...osano le poiane.
Una poiana ha deciso di continuare nella tradizione del bioparco, decidendo che non siamo all'interno del suo territorio di caccia.
Purtroppo per lui non era stato avvisato dell'invenzione dei vetri, andandosi a nascondere in una stanza vetrata, ma con le finestre chiuse.
Alla fine è tornato a spiegare le ali in volo, la terra non faceva per lui.
Potessimo tutti elevarci verso l'alto...
mercoledì, aprile 22, 2009
martedì, aprile 21, 2009
Con le migliori intenzioni
Leggendo qua e la sulla famosa conferenza sul razzismo.
In parole povere una notizia completamente rovesciata, mi ricorda molto il protagonista di Fatherland, che leggeva i giornali partendo dalle notizie sportive, le uniche che non possono essere modificate.
Anche in Iran non mantenere le promesse elettorali può costare il posto, difficile mantenerle se il petrolio scende sotto i 50 dollari, quando bisogna anche finanziare Hezbollah e Hamas.
Ecco quindi trovare il nemico comune, lui non ha rumeni o albanesi, ma ci sono gli israeliani che si prestano bene.
Una conferenza su un problema trasformata in palcoscenico pre-elettorale.
By the way suggerirei di dare un'occhio anche ai commenti dei lettori, non tutti sono contro il leader iraniano, segno che le ferite da sanare sono profonde
In the Orwellian world of Iranian Newspeak, President Ahmadinejad was not responsible for one of the most divisive incidents in United Nations history when he made his inflammatory speech about Israel yesterday.
According to state television his performance was a huge success. The front page of the pro-Government farsi daily Kayhan read: "Greeting for Ahmadinejad, Hatred for the prejudiced Israel". The Tehran Times headline declared: "Ahmadinejad applauded at Durban II for call to abolish UN veto".
In parole povere una notizia completamente rovesciata, mi ricorda molto il protagonista di Fatherland, che leggeva i giornali partendo dalle notizie sportive, le uniche che non possono essere modificate.
Mr Ahmadinejad is up for re-election on June 12 in a country with mixed views about his leadership. The promised economic benefits of his four years in office have not materialised, with the country still suffering double-digit inflation and unemployment
Anche in Iran non mantenere le promesse elettorali può costare il posto, difficile mantenerle se il petrolio scende sotto i 50 dollari, quando bisogna anche finanziare Hezbollah e Hamas.
Ecco quindi trovare il nemico comune, lui non ha rumeni o albanesi, ma ci sono gli israeliani che si prestano bene.
Una conferenza su un problema trasformata in palcoscenico pre-elettorale.
By the way suggerirei di dare un'occhio anche ai commenti dei lettori, non tutti sono contro il leader iraniano, segno che le ferite da sanare sono profonde
mercoledì, aprile 15, 2009
Scusa futile
Roberto Calderoli, ha confermato la linea della Lega sul referendum, con il Carroccio che ha ancora una volta fatto muro sull'election day con il referendum il 7 giugno: «Manteniamo la nostra assoluta contrarietà alla coincidenza della data del referendum con le Europee, perché riteniamo che sia incostituzionale.
Sono sicuro che la Costituzione sia la prima cosa a cui hanno guardato i leghisti per dire il loro no.
Non ho idea di cosa bisogna votare al referendum, ma di sicuro ora so che andrò.
domenica, aprile 12, 2009
Buona Pasqua
Come da oggetto si augura una Buona Pasqua a tutti quelli che i marosi di Internet porteranno ad infrangersi su questo blog.
sabato, aprile 11, 2009
L'intervista di un cialtrone
Alcuni estratti dall'intervista di un cialtrone (ipse dixit)
Sempre cialtrone rimani, visto che le spiegazioni sono risibili.
Quindi farsi Bologna-Genova in treno/macchina era più difficile di farsi Bruxelles-Genova in aereo.
Secondo me il titolo dell'intervista è sbagliato, dovrebbe essere "è vero sono un cialtrone"
L'intervista chiaramente è data dal levarsi di proteste per la presa in giro della motivazione ridicola con cui non si è ricandidato sindaco a Bologna, con tanto di intervista alla Fede da parte della neodirettrice dell'Unità.
Aveva detto: «Se mi candidassi, datemi pure del cialtrone ».
«Quando ho detto che non mi sarei ricandidato, l'ho fatto per le ragioni note: a giugno verrò ad abitare a Genova definitivamente. Avevo immaginato di poter servire: o da consigliere regionale per dare una mano a Claudio Burlando. Oppure, al Carlo Felice per dare una mano a Marta Vincenzi. Il segretario regionale mi aveva chiesto se ero disponibile per l'Europa, e avevo risposto no».
Poi che cosa è successo?
«Quel che sanno tutti: le dimissioni di Veltroni e il precipitare della crisi del mio partito. Con quelle dimissioni, eravamo sul serio arrivati sull'orlo del baratro. Magari non l'hanno capito proprio tutti... A quel punto, Franceschini mi ha chiesto con insistenza e affetto la disponibilità per l’Europa. E qui è scattato il mio essere antico».
Sempre cialtrone rimani, visto che le spiegazioni sono risibili.
E la famiglia? Tra Genova e Bruxelles ci sono 1.037 chilometri.
«Fin dall’inizio non mi è sfuggito che la richiesta di Dario metteva in sofferenza una delle ragioni che avevo indicato per la non ricandidatura. Anche se c’è una differenza radicale tra fare il sindaco e il parlamentare europeo: l'impegno di tempo è molto più limitato, non incompatibile con la vita famigliare».
Quindi farsi Bologna-Genova in treno/macchina era più difficile di farsi Bruxelles-Genova in aereo.
Secondo me il titolo dell'intervista è sbagliato, dovrebbe essere "è vero sono un cialtrone"
L'intervista chiaramente è data dal levarsi di proteste per la presa in giro della motivazione ridicola con cui non si è ricandidato sindaco a Bologna, con tanto di intervista alla Fede da parte della neodirettrice dell'Unità.
lunedì, aprile 06, 2009
Riflessioni sparse
Alcune considerazioni sparse in merito a quanto si legge e si vede in tv sul terremoto.
Purtroppo ho buona memoria, in questo paese sembra invece esser una colpa, quindi mi ricordo benissimo della campagna pro-Di Bella tenuta dal duo Vespa-Striscia che ha prodotto tanto dolore in Italia.
Dolore perché si è illuso malati di poter guarire con cure meno invasive e devastanti fisicamente, dolore perché si sono investiti tanti soldi del ministero della salute (grazie Storace per quei milioni di euro buttati al cesso in sperimentazioni che erano fallite la prima volta e sono fallite la seconda volta).
Lo stesso duo sta riproponendo la bufala che si poteva prevedere grazie alle teorie di un ricercatore.
Allo stato attuale nessun altro stato ha un sistema di previsione funzionante, tutto è ancora in fase di ricerca, le stesse tecniche del ricercatore sono in fase embrionale, altrimenti ci sarebbero articoli scientifici a sua firma.
Se poi aver previsto un terremoto 15 giorni prima a Sulmona, quando lo sciame sismico che colpisce l'Abruzzo è durato più o meno quel periodo non me lo mette in buona luce: in una zona sismica con attività lo posso prevedere anch'io che ci sarà un terremoto, se lo ripeto ogni giorno prima o poi ci azzecco.
Purtroppo ho buona memoria, in questo paese sembra invece esser una colpa, quindi mi ricordo benissimo della campagna pro-Di Bella tenuta dal duo Vespa-Striscia che ha prodotto tanto dolore in Italia.
Dolore perché si è illuso malati di poter guarire con cure meno invasive e devastanti fisicamente, dolore perché si sono investiti tanti soldi del ministero della salute (grazie Storace per quei milioni di euro buttati al cesso in sperimentazioni che erano fallite la prima volta e sono fallite la seconda volta).
Lo stesso duo sta riproponendo la bufala che si poteva prevedere grazie alle teorie di un ricercatore.
Allo stato attuale nessun altro stato ha un sistema di previsione funzionante, tutto è ancora in fase di ricerca, le stesse tecniche del ricercatore sono in fase embrionale, altrimenti ci sarebbero articoli scientifici a sua firma.
Se poi aver previsto un terremoto 15 giorni prima a Sulmona, quando lo sciame sismico che colpisce l'Abruzzo è durato più o meno quel periodo non me lo mette in buona luce: in una zona sismica con attività lo posso prevedere anch'io che ci sarà un terremoto, se lo ripeto ogni giorno prima o poi ci azzecco.
martedì, marzo 31, 2009
Certe mattine
..uno dovrebbe spegnere la sveglia e girarsi dall'altra parte.
Primo mi trovo l'ennesimo ingorgo sulla tangenziale Est, che mi ricorda gli ormai mitici ingorghi sulla tangenziale di Mestre.
Per finire la Germania sui cui server si svolge la fatturazione anche nostra si becca il virus del pesce di aprile.
Era meglio dormire di più!!
Edit: Aggiungerei che al cinema il mio spettacolo era esaurito!!
Primo mi trovo l'ennesimo ingorgo sulla tangenziale Est, che mi ricorda gli ormai mitici ingorghi sulla tangenziale di Mestre.
Per finire la Germania sui cui server si svolge la fatturazione anche nostra si becca il virus del pesce di aprile.
Era meglio dormire di più!!
Edit: Aggiungerei che al cinema il mio spettacolo era esaurito!!
lunedì, marzo 23, 2009
Gran Torino
Fare una recensione di questo film mi pare un po' assurdo, visto che è da qualche settimana in programmazione.
Tuttavia mi piaceva fare qualche riflessione sul regista il mitico Clint Eastwood.
Si vede che è un regista "antico", poche concessioni alle spettacolarizzazioni, racconta con mano ferma una storia con delle morali, fidandosi delle capacità narrative degli interpreti, in cui lui è il solista.
Riesce sempre a toccare temi controversi, lui repubblicano di lungo corso, facendo riflettere in maniera delicata, senza importi la sua visione come quella giusta. Successe per Milion dollar baby in cui tratto il tema dell'eutanasia e lo fa anche in Gran Torino in cui tocca il tema dell'integrazione fra americani e stranieri.
Lo fa senza lasciar spazio ai buonismi, frasi razziste si sprecano eppure sono anche quelli modi per comunicare i propri dubbi e paure.
Interessante anche il rapporto fra il protagonista e Thao, che passa attraverso il lavoro manuale, diventa quella comunicazione non verbale che unisce i due mondi, divisi inizialmente da pregiudizi.
Il rapporto che si crea è simile a quello fra nonno e nipote, rapporto che non è riuscito a creare con i propri nipoti.
Realign all the stars above my head
Warning signs travel far
I drink instead on my own Oh! how I’ve known
the battle scars and worn out beds
Gentle now a tender breeze blows
whispers through a Gran Torino
whistling another tired song
Small Text
Engines humm and bitter dreams grow
heart locked in a Gran Torino
it beats a lonely rhythm all night long
These streets are old they shine
with the things I’ve known
and breaks through the trees
their sparkling
Your world is nothing more than all the tiny things you’ve left behind
So tenderly your story is
nothing more than what you see
or what you’ve done or will become
standing strong do you belong
in your skin; just wondering
Gentle now a tender breeze blows
whispers through the Gran Torino
whistling another tired song
engines humm and bitter dreams grow
a heart locked in a Gran Torino
it beats a lonely rhythm all night long
May I be so bold and stay
I need someone to hold
that shudders my skin
their sparkling
Your world is nothing more than all the tiny things you’ve left behind
So realign all the stars above my head
warning signs travel far
I drink instead on my own oh how ive known
the battle scars and worn out beds
Gentle now a tender breeze blows
whispers through the Gran Torino
whistling another tired song
engines humm and better dreams grow
heart locked in a Gran Torino
it beats a lonely rhythm all night long
it beats a lonely rhythm all night long
it beats a lonely rhythm all night long
Tuttavia mi piaceva fare qualche riflessione sul regista il mitico Clint Eastwood.
Si vede che è un regista "antico", poche concessioni alle spettacolarizzazioni, racconta con mano ferma una storia con delle morali, fidandosi delle capacità narrative degli interpreti, in cui lui è il solista.
Riesce sempre a toccare temi controversi, lui repubblicano di lungo corso, facendo riflettere in maniera delicata, senza importi la sua visione come quella giusta. Successe per Milion dollar baby in cui tratto il tema dell'eutanasia e lo fa anche in Gran Torino in cui tocca il tema dell'integrazione fra americani e stranieri.
Lo fa senza lasciar spazio ai buonismi, frasi razziste si sprecano eppure sono anche quelli modi per comunicare i propri dubbi e paure.
Interessante anche il rapporto fra il protagonista e Thao, che passa attraverso il lavoro manuale, diventa quella comunicazione non verbale che unisce i due mondi, divisi inizialmente da pregiudizi.
Il rapporto che si crea è simile a quello fra nonno e nipote, rapporto che non è riuscito a creare con i propri nipoti.
Realign all the stars above my head
Warning signs travel far
I drink instead on my own Oh! how I’ve known
the battle scars and worn out beds
Gentle now a tender breeze blows
whispers through a Gran Torino
whistling another tired song
Small Text
Engines humm and bitter dreams grow
heart locked in a Gran Torino
it beats a lonely rhythm all night long
These streets are old they shine
with the things I’ve known
and breaks through the trees
their sparkling
Your world is nothing more than all the tiny things you’ve left behind
So tenderly your story is
nothing more than what you see
or what you’ve done or will become
standing strong do you belong
in your skin; just wondering
Gentle now a tender breeze blows
whispers through the Gran Torino
whistling another tired song
engines humm and bitter dreams grow
a heart locked in a Gran Torino
it beats a lonely rhythm all night long
May I be so bold and stay
I need someone to hold
that shudders my skin
their sparkling
Your world is nothing more than all the tiny things you’ve left behind
So realign all the stars above my head
warning signs travel far
I drink instead on my own oh how ive known
the battle scars and worn out beds
Gentle now a tender breeze blows
whispers through the Gran Torino
whistling another tired song
engines humm and better dreams grow
heart locked in a Gran Torino
it beats a lonely rhythm all night long
it beats a lonely rhythm all night long
it beats a lonely rhythm all night long
mercoledì, marzo 18, 2009
Effetto annuncio
Bisogna dire che almeno a Milano, Tremonti e Berlusconi possono essere orgoglioni per quanto riguarda l'effetto annuncio della possibilità di ampliare di un 20% le volumetrie.
In meno di una settimana sono già spuntati come funghi i nuovi cantieri e pazienza se la legge/decreto legge deve essere ancora approvata/o.
Si aspettano le notizie di crolli o crepe che aumenteranno ancor di più la possibilità di lavoro per le ditte edili.
In meno di una settimana sono già spuntati come funghi i nuovi cantieri e pazienza se la legge/decreto legge deve essere ancora approvata/o.
Si aspettano le notizie di crolli o crepe che aumenteranno ancor di più la possibilità di lavoro per le ditte edili.
In Good Company
Scribacchio, mentre sto vedendo il film dal titolo omonimo su Rai4. Il film è abbastanza banale per certi versi, ma l'inizio è un buon spaccato del tipico modo di gestire le aziende in america, forte pressione sul fatturato e sugli utili.
Compreso l'attacco del protagonista, neo capo di una divisione, "devo ridurre il montestipendi di un 20%".
Cosa già vista da me, solo che alla fine i tagli hanno spaventato parecchia gente, provocando la fuga anche di chi non doveva essere tagliato, anzi...alla fine il vicepresidente si è dovuto scomodare per cercare di fermare l'emorragia.
Quindi da mesi estivi infernali non solo per il clima, siamo andati verso un autunno-inverno relativamente tranquillo.
Questo mese invece le cose sono leggermente cambiate, abbiamo avuto un'ispezione/audit ogni settimana, questa settimana addirittura due contemporaneamente a sorpresa.
Personalmente penso sia legata alla comunicazione ufficiale dei risultati agli azionisti e ad agli analisti, in generale non si fa menzione dei singoli paesi, ma i dati vengono per aggregato e per valuta: dollari, sterline, euro e renmibi (o come cavolo si scrive).
In generale, perché questa volta si fa esplicito cenno alle
Secondo me cercano di far rotolare qualche testa in più dei manager, visto che si parla di fusioni fra società del gruppo per ridurre i costi, che migliore riduzione di costi che meno manager.
Compreso l'attacco del protagonista, neo capo di una divisione, "devo ridurre il montestipendi di un 20%".
Cosa già vista da me, solo che alla fine i tagli hanno spaventato parecchia gente, provocando la fuga anche di chi non doveva essere tagliato, anzi...alla fine il vicepresidente si è dovuto scomodare per cercare di fermare l'emorragia.
Quindi da mesi estivi infernali non solo per il clima, siamo andati verso un autunno-inverno relativamente tranquillo.
Questo mese invece le cose sono leggermente cambiate, abbiamo avuto un'ispezione/audit ogni settimana, questa settimana addirittura due contemporaneamente a sorpresa.
Personalmente penso sia legata alla comunicazione ufficiale dei risultati agli azionisti e ad agli analisti, in generale non si fa menzione dei singoli paesi, ma i dati vengono per aggregato e per valuta: dollari, sterline, euro e renmibi (o come cavolo si scrive).
In generale, perché questa volta si fa esplicito cenno alle
underperformance in Italy, con una possibile estensione dei problemi in tutta l'europa continentale.
Secondo me cercano di far rotolare qualche testa in più dei manager, visto che si parla di fusioni fra società del gruppo per ridurre i costi, che migliore riduzione di costi che meno manager.
venerdì, marzo 13, 2009
Conversazioni sul futuro
A colloquio con la responsabile del personale, da qui in poi identificata come HR (Human Resources Manager)
Jak: Scusa per questo anno si può parlare di un aumento?
HR: è già tanto se possiamo parlare di mantenere il posto di lavoro, quindi non allarghiamoci.
Jak: Hum, capisco (in realtà no, ma cosa vuoi aggiungere...)
HR: quindi torna a lavorare in miniera!!
Jak: Ti hanno mai detto che sei simpatica?
HR:..? No
Jak: Ecco, domandati il perché...
Jak: Scusa per questo anno si può parlare di un aumento?
HR: è già tanto se possiamo parlare di mantenere il posto di lavoro, quindi non allarghiamoci.
Jak: Hum, capisco (in realtà no, ma cosa vuoi aggiungere...)
HR: quindi torna a lavorare in miniera!!
Jak: Ti hanno mai detto che sei simpatica?
HR:..? No
Jak: Ecco, domandati il perché...
domenica, marzo 08, 2009
What if
Credo che tutti si domandino cosa sarebbe successo se, il classico What if americano o se siete più forbiti le ucronie.
Come tutti anch'io me lo domando spesso, quando sono soggetto a scelte difficili.
Poco dopo il crollo delle due torri gemelle ho iniziato la tesi in un'azienda, proseguendo poi con uno stage.
L'azienda era la filiale italiana di una multinazionale che faceva componenti per auto, non si limitava alle auto italiane (Fiat, Alfa), ma era anche fornitrice di diversi altri gruppi BMW, Daymler, VolksWagen, Skoda.
Insomma un gruppo che aveva differenti clienti, aveva personale molto qualificato, aveva anche un sistema di ricerca con vari brevetti.
L'ambiente non era male, molto tranquillo, la mensa aziendale anche...in più oltre il 50% del personale era femminile, c'erano tutte le condizioni per definirla una bell'azienda.
Solo che il periodo era quello che era, il 2002 era un'anno di crisi, quindi non potevano offrirmi un posto di lavoro, potevo sperare o in una continuazione dello stage o al limite in un posto da operaio.
Nel frattempo avevo ricevuto un'offerta da Milano, stage e poi si vedrà niente di chè, ma decisi di puntare le mie fiche su Milano, visto che almeno era più in linea con i miei studi, la classica voglia di lavorare nel settore in cui si è studiato.
Mi è sempre rimasto il dubbio, che se avessi accettato le condizioni iniziali adesso lavorerei vicino a casa.
Ieri invece distrattamente mio fratello mi fa, la sai la notizia?
Ovviamente no...
La capogruppo svedese ha dichiarato fallimento e a cascata anche la filiale italiana e polacca, come si legge qui.
Ora 500 dipendenti in Italia rischiano il posto, di cui circa il 50% donne.
Un bel 8 marzo.
Oggi per certi versi sono contento della mia scelta di allora, ma non riesco ad esser felice.
Come tutti anch'io me lo domando spesso, quando sono soggetto a scelte difficili.
Poco dopo il crollo delle due torri gemelle ho iniziato la tesi in un'azienda, proseguendo poi con uno stage.
L'azienda era la filiale italiana di una multinazionale che faceva componenti per auto, non si limitava alle auto italiane (Fiat, Alfa), ma era anche fornitrice di diversi altri gruppi BMW, Daymler, VolksWagen, Skoda.
Insomma un gruppo che aveva differenti clienti, aveva personale molto qualificato, aveva anche un sistema di ricerca con vari brevetti.
L'ambiente non era male, molto tranquillo, la mensa aziendale anche...in più oltre il 50% del personale era femminile, c'erano tutte le condizioni per definirla una bell'azienda.
Solo che il periodo era quello che era, il 2002 era un'anno di crisi, quindi non potevano offrirmi un posto di lavoro, potevo sperare o in una continuazione dello stage o al limite in un posto da operaio.
Nel frattempo avevo ricevuto un'offerta da Milano, stage e poi si vedrà niente di chè, ma decisi di puntare le mie fiche su Milano, visto che almeno era più in linea con i miei studi, la classica voglia di lavorare nel settore in cui si è studiato.
Mi è sempre rimasto il dubbio, che se avessi accettato le condizioni iniziali adesso lavorerei vicino a casa.
Ieri invece distrattamente mio fratello mi fa, la sai la notizia?
Ovviamente no...
La capogruppo svedese ha dichiarato fallimento e a cascata anche la filiale italiana e polacca, come si legge qui.
Ora 500 dipendenti in Italia rischiano il posto, di cui circa il 50% donne.
Un bel 8 marzo.
Oggi per certi versi sono contento della mia scelta di allora, ma non riesco ad esser felice.
sabato, marzo 07, 2009
I don't understand
Negli scorsi giorni il collega psyco si è avvicinato per chiedermi un'informazione.
Per quanto noi crediamo lui viva in uno spaziotempo tutto suo, sembra che guardi la tv e si avvicinato per dirmi:"Ma mi spieghi cosa voleva dire Mourinho?".
Sembra che anche lui conosca quello sport noto come calcio, anche se credo sia stato il figlio a fargli qualche domanda.
Ora confesso di guardare poco la tv e i telegiornali ancor meno, perché come ho scritto in altri post considero l'informazione italiana scarsa, ma non perché reputo che siamo sotto una dittatura morbida, semplicemente non esiste qualità in chi scrive e/o coraggio nel fare le domande e nel recuperare i dati, ma vabbe stiamo divagando visto che devo rispondere ancora a psyco.
Che sintesi fargli del discorso se non che tutto si restringe al fatto che la Juve ed il Milan sono aiutati dagli arbitri?
Al che lui ribatte: "Non ho capito, ma lui non è primo?"
"Si, lui è primo, ma si lamenta degli arbitri."
"Non capisco...ma se è primo perché si lamenta?"
Il che è ovvio, visto che chi è in testa ha sicuramente avuto la sua parte di aiuti, fa parte della vita esser in cima, oltre che per meriti, per le conoscenze, colpi di fortuna...
Al che, visto che nessun'altro ci ascoltava, ho potuto dire quello che penso:"La verità è che nessun giornalista ha avuto il coraggio di chiedergli perché si lamentava visto che la sua dose di aiuti l'ha avuta anche lui, perché in questo paese si usa ancora la tecnica dei romani panem et circenses pur di non far capire oppure permettere di digerire all'opinione pubblica, che la crisi ci porterà ad un'austerità nei consumi e nei beni che potremmo permetterci in futuro. Che questi dibattivi affiorano nella stampa estera, su qual'è la direzione in cui andare...mentre noi ci preoccupiamo delle parole di uno che guadagna circa 9 milioni all'anno, con le risposte stizzite di altri suoi colleghi milionari.
Sai non capisco neanch'io".
Per quanto noi crediamo lui viva in uno spaziotempo tutto suo, sembra che guardi la tv e si avvicinato per dirmi:"Ma mi spieghi cosa voleva dire Mourinho?".
Sembra che anche lui conosca quello sport noto come calcio, anche se credo sia stato il figlio a fargli qualche domanda.
Ora confesso di guardare poco la tv e i telegiornali ancor meno, perché come ho scritto in altri post considero l'informazione italiana scarsa, ma non perché reputo che siamo sotto una dittatura morbida, semplicemente non esiste qualità in chi scrive e/o coraggio nel fare le domande e nel recuperare i dati, ma vabbe stiamo divagando visto che devo rispondere ancora a psyco.
Che sintesi fargli del discorso se non che tutto si restringe al fatto che la Juve ed il Milan sono aiutati dagli arbitri?
Al che lui ribatte: "Non ho capito, ma lui non è primo?"
"Si, lui è primo, ma si lamenta degli arbitri."
"Non capisco...ma se è primo perché si lamenta?"
Il che è ovvio, visto che chi è in testa ha sicuramente avuto la sua parte di aiuti, fa parte della vita esser in cima, oltre che per meriti, per le conoscenze, colpi di fortuna...
Al che, visto che nessun'altro ci ascoltava, ho potuto dire quello che penso:"La verità è che nessun giornalista ha avuto il coraggio di chiedergli perché si lamentava visto che la sua dose di aiuti l'ha avuta anche lui, perché in questo paese si usa ancora la tecnica dei romani panem et circenses pur di non far capire oppure permettere di digerire all'opinione pubblica, che la crisi ci porterà ad un'austerità nei consumi e nei beni che potremmo permetterci in futuro. Che questi dibattivi affiorano nella stampa estera, su qual'è la direzione in cui andare...mentre noi ci preoccupiamo delle parole di uno che guadagna circa 9 milioni all'anno, con le risposte stizzite di altri suoi colleghi milionari.
Sai non capisco neanch'io".
venerdì, marzo 06, 2009
No more coffee
La mia azienda ha trovato un modo molto brillante per limitare le pause caffe.
Niente di draconiano, stile circolari in cui si invitano a non andare in gruppo a bere il caffè o a evitare assembramenti (fatto avvenuto nella mia prima azienda) o improvvisi aumenti di prezzo.
Niente di questo, ma semplicemente hanno cambiato la macchinetta e questa fa i caffe ed i the che sanno di plastica.
Una delle segretarie ha provato a lamentarsi con il tecnico del caffe, aggiungendo che il the era meno zuccherato!!
Al che ha scoperto quello che quasi tutti sanno: che è liofilizzato e la polvere viene mescolata con acqua calda, perciò lo zucchero è sempre lo stesso, solo con l'espresso il tasto + o - zucchero funziona.
In Inghilterra invece era il contrario, il the era in bustina, che poi dovevi buttare, mentre il caffè era quello liofilizzato (dal sapore mi pareva nescaffè).
Niente di draconiano, stile circolari in cui si invitano a non andare in gruppo a bere il caffè o a evitare assembramenti (fatto avvenuto nella mia prima azienda) o improvvisi aumenti di prezzo.
Niente di questo, ma semplicemente hanno cambiato la macchinetta e questa fa i caffe ed i the che sanno di plastica.
Una delle segretarie ha provato a lamentarsi con il tecnico del caffe, aggiungendo che il the era meno zuccherato!!
Al che ha scoperto quello che quasi tutti sanno: che è liofilizzato e la polvere viene mescolata con acqua calda, perciò lo zucchero è sempre lo stesso, solo con l'espresso il tasto + o - zucchero funziona.
In Inghilterra invece era il contrario, il the era in bustina, che poi dovevi buttare, mentre il caffè era quello liofilizzato (dal sapore mi pareva nescaffè).
domenica, marzo 01, 2009
Una domenica milanese
Driin, driin
"Pronto..."
"Pronto Jak, che ne dici di fare qualcosa di culturale e milanese questa domenica?"
"Non è un po' presto per andare a lapdance?"
"Non intendevo quello, intendevo andare alla pinacoteca...!!"
"Ma ci sono già andato un paio di anni fa, non credo che i quadri siano già scaduti?"
"Non fare l'asociale, c'è anche Caravaggio da vedere..."
"Non sono asociale è che questa città non mi ama, mi tocca fare coda anche quando vado al bancomat"
"Dai non fare il milanese, che bisogna programmare le cose con due mesi in anticipo..."
A questa esortazione mi convinco e decidiamo l'orario di incontro.
Arrivati a Brera, il mio amico esclama:"sembra che non ci sia nessuno, forse entriamo subito"
"Impossibile a Milano devi fare la coda , altrimenti succede qualcosa" non faccio in tempo a completare la frase che la coda si staglia di fronte a noi, oscurando la biglietteria.
Come ulteriore supplizio davanti a me una coppietta decide che le scalinate della pinacoteca sono uno dei posti più sexy per scambiarsi effusioni.
Mezz'ora dopo, arrivati alla soglia della biglietteria, ci vengono dati i prebiglietti per la sala in cui sono custoditi i dipinti di Caravaggio, guardiamo meglio sono ben 10 min di visione. Tentiamo in stile bagarinaggio di rivendere i 10 min in cambio di sonanti euri, ma il nostro tentativo viene frustrato dalla parsimonia dei turisti, si vede che c'è crisi.
Entriamo e decidiamo invece di seguire il percorso standard, che tanto non ha il ben che minimo filo logico andiamo un po' random, aspettando i nostri 10 minuti di Caravaggio.
Arriva l'ora x per i 10 minuti, ovviamente avevamo dubbi se sarebbero bastati...dubbi subito fugati, visto che si trattavano di ben 4 quadri!!!
Ad onor del vero due erano stati spostati dalla sala dedicata a Caraggio e ai suoi allievi nella sala dedicata alla "mostra".
Only in Milan you can get this!
Fossi nell'antitrust farei un'indagine per pubblicità ingannevole a leggere qui e qui.
Sazi dei 10 minuti a Caravaggio, ben 2.5 minuti a quadro in pratica, proseguiamo nel giro osservando il classico Cristo del Mantegna e il famosissimo quadro del Bacio.
Ovviamente tento di convincere qualche leggiadra fanciulla a riproporre dal vivo il quadro con scarso successo ad onor del vero.
"Pronto..."
"Pronto Jak, che ne dici di fare qualcosa di culturale e milanese questa domenica?"
"Non è un po' presto per andare a lapdance?"
"Non intendevo quello, intendevo andare alla pinacoteca...!!"
"Ma ci sono già andato un paio di anni fa, non credo che i quadri siano già scaduti?"
"Non fare l'asociale, c'è anche Caravaggio da vedere..."
"Non sono asociale è che questa città non mi ama, mi tocca fare coda anche quando vado al bancomat"
"Dai non fare il milanese, che bisogna programmare le cose con due mesi in anticipo..."
A questa esortazione mi convinco e decidiamo l'orario di incontro.
Arrivati a Brera, il mio amico esclama:"sembra che non ci sia nessuno, forse entriamo subito"
"Impossibile a Milano devi fare la coda , altrimenti succede qualcosa" non faccio in tempo a completare la frase che la coda si staglia di fronte a noi, oscurando la biglietteria.
Come ulteriore supplizio davanti a me una coppietta decide che le scalinate della pinacoteca sono uno dei posti più sexy per scambiarsi effusioni.
Mezz'ora dopo, arrivati alla soglia della biglietteria, ci vengono dati i prebiglietti per la sala in cui sono custoditi i dipinti di Caravaggio, guardiamo meglio sono ben 10 min di visione. Tentiamo in stile bagarinaggio di rivendere i 10 min in cambio di sonanti euri, ma il nostro tentativo viene frustrato dalla parsimonia dei turisti, si vede che c'è crisi.
Entriamo e decidiamo invece di seguire il percorso standard, che tanto non ha il ben che minimo filo logico andiamo un po' random, aspettando i nostri 10 minuti di Caravaggio.
Arriva l'ora x per i 10 minuti, ovviamente avevamo dubbi se sarebbero bastati...dubbi subito fugati, visto che si trattavano di ben 4 quadri!!!
Ad onor del vero due erano stati spostati dalla sala dedicata a Caraggio e ai suoi allievi nella sala dedicata alla "mostra".
Only in Milan you can get this!
Fossi nell'antitrust farei un'indagine per pubblicità ingannevole a leggere qui e qui.
Sazi dei 10 minuti a Caravaggio, ben 2.5 minuti a quadro in pratica, proseguiamo nel giro osservando il classico Cristo del Mantegna e il famosissimo quadro del Bacio.
Ovviamente tento di convincere qualche leggiadra fanciulla a riproporre dal vivo il quadro con scarso successo ad onor del vero.
mercoledì, febbraio 25, 2009
Drugs don't work
Ci sono stati diversi spot di pubblicità progresso contro le droghe, ma io credo che il miglior spot contro il consumo di droga sia venuto dal reality per eccellenza.
Cosa c'è di meglio che disincentivare l'uso di droga, che mostrarti quanto ridicolo sei quando vai in astinenza?
Perché solo uno in crisi di astinenza può comportarsi in maniera così strana, a meno di non considerare come comportamento ecclettico il voler mostrarsi nudo e minacciare di defecare nel giardino.
Quello che non mi spiego è l'ipocrisia che pervade questi comportamenti e sopratutto che venga messo nel regolamento di questi reality che ci sarà un test antidroga, visto che abbiamo avuto in questa edizione ben due casi di astinenza.
Cosa c'è di meglio che disincentivare l'uso di droga, che mostrarti quanto ridicolo sei quando vai in astinenza?
Perché solo uno in crisi di astinenza può comportarsi in maniera così strana, a meno di non considerare come comportamento ecclettico il voler mostrarsi nudo e minacciare di defecare nel giardino.
Quello che non mi spiego è l'ipocrisia che pervade questi comportamenti e sopratutto che venga messo nel regolamento di questi reality che ci sarà un test antidroga, visto che abbiamo avuto in questa edizione ben due casi di astinenza.
mercoledì, febbraio 18, 2009
Certe notti
Ci sono volta in cui senti la notte che ti avvolge con la sua oscurità.
Sere che pensi che quella canzone di Ligabue, in fondo tanto errata non è...
Ti ritrovi a vagare lungo quella che i milanesi chiamano la circolare interna, mentre milioni di televisori sono sintonizzati su Sanremo, rito di un'Italia primordiale.
Vaghi fisicamente e anche mentalmente, lavandoti i pensieri diurni che vengono lasciati per l'indomani, per le ore in cui sei pagato per farlo.
E con l'oscurità ritrovi la calma e la pace, cullato dall'onda verde dei semafori, che segnalano il via libera verso qualcosa che è simile ad una risposta, che sicuramente sarà sbagliata.
Ma a te non importa, alla fine si tratta soltanto di un proforma, in attesa che sorga di nuovo il sole.
Sere che pensi che quella canzone di Ligabue, in fondo tanto errata non è...
Ti ritrovi a vagare lungo quella che i milanesi chiamano la circolare interna, mentre milioni di televisori sono sintonizzati su Sanremo, rito di un'Italia primordiale.
Vaghi fisicamente e anche mentalmente, lavandoti i pensieri diurni che vengono lasciati per l'indomani, per le ore in cui sei pagato per farlo.
E con l'oscurità ritrovi la calma e la pace, cullato dall'onda verde dei semafori, che segnalano il via libera verso qualcosa che è simile ad una risposta, che sicuramente sarà sbagliata.
Ma a te non importa, alla fine si tratta soltanto di un proforma, in attesa che sorga di nuovo il sole.
lunedì, febbraio 16, 2009
...and counting
Il lavoro nobilita l'uomo dicono, sarà...ma a me ultimamente sta debilitando.
La parola crisi, recessione echeggia in ogni pensiero, in ogni azione...come se avendo timore questa potesse andarsene via, gli struzzi mettono la testa sulla sabbia, ma difficilmente ottengono che il pericolo scompaia.
Lavorare è una soluzione per evitarla, forse...
Lavorare in una multinazionale, ha molti pregi, ma anche molti difetti. Un principio* di incendio ci ha lasciati privi di una linea elettrica principale, servirebbe una riparazione o meglio un potenziamento della linea.
Il preventivo fatto in giornata e in mano da qualche settimana al nostro centro finanziario posto in qualche sperduto paesino del Midwest americano, sperando che la sorte dei poveri italiani interessi a qualcuno li.
Ovviamente di perderci ad aspettare Godot-preventivo non ne avevamo voglia e abbiamo deciso che come tutte le occasioni di crisi, questa può diventare un'occasione di cambiamento: abbiamo attivato una linea secondaria, che adesso fa fatica a sopportare il carico di lavoro della principale, ma una volta riparata ci permetterà di aumentare la nostra capacità di lavorare.
Il cambiamento deve essere la risposta ad una crisi, introducendo modifiche che permetteranno di migliorare il lavoro.
Perché la crisi porterà ad uscire dal mercato le aziende borderline permettendo a chi rimane di avere una quota maggiore.
Sperando di non lavorare per un'azienda borderline ovviamente.
*principio=scoperto prima di iniziare le fiamme
La parola crisi, recessione echeggia in ogni pensiero, in ogni azione...come se avendo timore questa potesse andarsene via, gli struzzi mettono la testa sulla sabbia, ma difficilmente ottengono che il pericolo scompaia.
Lavorare è una soluzione per evitarla, forse...
Lavorare in una multinazionale, ha molti pregi, ma anche molti difetti. Un principio* di incendio ci ha lasciati privi di una linea elettrica principale, servirebbe una riparazione o meglio un potenziamento della linea.
Il preventivo fatto in giornata e in mano da qualche settimana al nostro centro finanziario posto in qualche sperduto paesino del Midwest americano, sperando che la sorte dei poveri italiani interessi a qualcuno li.
Ovviamente di perderci ad aspettare Godot-preventivo non ne avevamo voglia e abbiamo deciso che come tutte le occasioni di crisi, questa può diventare un'occasione di cambiamento: abbiamo attivato una linea secondaria, che adesso fa fatica a sopportare il carico di lavoro della principale, ma una volta riparata ci permetterà di aumentare la nostra capacità di lavorare.
Il cambiamento deve essere la risposta ad una crisi, introducendo modifiche che permetteranno di migliorare il lavoro.
Perché la crisi porterà ad uscire dal mercato le aziende borderline permettendo a chi rimane di avere una quota maggiore.
Sperando di non lavorare per un'azienda borderline ovviamente.
*principio=scoperto prima di iniziare le fiamme
martedì, febbraio 10, 2009
Morire, dormire
Morire, dormire.
Niente altro.
E dire che col sonno mettiamo fine
al dolore del cuore e ai mille colpi
che la natura della carne ha ereditato
È un epilogo da desiderarsi devotamente.
Morire, dormire.
Dormire, forse sognare: ah, c'é l'ostacolo,
perchè in quel sogno di morte
il pensiero dei sogni che possano venire,
quando ci saremo staccati dal tumulto della vita,
ci rende esistanti.
Niente altro.
E dire che col sonno mettiamo fine
al dolore del cuore e ai mille colpi
che la natura della carne ha ereditato
È un epilogo da desiderarsi devotamente.
Morire, dormire.
Dormire, forse sognare: ah, c'é l'ostacolo,
perchè in quel sogno di morte
il pensiero dei sogni che possano venire,
quando ci saremo staccati dal tumulto della vita,
ci rende esistanti.
lunedì, febbraio 09, 2009
Santi burocrati
Santi Burocrati sangue d'ipocriti
la vita spesso è una discarica di sogni
che sembra un film dove tutto è deciso
sotto ad un ciero di grigio infinito.
Chissa perché la situzione italiana attuale mi sembra descritta da questi versi.
la vita spesso è una discarica di sogni
che sembra un film dove tutto è deciso
sotto ad un ciero di grigio infinito.
Chissa perché la situzione italiana attuale mi sembra descritta da questi versi.
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