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mercoledì, gennaio 28, 2015

Corri ragazzo, corri

Ieri su invito di un mio amico sono andato a vedere il film "Corri ragazzo, corri" che racconta una vicenda realmente accaduta ad un bambino ebreo che si trova a fuggire dal ghetto e a vagare nella Polonia occupata dai nazisti fuggendo ai vari rastrellamenti.

Non è un film che vincerà mai premi, troppo modesto rispetto ad altri film analoghi, eppure le vicende di un bambino di 9 anni che per tre anni è costretto a vivere fra il bene e il male comunque ti toccano.
Il bene rappresentato da famiglie di contadini che lo ospitano, curano; il male da persone che lo vendono ai nazisti in cambio di qualche soldo.


venerdì, gennaio 22, 2010

La prima cosa bella

Il film di Virzi per molti aspetti non potrà mai passare come un capolavoro o come un film che potrà esser venduto all'estero con successo.
Eppure è film bello e delicato, racconta una storia tipicamente toscana, ma per le emozioni che ti comunica potrebbe essere un luogo qualsiasi dell'Italia.
Perché il tema del film è il rapporto fra un figlio e sua madre, quasi tutti quelli a cui è piaciuto il film, si saranno riconosciuti in qualche scena del rapporto conflittuale fra i due.
Alla fine del film, non puoi non chiederti quand'è l'ultima volta che hai detto a tua madre "ti voglio bene"

martedì, maggio 05, 2009

Wall-E

Credo che dopo aver visto Wall-E la frase "chiedere la mano" ha tutto un altro significato.

E i primi 30 minuti sono da applausi

lunedì, marzo 23, 2009

Gran Torino

Fare una recensione di questo film mi pare un po' assurdo, visto che è da qualche settimana in programmazione.

Tuttavia mi piaceva fare qualche riflessione sul regista il mitico Clint Eastwood.
Si vede che è un regista "antico", poche concessioni alle spettacolarizzazioni, racconta con mano ferma una storia con delle morali, fidandosi delle capacità narrative degli interpreti, in cui lui è il solista.

Riesce sempre a toccare temi controversi, lui repubblicano di lungo corso, facendo riflettere in maniera delicata, senza importi la sua visione come quella giusta. Successe per Milion dollar baby in cui tratto il tema dell'eutanasia e lo fa anche in Gran Torino in cui tocca il tema dell'integrazione fra americani e stranieri.
Lo fa senza lasciar spazio ai buonismi, frasi razziste si sprecano eppure sono anche quelli modi per comunicare i propri dubbi e paure.

Interessante anche il rapporto fra il protagonista e Thao, che passa attraverso il lavoro manuale, diventa quella comunicazione non verbale che unisce i due mondi, divisi inizialmente da pregiudizi.
Il rapporto che si crea è simile a quello fra nonno e nipote, rapporto che non è riuscito a creare con i propri nipoti.


Realign all the stars above my head
Warning signs travel far
I drink instead on my own Oh! how I’ve known
the battle scars and worn out beds

Gentle now a tender breeze blows
whispers through a Gran Torino
whistling another tired song
Small Text
Engines humm and bitter dreams grow
heart locked in a Gran Torino
it beats a lonely rhythm all night long

These streets are old they shine
with the things I’ve known
and breaks through the trees
their sparkling
Your world is nothing more than all the tiny things you’ve left behind

So tenderly your story is
nothing more than what you see
or what you’ve done or will become
standing strong do you belong
in your skin; just wondering

Gentle now a tender breeze blows
whispers through the Gran Torino
whistling another tired song
engines humm and bitter dreams grow
a heart locked in a Gran Torino
it beats a lonely rhythm all night long

May I be so bold and stay
I need someone to hold
that shudders my skin
their sparkling

Your world is nothing more than all the tiny things you’ve left behind
So realign all the stars above my head
warning signs travel far
I drink instead on my own oh how ive known
the battle scars and worn out beds

Gentle now a tender breeze blows
whispers through the Gran Torino
whistling another tired song
engines humm and better dreams grow
heart locked in a Gran Torino
it beats a lonely rhythm all night long
it beats a lonely rhythm all night long
it beats a lonely rhythm all night long

domenica, dicembre 28, 2008

Come Dio comanda

Alcuni brevi pensieri sul film di Salvatores:

*De Luigis dovrebbe capire che non può recitare sempre come LoveBugs;

*Elio Germano fosse nato negli USA sarebbe già una star, invece qui uno Scamarcio o un Muccino Jr. si spacciano come star :( ;

*credo che non leggerò il libro, visto che Ammaniti in generale non mi piace;

*certe persone non riescono ad esprimere con le parole quello che sentono, ma lo fanno con i fatti, in questo senso la scena finale è perfetta;

domenica, aprile 01, 2007

300

Visto finalmente il film tanto discusso, basta cercare un po' tra i blogger maggiori.
Sinceramente volerci vedere a tutti i costi un subtext mi pare una 2pippa mentale" sia che si parli della visione fascista militarista a quella ancora più azzardata omosessuale.

E' un film basato su un fumetto, la logica è quindi molto semplice, quasi elementare i buoni sono belli, i cattivi più sono cattivi più sono brutti (si pensi ai mitici immortali rispetto ai "normali" soldati persiani).

Come ha detto un mio amico se cercate disimpegno e sangue/violenza andate a vederlo. Altro non ha da dare, quindi non cercatelo.


PS Possibile che per andare al multisala di Marghera mi sia dovuto subire tutti i dementi che andavano a fare il puttan-tour? Con evidenti problemi nel traffico, visto i suddetti dementi inchiodavano per osservare le discinte fanciulle.