domenica, novembre 01, 2009

Istantanea lavorativa

Venerdì 30: si sommano la chiusura della settimana con quella del mese.
Sono le 17.28, la giornata lavorativa si chiude alle 17.30

I commerciali non ci sono o in giro per appuntamenti con ditte vicino a casa o direttamente da casa via telelavoro.
Le segretarie del backoffice sono vestite con il badge in mano pronte a timbrare il cartellino e fuggire verso il weekend.

Noi tecnici invece abbiamo ancora il pc acceso, che continuiamo a lavorare quei 5, 10 minuti oltre il normale orario lavorativo.

Ci dovrebbe essere un morale in questo? Boh..

Forse fare un lavoro, anche manuale, ti rende più orgoglioso del tuo lavoro? Può darsi..
Forse siamo pagati di più? Non credo.
Forse siamo più disorganizzati e non smettiamo in tempo?

Non ho ancora trovato una risposta soddisfacente e forse non la troverò mai.

lunedì, ottobre 26, 2009

10 anni

10 anni sono passati.

10 anni in cui è successo un po' di tutto, mi sono laureato, ho iniziato a lavorare e mi sono trasferito nella tua città.

Mi ricordo ancora di come ne parlavi, tutto fiero. La città che da a tutti una possibilità.

Questa domenica sono stato alla galleria, mentre vedevo la fila di giapponesi che faceva il giro sugli attributi del toro e si faceva riprendere, ripensavo alle spiegazioni che mi avevi dato sui quattro simboli.

Guardali sono i simboli delle quattro capitali d'Italia, Torino, Firenze, Roma e la capitale economica. Indicavi con un sorriso il fatto che il simbolo di Milano era più grande, quasi a compensarla di non esser stata mai proclamata ufficialmente.

Prendendo il Corriere mi raccontavi di come avessi imparato a leggere sui fondi di Montanelli a 30 anni, perché avevi dovuto abbandonare la scuola per mantenere la famiglia. Ci tenevi che studiassimo, perché avevi provato cosa significava esser analfabeti.

10 anni sono passati.

martedì, ottobre 20, 2009

L'insostenibile leggerezza del posto fisso

Il tormentone del posto fisso è ricominciato ad affacciarsi nei discorsi di molti, grazie al  ministro dell'economia, che ha riscoperto le sue radici socialiste. 


Quando ero studente, sin dai tempi del liceo il mantra "i nostri/vostri figli dovranno abituarsi a cambiare più posti di lavoro durante la loro vita" era predominante.

Anche perché sanciva l'inizio della trasformazione dell'Italia da società industriale/manifatturiera a società di servizi.

Le grandi aziende che ti assumevano per farti crescere, man mano di ruolo stavano scomparendo per lasciar spazio ad aziende più piccole, con meno posti interessanti e con maggior bisogno di know how personale.


La flessibilità dunque nasce sia  dal fatto che una persona qualificata non ha molte possibilità di crescere, a causa della dimensione dell'azienda, sia dal fatto che aziende più piccole hanno meno possibilità di sopportare una persona che ruba lo stipendio.


Non a caso nei momenti di crisi le aziende multinazionali approfittano del momento per fare un repulisti interno.


Tuttavia da un ministro io non mi aspetto un elogio dei bei vecchi tempi che furono, per quello andavo dal mio barbiere.

Da una persona che ha il potere e che influente sul governo e sul parlamento, mi aspetterei un piano programmatico per modificare lo stato sociale, imperniato sul posto fisso, in uno che tenti di adattarsi alla flessibilità del mondo moderno. Nei paesi del nord ha prevalso un modello chiamato flex-security, in cui si da la possibilità ad una persona di poter godere di alcuni diritti anche con un lavoro precario, penso ad un'indennità di disoccupazione insieme a dei corsi di riqualificamento.

Penso alla possibilità di scalare alcune spese se si è perso il lavoro per una ristrutturazione aziendale.


Eppure questo non sembra sfiorare la mente di chi deve decidere, è evidente che sono troppo vecchi ed ancorati al vecchio modo di pensare; un esempio del quale è l'atteggiamento dei sindacati invece di lanciare una sfida al governo per dare anche a chi ha un lavoro flessibile la sicurezza di fare un piano di vita, pensano ad modificare con un colpo di decreto tutti i lavori in posti fissi.


Come se la crisi globale fosse possibile bloccarla con un decreto legge.

A questo punto perché non bloccare la forza di gravità sempre con lo stesso decreto?

lunedì, ottobre 19, 2009

Un giorno in più..

Mio fratello si alza tentando di far meno rumore possibile, lo aspetta una nuova giornata di lavoro.

Io invece me ne resto a poltrire a letto, assecondando i voleri della responsabile del personale mi sono preso un giorno di ferie, senza però essermi programmato qualche attività.
La giornata mia accoglie con un pallido sole, che condivide con me la strada che calpesto.
Passo a salutare il mare, il mio vecchio amico, la cui mancanza è una delle ragioni per cui non sento Milano casa mia. Si fanno le 10, decido di prendermi un caffè; entro in un bar e la folla che incontro mi fa riflettere sulla diversità fra la vita di provincia e quella di città, con i diversi ritmi.
Esco, per godermi ancora qualche raggio di sole, prima di tornare in terra straniera.

mercoledì, ottobre 14, 2009

Also for the money

La scorsa settimana ho riempito il form per inviare il mio cv ad una delle poche multinazionali italiane, ovviamente c'era la classica domanda sul motivo del cambiamento.

Ora, siccome siamo italiani, quindi tendenzialmente ipocriti, la questione monetaria deve rimanere nell'angolo, i motivi ammissibili sono solo quelli professionali (voglia di crescere, ecc) o ambientali (voglia di spostarsi di azienda o di città).
Negli USA parlare di soldi invece non è affatto disdicevole, anzi è una cosa normale, che fa parte della vita quotidiana.

Onestamente, pur piacendomi quello che faccio, io lavoro perché sono pagato. I soldi non sono l'unica motivazione. Ho una laurea presa con sacrifici, quindi ho voglia di metterla a frutto e proseguire la mia carriera professionale usandola, ma questo non vuol dire che la questione economica sia una delle ultime ad esser analizzata, specialmente di questi tempi in cui il tuo stipendio da un'idea di quanto vali per l'azienda.

Tra le ragioni per il motivo del cambiamento, oltre le classiche, ho messo di conseguenza la voglia di migliorarmi economicamente

domenica, ottobre 11, 2009

Same tram, different worlds

Seduto sul tram che mi porterà al Duomo, vedo una signora anziana. Legge uno strano giornale nella sua lingua il cinese, probabilmente è venuta qui insieme ai suoi figli in cerca di una terra migliore, in cerca di fortuna.
A vivere sotto un cielo diverso.
Chiudo gli occhi, torno ad essere sulla southern line.
Avevo con me il Times, dunque la coppia sul sedile accanto, che giocava con il loro nipote mi avevano preso per un inglese.
Loro erano italiani, che raccontavano al nipotino la fatica di trasferirsi, di abituarsi a regole differenti, questo alla ricerca di una miglior fortuna, fortuna che non avevano avuto nella loro patria.
Immagino che la signora stia pensando la stessa cosa, a vivere in Italia. Il giornale cinese, gli servirà per sentirsi meno lontana dalla madrepatria.
Apro gli occhi, è arrivata la mia fermata.

venerdì, ottobre 09, 2009

costo della vita

Quando si fanno le vari statistiche sul costo della vita, inevitabilmente si finisce a parlare di gabbie salariali fra nord e sud, non tenendo conto che le differenze sono in realtà fra le varie città.
 
Sabato scorso sono andato al cinema in un multisala di Treviso. Costo del biglietto 7,5 €
Ho cenato in una catena di ristoranti, solita folla pre o post cinema, ma mangiato molto bene con carne fresca.
 
Questa settimana sono andato a vedere un film in un multisala di Milano. Costo del biglietto 8€
Ho cenato nella stessa catena, costo uguale, ma cibo pessimo.
 
Conclusioni: la differenza di costo della vita non dipende tanto dalla ricchezza della città, Treviso in proporzione è più ricca di Milano, ma dalla pressione umana.
Milano attira talmente tanta gente, per motivi di lavoro, che può permettersi di avere servizi che costano di più e con un livello di qualità inferiore.

giovedì, ottobre 08, 2009

Egalitè

La rivoluzione francese dette inizio all'età contemporanea.
Prima si aveva un sistema di caste sociali, a cui si accedeva per natura ereditaria o al limite per matrimonio.
Essere nobile significa aver più diritti rispetto ad un plebeo o anche rispetto ad un ricco borghese.
Sostenere quindi che un gruppo ristretto di persone, solo perché elette ad una carica prestigiosa godono di privilegi rispetto alla persona comune era antistorico, non sorprende quindi la sentenza della Corte Costituzionale, lo avrebbe capito anche un bambino che tale lodo non avrebbe potuto reggere.

“la legge è uguale per tutti ma non la sua applicazione”.


Probabilmente questa frase è vera, gli errori giudiziari accadono e le sentenze possono essere ribaltate nei tre gradi di giudizio, ma la soluzione non sta nel creare una differente giustizia con differenti diritti.

venerdì, ottobre 02, 2009

Pausa Pranzo

Finisco presto di mangiare, l'azienda è quasi vuota: molti si sono presi il venerdì come giorno libero, altri sono fuori a mangiare al bar.
 
Vado nel parcheggio con il mio lettore sulle orecchie, usando il tasto random.
Chiudo gli occhi ed apro le braccia, godendo del calore del sole e rabbrividendo alle folate del vento.
 
La musica scorre adrenalinica, lasciandomi libero di fantasticare e sognare per un istante.
 
Istante che spero si prolughi per tutta la giornata.
 
I rumori di una macchina che arriva mi strappano ai miei sogni, la pausa pranzo sta finendo.
 
Riapro gli occhi per vedere la realtà.

giovedì, ottobre 01, 2009

La TV e la realtà

Questa sera ci sarà la trasmissione di AnnoZero, trasmissione che io non guarderò.
Non la guardo non perché io sia l'ennesimo pasdaran della destra, ma perché semplicemente ritengo che gli argomenti che tratterà, saranno per l'ennesima volta alieni alla mia e penso a quella di tanti realtà.

Leggiuchiando qua e là una conversazione su FriendFeed si sottolineava che su AnnoZero andrà in onda la famosa escort di PapiSilvio, sottolineando che siamo l'ultimo paese che la vede in tv (anche se mi risulta che nessuna trasmissione di interesse politico l'abbia intervistata, ma solo quelle le trasmissioni di intrattenimento).
E speravano che la sua visione aprisse gli occhi a molti italiani.
Confesso che sono intervenuto, sottolineando che molti italiani sono più interessati alla realtà economica e alla questione crisi che a sapere le prestazioni sessuali del presidente del consiglio.
Che la gente sa già che mente, quando dice che la crisi è passata.
Che la maggior parte delle persone il lunedì lo passavano a discutere della richiesta di CIG in bacheca.
Che lo passavano a discutere di quanti fra fornitori e clienti erano in crisi.
Che lo passavano chiedendo ai commerciali, un tempo rogna da sopportare, se avevano raggiunto i budget di vendita per il mese.

Ed in tutto questa situazione di crisi, spicca l'assordante silenzio dell'opposizione.
Spicca l'assordante silenzio di proposte, di indagini sui Tremonti Bond se servono alle banche a salvare gli amici degli amici (Carlo Tassara, Ipi, Risanamento) o andranno ad aumentare i fidi delle aziende.
Sullo scudo fiscale abbiamo sentito di tutto, ma a farlo passare sono state le "assenze" sui banchi dell'opposizione.

Quindi è inutile dire che gli italiani apriranno gli occhi su Papi, perché tanto non avrebbero molto da guardare.

PS Santoro si era fatto eleggere a Strasburgo come deputato, aveva avuto l'occasione di lavorare per migliorare le condizioni non solo di noi italiani, ma anche degli europei. Malgrado sia vituperata, parecchie direttive europee ci stanno migliorando la vita.
Ma lui ha scelto di abbandonare un impegno concreto per 5 minuti nello spettacolo di Celentano.

lunedì, settembre 28, 2009

Il nuovo teatro dell'assurdo: a colloquio con un call center

Ecco il prode ing. Jakala, che da fiero liberista ha subito optato per il libero mercato dell'energia, che prova a comunicare con il suo attuale fornitore di energia.

"Salve qui è forniamo tanta energia&gas per conoscere le nostre nuove tariffe prema 3 volte il glyfo, per ascoltare qualche minchiata premere il segno di radice quadra, per parlare con un operatore del servizio elettricità premere il simbolo di batman..."

Op:"Salve sono l'operatore [inserire_nome_ qualsiasi] come posso esserle utile?"

J:"Salve, ho problemi in merito alla bolletta in particolare blabla yadda yadda".

Passa mezz'ora con l'operatore di sottofondo che prende appunti, neanche gli stessi dettando la divina commedia.

Op:"Perfetto le serve altro?"

J:"Si, mi potrebbe dire quando verrà emessa la prossima bolletta?"

Op:"Lei ha la fatturazione bimestrale, quindi la prossima bolletta verrà emessa il 15 di settembr.."

J:"Quindi la mia bolletta sta viaggiando nel tempo?"

Op:"...che però non risulta esser ancora emessa. Ci deve essere un problema di comunicazione, ma provvederò adesso a farla emettere!"

J:"Meglio, grazie."

mercoledì, settembre 23, 2009

Macchinetta del caffè

Sembra ieri, invece era stato meno di nove mesi fa, quando ci hanno portato la nuova macchinetta del caffè.
Ne consumavamo troppo e allora il fornitore c'è ne aveva fornita una più potente, per non dover fare rifornimento troppo spesso.

E di oggi la notizia che ci verrà riportata quella vecchia, ne consumiamo troppo pochi.

Facile con il 50% in meno di personale.

50% in poco più di un anno.
E all'americana, mica quelle minchiate alla Imse.

Se pregato di lasciare il tuo ufficio. Oggi. Per sempre.

La scorsa settimana è toccato all'ex-CFO sentirsele dire.

Ora vado a prendere un thè per evitare che si portino via anche questa.

martedì, settembre 22, 2009

Male non fare, male non temere

Nel mio primo periodo milanese abitavo in una zona in cui gli italiani erano minoranza, seppur minoranza diffusa.
Per andare a casa passavo ogni giorno davanti ad una macelleria islamica.
Dopo qualche tempo, a furia di passare davanti, qualche cenno di saluto veniva fatto sia da parte mia sia da parte loro.

Ma non ho mai provato ad entrare li dentro, perché probabilmente sarebbe stato considerato un ospite poco gradito.
Ecco perché considero che in questo caso le colpe siano di chi è voluto a tutti i costi entrare in una cerimonia religiosa altrui.

domenica, settembre 20, 2009

Spingendo in là l'autunno

Andare in spiaggia a fine settembre è sempre strano, sono giorni rubati all'autunno incombente.
Questo è il piccolo privilegio che mi concedo prendere di nuovo il sole in spiaggia.
Dal basso del mio asciugamano, smetto per un attimo di leggere il mio libro, Broken Angels, per dare un'occhiata a chi come me ha deciso che una spiaggia era la risposta a quasi tutti i problemi.

Sono vicino ad un complesso di lusso, firmato da una delle tante archistar Richard Meier, che decidono di elargire, dietro lauto compenso, il loro genio in Italia.
Le coppie che prendono il sole accanto a me potrebbero essere un modello da seguire early forties, handsome sia gli uomini sia le donne, con disponibilità di soldi (vedi complesso di lusso), con figli a seguito.
A volte sarebbe preferibile qualche difetto.

Una voce mi chiama, un mio amico mi ha riconosciuto e si ferma a parlarmi.
Mi racconta di essersi licenziato dalla sua ditta, stufo di Milano e di aver deciso di partire per il Sud America, Argentina e Brasile le sue mete, per tentare un'esperienza all'estero.


A familiar face a foreign place I forget your name
I'd like it here if I could leave and see you from a long way away
Who are you going to call for, what do you have to say
Keep your hat on your head

venerdì, settembre 18, 2009

Waltzer for Karzai

Le trasferte di lavoro brevi ti assorbono, quasi completamente: se fuori dal tuo ufficio, il cliente paga cifre salate (non a me, ma all'azienda), quindi tutto deve essere ottimizzato.
La notizia la sento per la prima volta, durante il percorso che mi riporta all'aereoporto. Ho circa un'ora di tragitto per raggiungere Catania e l'autista, gira su RadioRai per avere ogni dettaglio possibile.
Tralascio i commenti su RadioRai e sulla sua retorica pacifista, con preghiere di S.Francesco, proclami di papi ed incisioni sulle tombe di liberti.

Fare dei commenti sensati su un attentato kamikaze è praticamente impossibile.

Quello che mi colpisce sempre più è l'assenza della politica estera nei nostri giornali, solo quando succedono avvenimenti tragici appaiono gli articoli per scomparire dopo un paio di giorni. Anche adesso avremmo una parata di commenti di esperti militari, asiatici e quant'altro che ci daranno una sfumatura di base per poi riscomparire nell'obblio.

Noi italiani ci vantiamo tanto della qualità dei nostri giornali paragonandoli ai giornali inglesi popolari, quelli da terza pagina (dov'è presenta la foto di una maggiorata), ma persino in quelli c'erano una o due pagine sui loro soldati in Iraq ed in Afghanistan.

venerdì, settembre 11, 2009

Parco Buoi 2.1

Come i software anche le Opa si aggiornano.
Ricapitolando la terza Opa quella di Nati non solo non si materializza, ma rinuncia anche a comprare il 5% messo in vendita da Sal Oppenheim ( si legga qui ).
Probabilmente anche in Consob si sarebbero accorti che lo svizzero De Benedetti e il suocero con il 5% potevano superare il 30% facendo scattare un OPA in contanti ad una cifra superiore alle offerte in campo.
Resta da chiarire perché non ci sia nessuna denuncia per manipolazione del mercato visto che ha pubblicamente detto che acquisiva il 5% ad una cifra superiore alle varie offerte in campo.

Nel frattempo una terza OPA è scesa in campo Modena Capital (qui).

La Mi.Mo.Se. nel frattempo pare abbia deciso di far appassire la sua Opa lanciata ad un prezzo ormai superato da tutti.

giovedì, settembre 10, 2009

Il budget dei miracoli

Questa settimana si è svolta una importante riunione il cui succo è stato portato a noi poveri plebei: bisogna aumentare il fatturato!!

Ebbene si, malgrado la crisi mondiale ed italiana, visto che noi operiamo su questo paese, malgrado il fatto che il personale è stato ridotto del 50% rispetto agli inizi 2008 (la percentuale è corretta, qui nessuno si è messo su gru che non abbiamo, tutti si sono alzati le maniche di camicia ed hanno trovato altro), malgrado tutto il fatturato deve aumentare.

A volte mi chiedo se l'etichetta manager significhi perdere il contatto con la realtà?

martedì, settembre 08, 2009

Dreaming..

Siamo fatto della stessa sostanza dei sogni?
Non lo so, sulle cose che non so potrei scrivere un'intera libreria.

Le scorse settimane avevo discusso con un'amica delle vacanze e dei viaggi passati all'estero, della mia esperienza in Inghilterra.
Lei mi aveva descritto il suo viaggio in Sudamerica.
Mi aveva guardato e con un sorriso aggiunge: "L'America Latina ti farebbe impazzire... Le sue città e i suoi spazi liberi sicuramente ti piacerebbero".
Avevo dimenticato le sue parole fino a ieri sera, quando ho sognato Buenos Aires.
Come sapessi fosse la capitale argentina non lo so, non ho idea nemmeno di come sia fatta eppure sono sicuro fosse lei.
Non ero in vacanza, semplicemente mi ero trasferito li a vivere.
Era la fine della giornata lavorativa e mi godevo gli ultimi raggi di sole, mentre guardavo una città che sentivo appartenermi più di come mi appartiene Milano.
Ero li che bevevo una cerveza ascoltando in sottofondo una canzone melanconica dei Gotan Project.

Dormire, sognare

giovedì, settembre 03, 2009

waiting for the weekend

Settimana dura quella che si va a concludere, tanto che il mio capo già alle 9.30 oggi bestemmiava!!
Arriva il gran capo martedì, doveva fare solo un rapido passaggio e poi via in altri sedi, invece l'agenda dei suoi impegni è cambiata si ferma tutto il giorno nella nostra sede, con i vari dirigenti che arriveranno a rendere conto dei budget passati e futuri.
A mettere la ciliegina sulla torta pare che nell'agenda sia prevista un'ora da noi: a fare che?
Di solito il giro si esaurisce in mezz'ora veloce.
Avevo tentato di andare da un cliente "casualmente" quel giorno, ma il cliente ha impegni.
Nel frattempo aggiorno il curriculum, non si sa mai...

martedì, settembre 01, 2009

L'informazione in Italia

Basta leggere questo post qui, per capire bene che l'editoria in questi giorni è semplicemente un'attività in cui l'informazione non è certamente il suo core business.

Per capire bene qual è il reale core business dei vari giornali italiani consiglio invece questo.

Chiudo con la citazione del primo post, così quanto leggete il prossimo articolo contro un potente siete avvisati:
"Poi ci si sorprende dei direttori che fanno i killer per conto dei padroni..."