la tentazione forte è votare Lega.
fonte: Il Fatto
Ecco scritto quello che tanti pensano, l'Italia è bloccata non tanto a causa di SB, ma perché non c'è scelta in realtà. Il bipolarismo imperfetto nasce dal fatto che non c'è nessuno da votare né a destra né a sinistra, quelli che ci sono sono in realtà fenomeni mediatici che si sfaldano se si guarda in controluce quello che hanno realmente fatto e non alle loro dichiarazioni.

Se dovessi fare una metafora l'Italia è come quell'allenatore che deve metter in campo un attaccante bolso, svogliato e mangiapalloni, ma è costretto a farlo perché gli altri rincalzi o sono peggio o sono rotti.

giovedì, novembre 11, 2010

Piccole emulatrici crescono

«SONO LA NIPOTE DI MR. SAMSUNG» - Durante l’interrogatorio Lisette si difende in modo scontato: con la droga non c’entro, ho fatto un favore ad un amico. Poi cerca di spiegare perché non ha certo bisogno di affari illeciti: «Sono la nipote del fondatore della Samsung». Gli agenti e il procuratore registrano e vanno avanti. Per loro Lisette fa parte di un gang di narcotrafficanti. Fine.
La ragazza deve affrontare il processo, fissato per la fine di ottobre. Nelle prime udienze, Lisette Locascio Lee insiste con la storia della Samsung. E cita come testimone sua “zia”, Jen Lee, che racconta in aula quello che sembra un romanzo. «Lisette è la nipote di Byung Chu Lee, fondatore della Samsung – precisa la donna -, e sua madre si chiama Corine. Il problema è che la ragazza è nata dall’unione con un giapponese poco raccomandabile, Yoshi Morita. Ed è ecco perché la famiglia ha deciso di darla in affidamento ad una coppia di conoscenti in California».
fonte il Corriere della Sera

Negli USA hanno continuato l'indagine ed hanno smascherato la frode, mentre in Italia mi sa che se la sarebbero bevuta.
O forse no, magari Papi aveva un sussulto di buongusto e non avrebbe fatto bunga bunga con lei.

lunedì, novembre 08, 2010

MM

Le stazioni esterne della metro milanese puzzano di socialismo reale: fredde, spartane, gli stessi negozi sono mal ridotti. Dentro le persone sono eterogenee immigrati, travet che devono raggiungere l'ufficio a Milano e studenti che affrontano l'ultimo ripasso. Alcuni hanno una valigia come la mia, anche loro diretti alla stazione dei treni.
Un inserviente raccoglie le sigarette lasciate dai passeggeri ansiosi, mentre uno più giovane raccoglie i quotidiani della free press lasciati in giro.
Il mio treno ed arrivato e faccio giusto in tempo ad inviare il post prima che si chiudano le porte.


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venerdì, novembre 05, 2010

Sicurezza urbana??

SICUREZZA URBANA - Ampio poi il capitolo della sicurezza urbana messo a punto, con un giro di vite contro la prostituzione in strada e l'accattonaggio. Nel primo caso si va verso l'allontanamento coatto delle prostitute che esercitano il mestiere in strada. L'obiettivo è quello di poter rimpatriare le "lucciole" che non ottemperano al foglio di via. Berlusconi ha poi annunciato il reato di prostituzione: «Avendo constatato - ha spiegato il premier - che il reato di prostituzione che avevamo preparato mesi fa non è andato avanti (il riferimento è al ddl Carfagna fermo in Parlamento, ndr), abbiamo deciso di riprendere quella norma, riapprovarla una seconda volta e inserirla in questo provvedimento sulla sicurezza».
fonte Corriere della Sera

Siamo sicuri si tratti di sicurezza urbana? A me sembra invece una ritorsione del tipo " se non posso andare a donne di facili costumi io, che non ci vada nessuno!!"
Caro Silvio, ti do un suggerimento se la regolamenti anche in modo retroattivo forse ti salvi dalle prossime rivelazioni, perché dubito che sia solo un fenomeno degli ultimi anni quello delle escort.
Sempre se resterai al governo abbastanza a lungo, cosa di cui io non scommetterei .

Verde è il colore dei dollari

Enel Green Power ha avuto ieri il suo primo giorno di quotazione, onestamente era un azione che non mi piaceva perché questo tipo di società hanno come core business gli incentivi statali che attualmente in Europa sono pompati dal programma 20/20/20 e negli USA dalla "nuova" rivoluzione verde di Obama.
Ieri però è stato molto divertente il suo andamento
l’Enel diceva che l’85 per cento delle azioni sarebbero andate agli istituzionali, quelli con le spalle larghe, e solo il 15 per cento ai piccoli investitori, i risparmiatori, i 350 mila che danno retta al consiglio della loro banca. E invece alla fine le parti si sono invertite: 23 per cento agli istituzionali, e 77 per cento ai piccolini, il cosiddetto “retail”. Detta in euro: avevano detto che avrebbero venduto ai risparmiatori titoli per 400 milioni, gliene hanno mollato per 2 miliardi, perché quel miliardo e 600 milioni di differenza le grandi banche si sono rifiutate di prenderlo.
fonte IlFatto
Non è una novità anche durante la prima trance della vendita dell'Enel furono scaricati sul mercato retail la maggior parte delle azioni rispetto al collocamento sugli istituzionali.
Gli investitori istituzionali hanno la possibilità di fissare il loro prezzo di acquisto, in base alle analisi dei loro analisti finanziari che stimano un prezzo obbiettivo ed in base a quello comprano in modo da avere un rendimento certo. Quindi 1.6€ è un prezzo alto per molti di loro che hanno le competenze finanziarie che al piccolo risparmiatore manca!!
Alle 9 e 25 secondi qualcuno ha piazzato un’ordine di vendita per 9.679.241 azioni Egp, pari a un controvalore di circa 15 milioni e mezzo di euro. Questo qualcuno, verosimilmente non un pensionato, ha venduto a 1,55 euro azioni pagate 1,6, e lo ha fatto dopo 25 secondi dall’inizio delle contrattazioni di quelle azioni. In 25 secondi ha perso 548 mila euro.(..)L’unica spiegazione razionale implica l’ipotesi di un reato: qualche soggetto del mercato finanziario, che ha “dovuto” comprare le azioni per far vedere al “mercato” che credeva nell’affare, si affretta a sbarazzarsene pensando che perdere il 3 per cento è meglio magari che perdere di più nelle prossime settimane.

Bah, non c'è nessun reato semplicemente qualche investitore istituzionale è stato convinto a comprare in modo da poter entrare in altri collocamenti futuri: i mercati non possono essere sempre depressi, magari fra due anni torna bullish ed ecco che il favore verrà ricambiato.
Fatto sta che l’ordine di vendita a 25 secondi dall’apertura delle contrattazioni ha scatenato una bufera. Migliaia di ordini di vendita si sono aggiunti al primo, portando il titolo a perdere fino al 4 per cento. Poi, nel pomeriggio, il trombettiere della cavalleria ha suonato la carica. Sono arrivati i nostri, i fondi d’investimento. Spiegava ieri sera un dispaccio dell’agenzia Ansa: “L’iniziale ondata speculativa è stata infatti arrestata dall’intervento dei fondi di investimento che sono corsi ad accaparrarsi le azioni della società”. Verosimilmente è accaduto questo: le grandi banche si sono liberate dei titoli, e i fondi, che dalle stesse banche sono gestiti ma investono i soldi dei risparmiatori, “sono corsi ad accaparrarsi i titoli”. Con i soldi dei risparmiatori.
Anche qua tutti quelli che erano poco convinti si sono liberati di EGP, siccome il mercato retail era stato saturato non c'era nessuno che volesse comprare i titoli.
Quando il titolo è sceso sotto una certa soglia è diventato ovviamente più "conveniente" ed allora i fondi hanno potuto comprare o per mediare il valore di carico o per entrare comunque in un titolo che sarà presente in qualche indice sulle rinnovabili