mercoledì, febbraio 10, 2010

The only way is up

La visita del nuovo manager ha avuto dei risvolti interessanti, e per certi versi ironici.


I problemi sono rimasti li sul tappeto, anzi sotto il tappeto sia mai che qualcuno li noti, ma ci sono stati dati i nuovi obiettivi da perseguire come un esercito di conquista.


20% in più, perché le sfide sono il nostro pane quotidiano e noi dobbiamo crescere in doppia cifra.


Al che uno dei tecnici più esperti ha proposto un modo molto semplice per raggiungere la meta: aumentare del 20% le offerte. Malgrado la saggezza di tale proposta, credo che i commerciali non siano particolarmente d'accordo.


La sola via è in alto.Tags:


Powered by Qumana

martedì, febbraio 02, 2010

Look back

Questa settimana sono più irrequieto del solito, non a causa del tempo.
Tanto per cambiare è iniziato il rituale assegna un general manager a quei dementi dell'Italia, rituale che comporta che tralasci il lavoro per rendere il posto più pulito e presentabile.
Rituale iniziato con una simpatica mail in cui ci veniva richiesto/ricordato di essere presenti in data xx e di evitare di ammalarci.

Conseguenza di questo bel rituale è che da una settimana ho interrotto i miei progetti per seguire quelli di un altro in modo da permettere le spring clean.
Nel frattempo il lavoro che ho lasciato a metà, non viene svolto da nessuno e come ulteriore beffa altro lavoro targato urgente si appresta ad essere rovesciato nella mia scrivania.
A forza di sussurrarlo, annunciarlo un timido risveglio del mercato americano si nota; provocando l'effetto ingorgo perché nessuno vuol perdere la ripartenza.

La cosa che mi fa irritare pesantemente è però il fatto che è, tanto per cambiare, l'ennesimo manager straniero che oltre all'Italia ha assegnata anche la Germania: ovviamente ci controllerà tramite i dati forniti dai vari database senza entrare nell'operatività quotidiana.

Operatività quotidiana che invece andrebbe invece gestita, visto che attualmente non c'è nessuno che faccia da interfaccia fra la parte commerciale, parte produttiva e parte di supporto/amministrativa: sono tutte come isole che utilizzano certi ponti per comunicare una con l'altra.
Avere una persona che guarda all'insieme invece che alla somma delle parti permetterebbe di prendere decisioni anche impopolari, ma che garantirebbero un certo equilibrio e una possibilità di evolversi.

Perché se non ti evolvi sei destinato ad estinguerti.

sabato, gennaio 30, 2010

Timeo Danaos et dona ferentes

La tempesta finanziaria scatenatasi con il crollo del fallimento della Lehman Brothers sembra che stia calmandosi, tutti memori dei disastri provocati, scrutano all'orizzonte alla ricerca di prossime scosse per prevenirle.
In ambito europeo sotto osservazione è soprattutto la Grecia a causa della sua contabilità creativa, avendo mascherato i dati del suo PIl e disavanzo per anni.

«Il modo migliore per aiutare la Grecia in questo momento - ha detto Barroso riferendosi alle voci, smentite, di interventi bilaterali da parte di alcuni Stati come Francia e Germania - è sostenere i suoi sforzi di rispettare gli impegni» tornando ai criteri fissati dal patto di stabilità.
ilsole24.

Il problema rimane lo stesso di quasi tutti i debitori: trovare chi ti faccia credito, continuando a comprare i debiti, alias bond.
Ecco dunque spuntare l'idea di chiedere alla Cina di comprare del debito:
La Grecia sta contattando la Cina per acquistare fino a 25 miliardi di euro di suoi bond nello sforzo di evitare una delle maggiori crisi debitorie europee. Lo dicono Financial Times e Wall Street Journal nell'edizione odierna.
Reuters.

Perché uno dovrebbe concedere del credito ad un pessimo pagatore?
Le risposte possono essere diverse: non sapere che è così pessimo, essere un benefattore oppure avere un interesse di altro tipo.

La Cina attualmente controlla il porto del Pireo, grazie ad accordi pluriennali, si veda qui o qui.

La Grecia fa parte dell'Unione Europea, i suoi porti fanno da dogana per tutte le merci extraeuropee che vi transitano. Una volta sdoganate possono passare per tutto lo spazio europeo, perché sono state trovate conformi a tutte le direttive europee in essere.

Direttive come Rohs, Low Voltage, EMC o come le meno note EuP/ErP servono ad evitare che certi tipi di merci circolino liberamente all'interno del mercato europeo.
Le direttive EuP/ErP, che entrano in vigore a breve costringeranno a riprogettare molti apparecchi a basso costo, con conseguente esclusione dal mercato di prodotti porcheria.

Ora immaginate uno stato che ha problemi di soldi, che può decidere di far passare le merci con documentazione insufficiente, che ha uno tra i più grossi porti d'Europa controllato in parte da società cinesi.

Domanda secondo voi la maggior parte dei prodotti cinesi conformi dove sarà sdoganata?

venerdì, gennaio 22, 2010

La prima cosa bella

Il film di Virzi per molti aspetti non potrà mai passare come un capolavoro o come un film che potrà esser venduto all'estero con successo.
Eppure è film bello e delicato, racconta una storia tipicamente toscana, ma per le emozioni che ti comunica potrebbe essere un luogo qualsiasi dell'Italia.
Perché il tema del film è il rapporto fra un figlio e sua madre, quasi tutti quelli a cui è piaciuto il film, si saranno riconosciuti in qualche scena del rapporto conflittuale fra i due.
Alla fine del film, non puoi non chiederti quand'è l'ultima volta che hai detto a tua madre "ti voglio bene"

mercoledì, gennaio 20, 2010

Piano Bianco

Verso il cielo la nebbia bianca, sulla terra la stessa nebbia che ghiaccia.
Avvolto in un paesaggio bianco.

Non ti sembra nemmeno di guidare, ma di infilarti in un tunnel bianco.

Le torce che bucano la nebbia, ti staccano dai pensieri per ricordarti che in questo mondo bianco devi stare attento ai pirla; come quel deficente che guidava il tir con rimorchio che è sbandato fuori strada causa ghiaccio in curva.

domenica, gennaio 17, 2010

Postcard Wall

Un muro di cartoline.

Probabilmente le prime erano quelle che i due fratelli si spedivano durante i loro vagabondaggi per l'Asia, quando chiudevano la pizzeria.
Ora invece i figli li bloccano, almeno il più grande dei due; e siamo noi clienti che ad ogni vacanza/viaggio spediamo una cartolina perché appaia li nel muro.
Ieri visto il numero di persone che affollavano la pizzeria ci siamo seduti sul tavolo sotto il "muro".
Li a cercare le cartoline spedite duranti i miei viaggi NY, Vienna, ..
A progettare i viaggi in base alla bellezza delle cartoline.
Un modo semplice per staccare e sognare un altro paese.

martedì, gennaio 05, 2010

A volte basta leggere

Alle accuse della Voce.info, Chicago Blog e altri siti di economisti che contestavano la discussa "elezione" di Tremonti come uomo dell'economia del 2009 da parte del Sole24 Ore, il buon Riotta (o Raiotta come lo storpiava Dagospia) ha risposto con un suo cinguettio.

Cinguettio, che porta a questo articolo.
Di cui è divertente la parte finale
Non ne capiremmo - davvero - la ragione, se non ricordassimo l'Epitteto studiato da giovani, il Manuale: l'infelicità del servo è credere che tutto il mondo sia popolato solo da servi, suoi simili infelici.


Al buon Riotta consiglierei anche di leggere il giornale che firma come direttore, nell'edizione di oggi 15 gennaio a pag. 12, molto lontano dall'articolo linkato, che invece ha una buona esposizione, il comunicato del cdr del giornale.
Quello che dice si può sintetizzare con un "noi, i giornalisti, non abbiamo votato".

A volte basta leggere, ciò che si firma per evitare di parlare.

martedì, dicembre 29, 2009

Il libero mercato e il suo fallimento

Un volantino dell'A2A (l'azienda municipalizzata di Milano) qualche mese fa mi aveva suggerito l'idea per un post, poi la pigrizia e gli impegni mi hanno fatto accantonare l'idea.
Tra azienda e consumatore c'è un'asimmetria informativa, relativa la prezzo dell'elettricità. Il prezzo dell'energia è si legato al prezzo del petrolio, ma non in maniera lineare e con una differenza di tempo.
Asimmetria che gioca anche su un altro fattore la paura dei rincari improvvisi, eravamo appena venuti da un periodo in cui il petrolio era stato, sia pur per breve tempo, oltre i 100 dollari al barile.
Se arriva una proposta di bloccare il prezzo dell'energia per tutto il 2010 un consumatore memore del bagno di sangue dell'anno prima non può che accettare felice, mentre una persona che conosce i meccanismi del mercato sa che il prezzo sarebbe tendenzialmente sceso, per via del petrolio che era sceso a 30 dollari, con un dollaro per di più in fase calante.

Ecco infatti la notizia che ratifica il calo seppur leggero delle bollette elettriche
In calo, invece, le tariffe di riferimento per l'energia elettrica: -2,2% per il primo trimestre 2010. Lo ha stabilito l'Autorità per l'energia e il gas.

fonte Il Sole 24 Ore

Per la gioia dei consumatori che avranno il prezzo bloccato con le tariffe più elevate, sia pur di un 2%.

giovedì, dicembre 24, 2009

Christmas 1914 In no man's land

"Janet, sorella cara, sono le due del mattino e la maggior parte degli uomini dormono nelle loro buche, ma io non posso addormentarmi se prima non ti scrivo dei meravigliosi avvenimenti della vigilia di Natale. In verità, ciò che è avvenuto è quasi una fiaba, e se non l'avessi visto coi miei occhi non ci crederei. Prova a immaginare: mentre tu e la famiglia cantavate gli inni davanti al focolare a Londra, io ho fatto lo stesso con i soldati nemici qui nei campi di battaglia di Francia! "Le prime battaglie hanno fatto tanti morti, che entrambe le parti si sono trincerate, in attesa dei rincalzi. Sicché per lo più siamo rimasti nelle trincee ad aspettare.

Ma che attesa tremenda! Ci aspettiamo ogni momento che un obice d'artiglieria ci cada addosso, ammazzando e mutilando uomini. E di giorno non osiamo alzare la testa fuori dalla terra, per paura del cecchino. E poi la pioggia: cade quasi ogni giorno. Naturalmente si raccoglie proprio nelle trincee, da cui dobbiamo aggottarla con pentole e padelle.

E con la pioggia è venuto il fango, profondo un piede e più. S'appiccica e sporca tutto, e ci risucchia gli scarponi. Una recluta ha avuto i piedi bloccati nel fango, e poi anche le mani quando ha cercato di liberarsi...» «Con tutto questo, non potevamo fare a meno di provare curiosità per i soldati tedeschi di fronte noi. Dopo tutto affrontano gli stessi nostri pericoli, e anche loro sciaguattano nello stesso fango. E la loro trincea è solo cinquanta metri davanti a noi." "Tra noi c'è la terra di nessuno, orlata da entrambe le parti di filo spinato, ma sono così vicini che ne sentiamo le voci. Ovviamente li odiamo quando uccidono i nostri compagni.

Ma altre volte scherziamo su di loro e sentiamo di avere qualcosa in comune. E ora risulta che loro hanno gli stessi sentimenti. Ieri mattina, la vigilia, abbiamo avuto la nostra prima gelata. Benché infreddoliti l'abbiamo salutata con gioia, perché almeno ha indurito il fango." "Durante la giornata ci sono stati scambi di fucileria.

Ma quando la sera è scesa sulla vigilia, la sparatoria ha smesso interamente. Il nostro primo silenzio totale da mesi! Speravamo che promettesse una festa tranquilla, ma non ci contavamo." soldati che fraternizzano fuori dalle trincee "Di colpo un camerata mi scuote e mi grida: ?Vieni a vedere! Vieni a vedere cosa fanno i tedeschi! Ho preso il fucile, sono andato alla trincea e, con cautela, ho alzato la testa sopra i sacchetti di sabbia». «Non ho mai creduto di poter vedere una cosa più strana e più commovente. Grappoli di piccole luci brillavano lungo tutta la linea tedesca, a destra e a sinistra, a perdita d'occhio. Che cos'è?, ho chiesto al compagno, e John ha risposto: 'alberi di Natale!'. Era vero. I tedeschi avevano disposto degli alberi di Natale di fronte alla loro trincea, illuminati con candele e lumini." "E poi abbiamo sentito le loro voci che si levavano in una canzone: ' stille nacht, heilige nacht…'. Il canto in Inghilterra non lo conosciamo, ma John lo conosce e l'ha tradotto: 'notte silente, notte santa'.

Non ho mai sentito un canto più bello e più significativo in quella notte chiara e silenziosa. Quando il canto è finito, gli uomini nella nostra trincea hanno applaudito. Sì, soldati inglesi che applaudivano i tedeschi! Poi uno di noi ha cominciato a cantare, e ci siamo tutti uniti a lui: 'the first nowell (1) the angel did say…'. Per la verità non eravamo bravi a cantare come i tedeschi, con le loro belle armonie. Ma hanno risposto con applausi entusiasti, e poi ne hanno attaccato un'altra: 'o tannenbaum, o tannenbaum…'. A cui noi abbiamo risposto: 'o come all ye faithful…'. (2) E questa volta si sono uniti al nostro coro, cantando la stessa canzone, ma in latino: 'adeste fideles…'». «Inglesi e tedeschi che s'intonano in coro attraverso la terra di nessuno!" "Non potevo pensare niente di più stupefacente, ma quello che è avvenuto dopo lo è stato di più. 'Inglesi, uscite fuori!', li abbiamo sentiti gridare, 'voi non spara, noi non spara!'.

Nella trincea ci siamo guardati non sapendo che fare. Poi uno ha gridato per scherzo: 'venite fuori voi!'. Con nostro stupore, abbiamo visto due figure levarsi dalla trincea di fronte, scavalcare il filo spinato e avanzare allo scoperto." "Uno di loro ha detto: 'Manda ufficiale per parlamentare'. Ho visto uno dei nostri con il fucile puntato, e senza dubbio anche altri l'hanno fatto - ma il capitano ha gridato 'non sparate!'. Poi s'è arrampicato fuori dalla trincea ed è andato incontro ai tedeschi a mezza strada. Li abbiamo sentiti parlare e pochi minuti dopo il capitano è tornato, con un sigaro tedesco in bocca!" "Nel frattempo gruppi di due o tre uomini uscivano dalle trincee e venivano verso di noi.

Alcuni di noi sono usciti anch'essi e in pochi minuti eravamo nella terra di nessuno, stringendo le mani a uomini che avevamo cercato di ammazzate poche ore prima». «Abbiamo acceso un gran falò, e noi tutti attorno, inglesi in kaki e tedeschi in grigio. Devo dire che i tedeschi erano vestiti meglio, con le divise pulite per la festa. Solo un paio di noi parlano il tedesco, ma molti tedeschi sapevano l'inglese. Ad uno di loro ho chiesto come mai. 'Molti di noi hanno lavorato in Inghilterra', ha risposto. 'Prima di questo sono stato cameriere all'Hotel Cecil." "Forse ho servito alla tua tavola!' 'Forse!', ho risposto ridendo. Mi ha raccontato che aveva la ragazza a Londra e che la guerra ha interrotto il loro progetto di matrimonio. E io gli ho detto: 'non ti preoccupare, prima di Pasqua vi avremo battuti e tu puoi tornare a sposarla'. Si è messo a ridere, poi mi ha chiesto se potevo mandare una cartolina alla ragazza, ed io ho promesso. Un altro tedesco è stato portabagagli alla Victoria Station.

Mi ha fatto vedere le foto della sua famiglia che sta a Monaco. Anche quelli che non riuscivano a parlare si scambiavano doni, i loro sigari con le nostre sigarette, noi il tè e loro il caffè, noi la carne in scatola e loro le salsicce. Ci siamo scambiati mostrine e bottoni, e uno dei nostri se n'è uscito con il tremendo elmetto col chiodo! Anch'io ho cambiato un coltello pieghevole con un cinturame di cuoio, un bel ricordo che ti mostrerò quando torno a casa." "Ci hanno dato per certo che la Francia è alle corde e la Russia quasi disfatta.

Noi gli abbiamo ribattuto che non era vero, e loro. 'Va bene, voi credete ai vostri giornali e noi ai nostri'». «E' chiaro che gli raccontano delle balle, ma dopo averli incontrati anch'io mi chiedo fino a che punto i nostri giornali dicano la verità. Questi non sono i 'barbari selvaggi' di cui abbiamo tanto letto. Sono uomini con case e famiglie, paure e speranze e, sì, amor di patria. Insomma sono uomini come noi. Come hanno potuto indurci a credere altrimenti? Siccome si faceva tardi abbiamo cantato insieme qualche altra canzone attorno al falò, e abbiamo finito per intonare insieme - non ti dico una bugia - 'Auld Lang Syne'. Poi ci siamo separati con la promessa di rincontraci l'indomani, e magari organizzare una partita di calcio.

E insomma, sorella mia, c'è mai stata una vigilia di Natale come questa nella storia? Per i combattimenti qui, naturalmente, significa poco purtroppo. Questi soldati sono simpatici, ma eseguono gli ordini e noi facciamo lo stesso. A parte che siamo qui per fermare il loro esercito e rimandarlo a casa, e non verremo meno a questo compito." "Eppure non si può fare a meno di immaginare cosa accadrebbe se lo spirito che si è rivelato qui fosse colto dalle nazioni del mondo." "Ovviamente, conflitti devono sempre sorgere. Ma che succederebbe se i nostri governanti si scambiassero auguri invece di ultimatum? Canzoni invece di insulti? Doni al posto di rappresaglie? Non finirebbero tutte le guerre?

Il tuo caro fratello Tom."


Dalla lettera di un soldato inglese che assistette alla tregua di Natale.

Tanti auguri a tutti i lettori che passano di qui.

mercoledì, dicembre 23, 2009

Neve





Questa era l'immagine presa dalla finestra del mio ufficio verso le 15.00.
La neve era iniziata a cadere verso le 12.00, perché durante la mattinata non c'era traccia ne' di neve ne' di altri problemi; tanto che il sale non era stato sparso ne in tangenziale ne sulle strade della città.
Tutti avevamo ascoltato gli inviti di De Corato, ma se uno prende la macchina e' perché lavora in una zona scarsamente o per nulla coperta dai mezzi pubblici: malgrado le leggende le statistiche riportano che i milanesi usano in percentuali maggiori i mezzi rispetto ad altre città europee, quello che cambia e' il numero e la pervasività delle linee della metro.
Se per primo il comune tenendo aperte scuole e uffici comunali dimostra di non credere alle previsioni come può un lavoratore convincere il suo capoufficio a restar a casa se il cielo e' pulito?
Oltretutto il caos e' nato perché le tangenziali erano circolabili, le strade cittadine così così, mentre tutte le provinciali erano bloccate e sporche.
Ricorderò di questa giornata le circa 5 ore di coda e che per l'ennesima volta prefetto ed assessori al traffico di regione, provincia e comune non hanno avuto alcuna logica nel gestire la pulizia delle strade.
Purtroppo non voto qui in Lombardia, altrimenti saprei a chi non dare il mio voto.

- Posted using BlogPress from my iPhone

mercoledì, dicembre 16, 2009

Polvere di fortuna

Sto pranzando all'interno diun centro commerciale, che ovviamente ha anche una tabaccheria. Si e' formata una coda immensa di gente che gioca con il classico gratta e vinci. Tutto attorno c'è la polvere dorata dei biglietti, polvere che dovrebbe schiudere le porte della ricchezza ai giocatori ed invece li illude per un breve tempo.
Immigrati, italiani tutti senza distinzione di colore o nazionalità fanno la coda per i 5 minuti di sogno, minuti preziosi in cui immaginare i cambiamenti della loro vita; anche la coppia di pensionati davanti a me gratta lentamente per continuare il suo sogno.
Finisco il mio panino, mentre i due pensionati tornano dallo spacciatore di sogni.


- Posted using BlogPress from my iPhone

domenica, dicembre 13, 2009

Luci a Milano

Prendi una città normalmente grigia come Milano, addobbala a festa.
Prendi poi una persona che non l'ha mai visitata e accompagnala in giro raccontandole storie e aneddoti sulla città.
Scoprirai negli occhi di chi accompagni la magia di Milano, magia che tu non riesci più a vedere distratto come sei dalla quotidianità della routine.

martedì, dicembre 01, 2009

Riassumendo

Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai(....)


Questo è uno stralcio della famosa lettera di Celli a Repubblica per spiegare a suo figlio e agli italiani la situazione italiana.
Secondo me poteva esser riassunta benissimo così:
"Figlio mio, in questo paese c'è un solo posto di potere occupato da chi se lo merita davvero. Ma è il mio, e io non schiodo, quindi levati dai coglioni ed emigra".

Il riassunto è di Miic.

PS Quando parlava di manager che non pagano mai per i fallimenti, magari era una nota autobiografica e si riferiva alla sua esperienza in IPSE e a tutte le persone che aveva licenziato.

PPS Ma fa un analogo discorso a tutti quelli che si iscrivono all'università di cui lui è il direttore generale?

Edit: Il famigerato Celli si è poi fatto intervistare su FocusEconomia su Radio24 (e probabilmente da qualche altro programma tv, ma essendo un luddista non guardo la televisione). Solite cose: era una provocazione, la Luiss che è una buona e brava università fra un programma apposito per evitare che la gente espatri. Ovviamente non una parola sui suoi fallimenti come manager o sui suoi collegamenti a politici italiani.
Le solite cose appunto

domenica, novembre 29, 2009

Leggendo qua e la

La grande impresa, nella sua accezione tradizionale, è ridotta ai minimi termini. Esiste però una fascia di aziende medie e medio-grandi, con un fatturato annuo che non supera i 2 miliardi, molto proiettata sull'estero, in crescita e con una buona redditività. E al di sotto un mare di piccole, se non micro, imprese, con un giro d'affari modesto e pochissimi dipendenti.
è uno dei passi di un interessante articolo di Orazio Carabini sul Sole24Ore.

L'articolo, che analizza la situazione della taglia delle aziende, mi riporta alla mente una discussione di qualche anno fa dentro plcforum, dove il giovane ingegner Jakala andava sia per imparare sia per scambiare opinioni tecniche. Years ago.
Uno dei membri più anziani parlando in generale raccontava che i nuovi laureati erano sfortunati, perché molte grosse aziende italiane erano state smembrate o comprate da multinazionali straniere (es. Ansaldo, la Pirelli, ecc) con l'effetto di avere pochi grandi gruppi.
Un tempo questi gruppi avrebbero assunto i neoingegneri, formati in un contesto strutturato, fatti crescere tecnicamente ed ad un certo punto questi avrebbero dovuto decidere se fare carriera dentro la stessa mega-aziende oppure andare in aziende più piccole in modo da esportare le esperienze e far crescere anche quest'ultime grazie al loro bagaglio tecnico.

Quando si analizza il discorso relativo alla taglia delle aziende molto spesso ci si dimentica che viene perso un bagaglio di conoscenze e di trasmissione di conoscenze che aiuta tutto il sistema paese.

venerdì, novembre 27, 2009

Corridoio o finestrino

Corridoio o finestrino? è la classica domanda che ti fanno al check-in per il biglietto del volo.
La scelta è filosofica: finestrino significa voler vedere il paesaggio, si aspetta con entusiasmo la meta di arrivo; mentre scegliere il corridoio significa che non ti interessa nulla né della meta né del viaggio preferisci stare largo e distendere i piedi nel corridoio.
Nei viaggi di lavoro non a caso nei viaggi la mia scelta è quella del corridoio.


PS Qualcuno poi ha mai capito perché gli italiani appena atterrati devono accendere il cellulare per dire
"Ciao sono ancora dentro l'aereo..."
cosa cambia avvisarli, mentre aspettano i bagagli?

mercoledì, novembre 25, 2009

Working time

L'inutile polemica di Rotondi sulla pausa pranzo (inutile perché ha molti è capitato di saltare il pranzo causa problemi al lavoro, polemica perché se avesse veramente a cuore il tema poteva farlo affrontare durante il rinnovo dei contratti del pubblico impiego) ha riportato in primo piano la questione dell'orario di lavoro.
Chiaramente il tema è stato scelto per discutere in modo da distrarre da altri temi, ma secondo me è un peccato lasciar sfumare il dibattito.
L'Italia sta gradualmente trasformandosi in una nazione di servizi da una nazione manifatturiera, certo molti dei servizi sono legati all'industria manifatturiera (es. manutenzione, progettazione) ma sono comunque servizi.

Quand'ero in Inghilterra, l'orario lavorativo era molto libero: a parte chi svolgeva funzioni di front desk, cioè a contatto con il cliente, gli altri avevano la più ampia liberta, l'unico vincolo era fare le 40 ore settimanali.
Uno poteva scegliersi l'orario di inizio a partire dalle 6.30, se fare o meno la pausa pranzo e di quanto tempo farla, allungare l'orario per poi recuperare nei giorni successivi o uscire prima per delle incombenze e recuperare durante il corso della settimana.
Il venerdì pomeriggio libero, infatti era ottenuto dall'allungamento dell'orario di lavoro nel corso degli altri giorni della settimana.
Il risultato di una pianificazione così libera era la possibilità per chi lavora di poter continuare il lavoro, quando hai una scadenza oltre il normale orario senza dover richiedere straordinari o regalare ore gratis all'azienda, uscendo magari prima il venerdì o iniziando più tardi la mattina dopo; ma è anche di aiuto ai genitori che possono andare ad una riunione il pomeriggio uscendo prima un giorno e recuperando i giorni dopo.
Basterebbe creare una banca ore, cosa fattibilissima visto che tutti hanno un badge su cui timbrano.

Ho provato a parlarne nella mia azienda, essendo legati al contratto nazionale del commercio in fondo non occorrono deroghe al contratto nazionale, trovando l'entusiasmo non solo da parte dei miei colleghi, ma anche del direttore tecnico e le orecchie da mercante da parte del responsabile del personale.
Gelo dovuto sia al fatto che essendoci delle persone che hanno relazioni con il cliente che creerebbero problemi, sia a persone che hanno già dato prova di prendersi "libertà" quando non dovevano; in altre parole vige la vecchia regola l'Italia è un paese del non merito, piuttosto che dare qualcosa a chi merita si preferisce non dare niente a tutti

lunedì, novembre 23, 2009

Don't give up

Scrivo dopo aver visto Boston Celtics contro i New York Knicks, partita gradevole anche se non bellissima. Quello a cui si è assistito è una partita fortemente emotiva, dove più volte le due squadre hanno tentato di infliggere all'avversario un divario di punti tale da convincerlo ad un garbage time anticipato.
A metà partita Boston conduceva di oltre 15 punti, considerato la storia attuale dei Knicks abbastanza da sotterrarli, eppure improvvisamente riescono ad effettuare un controbreak (Galinari in campo a dare una mano al break) recuperano i punti di svantaggio e si portano in vantaggio!!

Boston sembra caraccolare per la botta emotiva, considerando che i suoi lunghi Garnett e Wallace sono praticamente inutili; ma trascinati da Pierce riescono a riportarsi in vantaggio. All'ultimi secondi NY pareggia il punteggio e trascina i Celtics all'overtime.
Qui iniziano 5 minuti di una sostanziale parità, anche per i numerosi errori da una parte e dall'altra.
Timeout richiesto dai Celtics che disegnano l'ultimo schema. Le tv inquadrano Garnett, che è l'ultimo ad alzarsi dalla sedia, segno che è stanco, le cifre in sovraimpressione dimostrano che ha problemi.
Ultimi 9 secondi la palla è in mano a Pierce che ha letteralmente trascinato i suoi, i secondi passano, il tempo scorre veloce.
Attira un raddoppio e passa la palla a Garnett, che senza neppure pensare a quanti tiri ha sbagliato tira senza paura.

La palla entra e porta alla vittoria la sua squadra.

In tutti i forum di basket si parla sempre di perdenti e di vincenti, non intendendo semplicemente chi vince un anello o chi non arriva mai a giocare i playoff.
Garnett è un vincente perché non ha avuto timore a prendersi un tiro che aveva già sbagliato diverse volte nella partita, perché ha deciso di continuare a giocare, malgrado non fosse al suo meglio.
Mai mollare se vuoi vincere, anche quando tutto è contro di te.

domenica, novembre 15, 2009

It don't mean a thing

Oggi mi è ricapitata in mano una raccolta di Duke Ellington, che avevo comprato durante i miei anni da studente universitario, studiando spesso la sera cercavo della musica che mi rilassasse. Una sera mi metto ad ascoltarlo insieme ad un mio coinquilino musicista, lui suonava il basso in una band metal, ma da musicista era attirato da tutto ciò che suonava bene. Mentre l'ascoltavamo fantasticando di anni '20 e club fumosi che facevano da sfondo ad improbabili thriller mi giro e vedo il terzo coinquilino fermo sulla soglia della porta. Probabilmente era venuto da noi a chiederci qualcosa e poi si era fermato ad ascoltare la musica del Duca, immergendosi nei pensieri che quella musica ti liberano.



Duke Ellington - It don't mean a thing (1943)

martedì, novembre 10, 2009

Miserabili

Ieri sera su La7 Marco Paolini ha tenuto uno spettacolo per ricordare la caduta del famoso muro di Berlino.
Tanti i temi toccati, alcune cose su cui esser d'accordo altre meno, ma di certo ricco di spunti di riflessione.
Questo post nasce infatti da uno dei spunti di riflessione.

Ad un certo punto parlando del fatto che gli era stato clonato il bancomat da una banda di rumeni, afferma (cito a memoria): "li hanno un sacco di ITIS, da noi invece i giovani si iscrivono ai DAMS per poi poter andare da Maria De Filippi".

Ripensando alla mia storia lavorativa non posso che concordare con questa affermazione, la cultura scientifica e del fare è delegata come fosse una cosa scontata e banale. Questo in Italia, perché da altre parti è tenuta in gran conto.
Quando sono partiti i tagli nella mia azienda il vicepresidente americano ha tenuto un incontro singolarmente con i vari tecnici rassicurandoci, cosa non fatta con nessuno degli altri reparti, commerciale ed amministrativo.
Sapeva che l'azienda senza il personale tecnico con esperienza sarebbe diventata solo una filiale commerciale.

Una nazione che perde la conoscenza tecnica è destinata a diventare solo un grosso centro commerciale, dove si vende oggetti prodotti da altri paesi e dove i vari ballerini di Maria De Filippi potranno allietare lo spettacolo dei turisti che verranno a comprare nel grande centro commerciale Italia.

venerdì, novembre 06, 2009

Correre incontro al sole

In cerca di un’altra possibilità
Per essere un’altra persona
In cerca di un altro luogo
Per correre incontro al sole


Correre incontro al sole
correre incontro al sole
correre incontro al sole
correre incontro al sole
dove...

... ogni cosa sembra essere bella
Ma se sei stanco e stufo della città
Ricorda che è solo un altro fiore
Fatto d’argilla

Oh oh oh, la città ....

... dove ogni cosa sembra sporca
Ma se sei stanco e pieno d’autocommiserazione
Ricorda che sei solo una persona
In più che è lì

E' difficile vivere nella città
è difficile vivere nella citta