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martedì, febbraio 04, 2014

Cattivo Gusto

Il post sulla Boldrini, di lei in macchina sul sedile posteriore è un post di cattivo gusto.

Pochi ricordano che Grillo è stato condannato per omicidio colposo perché ha provocato in un incidente la morte dei passeggeri dell'auto che guidava.


Si può criticare un avversario, ma i limiti del buongusto non andrebbero superati, specialmente chi voleva portare una ventata di novità e pulizia nel parlamento italiano.

Forse l'italiano medio non è migliore degli eletti come sosteneva il movimento 5stelle che voleva portare i cittadini medi ad agire

I commenti sono free of charge, perché non approfittarne?

martedì, gennaio 22, 2013

Epurazioni parziali


Ci sono state le grida: «Mi avete imbrogliato! Dovevate avere il coraggio di dirmelo prima che volevate farmi fuori, dovevate essere uomini!». E le minacce: «Io vi faccio saltare tutto, vi rivolto la Campania, non finisce qui, ve ne accorgerete!». E le accuse: «È stato Berlusconi, è tutta sua la colpa, lui pensa solo al suo interesse».
fonte Corriere

I virgolettati dovrebbero essere di Cosentino, l'ennesimo epurato dalle liste del PdL.
Un partito che fino all'anno scorso era iper garantista, tanto da votare contro all'arresto o indagine di parlamentari in maniera sistematica, ora pare soggetto ad una furia di pulizia.
Sempre parziale, come ricorda bene Cosentino, visto che la pulizia si è fermata davanti al leader del PdL che è miracolosamente scampato dall'epurazione.

E sarà divertente vedere che magari nel momento esatto in cui il PdL proverà ad impugnare la bandiera della pulizia, il suo leader dovrà difendersi dall'accusa di aver avuto una prostituta minorenne; reato che lo stesso leader del PdL aggravò.

In ogni caso la storia di Silvio, dimostra che è stato capace di sacrificare più persone per i suoi interessi: Previti, Dell'Utri, Cosentino e la lista mi sa si allungherà.

martedì, gennaio 01, 2013

To Do 2013

Il presente elenco é scritto come promemoria, i punti sono messi random e solo per la ragione di esser in forma scritta non vincolano lo scrivente a realizzarli.

- leggere almeno un libro al mese;
- vedere almeno un film al mese;
- visitare almeno una volta una fra Dublino e Berlino;
- vedere più concerti;
- tentare di vivere più zen, cioè semplificando la mia vita;
- scrivere un post almeno ogni 15 giorni;
- scoprire chi si candida nella mia circoscrizione per votare qualcuno di serio;

sabato, dicembre 08, 2012

A volte ritornano

L'Italia é in crisi per ragioni strutturali, che il governo dei tecnici sta tentando, con più o meno successo, di risolvere.
A volte le soluzioni sono cervellotiche e molte fondate sull'aumento delle tasse.

Urge però ricordare che uno dei problemi strutturali é la classe politica incapace e senza rinnovamento.
Il centrosx attraverso le primarie ha provato a rinnovarsi, purtroppo ha vinto Bersani politico che credo non adatto, tuttavia Renzi ha finalmente posto il problema dei sempre eletti Bindi, D'Alema, etc che non a caso hanno fatto di tutto per far perdere il rottamatore.
Vediamo se Bersani avrà il coraggio di fermare il rinnovamento richiesto dal 40% degli elettori della sua coalizione.

Il centrodx dopo aver baloccato un po' con le sue primarie e ben 11 candidati ha ricevuto l'alt del padrone del vapore che ritiene di avere più possibilità con l'anziano Bersani, mentre contro Renzi avrebbe ricevuto un cappotto.
Le ragioni per il ritorno del cavaliere risiedono molto nel conto economico: da Mediaset alla Mondadori le aziende stanno subendo la crisi economica italiana ed una incapacità di rinnovarsi.
Ecco che nonno Silvio deve lasciare la bella fidanzata ventenne, di sotto un immagine, per tentare di risolverei problemi che lui nei sui oltre vent'anni di politica (la "fidanzata" non andava nemmeno alle elementari nel periodo della sua discesa in campo) ha contribuito a creare o aumentare.

Poi si chiedono perché Beppe Grillo ha tanti voti, quando l'elettorato deve scegliere per l'ennesima volta le persone che la realtà dei fatti ha giudicato unfit per governare questa nazione.

venerdì, giugno 15, 2012

Deflazione is the only way


Affondo dell’Eni sui prezzi della benzina, con uno «scontone», come l’ha chiamato l’ad Paolo Scaroni, di 20 cent nei weekend estivi in 3mila impianti in giro per la Penisola. Una promozione taglia-gambe per i concorrenti, che scendono subito sul piede di guerra, chiedendo l’intervento dell’Antitrust e pensando allo sciopero.
fonte: La Stampa

Leggendo questo articolo sulla promozione mi è venuto in mente questo post di phastidio sul processo deflattivo che sta colpendo l'Italia.
Il reddito disponibile cala, più dell'inflazione, per via dell'aumento della pressione fiscale e per mantenere i volumi degli anni precedenti abbassare i prezzi, e di conseguenza i costi interni, è l'unica via.

Via che sarà tutto fuorché indolore.

mercoledì, giugno 06, 2012

Simcity

Allarme gettito: nei primi quattro mesi del 2012 le entrate sono cresciute, un miliardo e mezzo in più rispetto al primo quadrimestre 2011 (+1,3%). Ma non abbastanza: rispetto alle previsioni ufficiali del governo, quelle del Def, il Documento di economia e finanza di aprile, mancano all’appello 3,47 miliardi di euro, quasi tre miliardi e mezzo in un solo quadrimestre. A pesare sono soprattutto i minori incassi dell’Iva legati alla crisi economica.
Gente che ha studiato economia e master vari, ma non ha mai giocato a simcity altrimenti si accorgerebbe che aumentare troppo le tasse porta a una diminuzione della capacità di spesa (meno iva) , manda in sofferenza molte aziende (CIGs, disoccupazione).
Alla corte dei conti invece qualcuno ci ha giocato:
Dalla Corte dei Conti arriva invece un appello per la crescita: attenzione ad aumentare troppo le tasse, il rischio è quello di un «avvitamento», di un «circolo vizioso» che compromette la crescita. L’economia «asfittica» tra l’altro si fa sentire sul gettito, sotto le attese, proprio come certificato dalla nota della Rgs oggi, ora e forse anche per i prossimi anni, e «rende difficile» conseguire risultati sul fronte della spesa nonostante gli sforzi che vengono fatti.
fonte: LaStampa

Come è stato detto una volta alla Zanzara su Radio24 molti esponenti di questo governo sembrano professori che tentano di applicare le loro teorie incuranti delle risposte negative della realtà, come ad esempio la riforma delle pensioni con il problema degli esodati.

giovedì, maggio 31, 2012

My 2 cents

Bisogna rifinanziare il fondo per lo spettacolo? Aumentiamo di qualche centesimo la benzina.
Bisogna rifinanziare il qualcosa fondo? Aumentiamo di qualche centesimo la benzina.
Bisogna ricostruire le zone terremotate? Aumentiamo di due centesimi la benzina.

Fossero temporanee, uno sopporterebbe anche questi aumenti, ma tutti sappiamo che sono definitivi come insegnano gli aumenti di accisa per la guerra d'Abissinia.

La benzina è la nuova tassa sul macinato.

lunedì, febbraio 13, 2012

We can't afford


Il tempo è scaduto. Oggi, al massimo domani, il premier Mario Monti dovrà sciogliere la riserva sull'appoggio del governo alla candidatura di Roma ai Giochi del 2020: con un sì, l'Italia riprenderebbe la propria corsa verso le Olimpiadi, un no chiuderebbe le porte ad un'avventura che, in questi mesi, ha visto scendere in campo il Paese nelle sue varie espressioni.


C'è il mondo dello sport in prima linea a spingere per una candidatura, figlia di una congiuntura, a detta del Coni e del Comitato promotore, «irripetibile...». Lo sport italiano e i suoi palazzi hanno fornito a Monti un'accurata analisi sui costi e ricavi dell'investimento su Roma 2020 il 12 gennaio scorso. E, da quel momento, insistente è stato il pressing sul capo del governo a tal punto, così sostiene chi a Monti è particolarmente vicino, da irritare lo stesso premier. «Deciderò nei tempi previsti, ovvero entro il 15 febbraio», così il presidente del Consiglio ogniqualvolta inseguito dall'interrogativo olimpico e il quindici febbraio è arrivato.


Oggi, o al massimo domani. Il verdetto non può più attendere perché entro mercoledì la delegazione italiana, se Roma 2020 otterrà il via libera dell'esecutivo, deve salire su un aereo, destinazione Losanna, per consegnare al Comitato olimpico internazionale il questionario per la candidatura in ottanta copie, passaggio già compiuto da Tokyo, Istanbul, Madrid, Doha e Baku, le altre città in gara. Il direttore generale del Comitato promotore Ernesto Albanese, la dottoressa Rosella Sensi in rappresentanza del comune e Yuri Chechi hanno già il biglietto del volo in tasca, ma, prima, occorrerà una firma attesa da un mese. «A Monti manca solo la penna...», ha ribadito in queste ore il numero uno dello sport italiano Gianni Petrucci tenendo in mano il lavoro della commissione di fattibilità sui Giochi di Roma 2020.  
La Stampa

Leggo queste parole e penso alla Grecia in fiamme. Il disastro dei conti greci è iniziato soprattutto con le spese per le olimpiadi che il loro paese non si poteva permettere.
I mondiali di nuoto a Roma hanno provocato una serie di inchieste e palazzi mezzi finiti, non riusciamo a completare le opere per l'expo a Milano eppure vogliamo imbarcarci in un opera come quella delle olimpiadi.
Gli inglesi sanno già che le olimpiadi a Londra scaveranno le finanze inglesi per anni e loro sono più rigorosi di noi nei bilanci.

Che sia una cosa insensata lo sa per primo il premier italiano, che sta prendendo tempo.
Speriamo che prenda la scelta giusta e lasci cadere il tutto.

giovedì, gennaio 05, 2012

Don't believe the hype

They even had it on the news
Don't believe the hype...


Cantavano tempo fa un gruppo rap americano, parole che possono adattarsi benissimo alla situazione di Lele Mora, che in vista del riesame del tribunale ha tentato il suicidio usando un paio di cerotti; d'altronde abbiamo visto milioni di film in cui i carcerati la fanno finita con dei cerotti!!

I giudici del Tribunale del Riesame di Milano hanno respinto l'istanza di revoca della carcerazione presentata dai legali del manager che nei giorni scorsi ha anche tentato il suicidio. Non sono ancora note le motivazioni dei giudici anche se, a quanto si apprende, il Tribunale avrebbe motivato la sua decisione sulla base del pericolo di fuga. 
fonte Corriere

Ricapitoliamo i fatti, lui ha patteggiato una condanna per il fallimento della sua società, nel prossimo processo per la questione di Ruby/Berlusconi in cui lui è accusato di induzione alla prostituzione sappiamo che aveva acceso conti nel Canton Ticino per quasi un milione di euro soldi ricevuti appunto come pagamento per l'intermediazione delle cene eleganti dell'ex presidente del consiglio.
Il Canton Ticino dista circa un'oretta di strada da Milano, molto strano che i giudici sospettino una sua possibile fuga.

Dopo aver avuto la decisione del Tribunale della Libertá, l'avvocato Luca Giuliante lo ha raggiunto nel carcere di Opera. È stato un incontro «faticoso», ha spiegato l'avvocato. Per quanto Mora se l'aspettasse, la notizia arrivata 15 giorni dopo l'udienza che si è svolta il 21 dicembre, lo ha comunque abbattuto. «Mi stupisce che arrivati a questo punto non si sia presa in considerazione la sproporzionalitá tra la misura e le esigenze cautelari», ha aggiunto l'avvocato Giuliante, «ma in fondo me l'aspettavo. La vicenda di Lele Mora sembra quasi, a giudicare dalle decisioni prese, da porre ad esempio».

Avvocato Giuliante forse se il suo cliente, che ripeto ha patteggiato la pena, evitava di portare soldi in Svizzera magari otteneva la libertà?


Barba lunga, dimagrito di 35 chili. Lele Mora, l' agente dello spettacolo in carcere dallo scorso 20 giugno, è «irriconoscibile» e «depresso». Almeno così lo hanno definito i parlamentari del Pdl Alfonso Papa e Renato Farina, che insieme all' esponente radicale Annalisa Chirico hanno visitato i detenuti del carcere di Opera e San Vittore. Papa, che a Natale è già stato in visita nel carcere di Poggioreale (dove è stato detenuto nell' ambito dell' inchiesta sulla P4), ha ribadito il suo impegno a favore dell' amnistia e per il miglioramento delle condizioni carcerarie alle prese con il sovraffollamento e la lunga scia di suicidi. Buona parte della visita a Opera è stata dedicata, appunto, a Lele Mora, che nei giorni scorsi ha tentato il suicidio (tappandosi naso e bocca con alcuni cerotti). L' agente dei vip, condannato a 4 anni e tre mesi per bancarotta, proprio oggi dovrebbe conoscere il parere del Tribunale del riesame sull' istanza dei suoi difensori che hanno chiesto la scarcerazione per motivi di salute. «Trova conforto nella fede - ha spiegato Papa -. Sta male ma sente la vicinanza affettuosa della sua famiglia e anche di Silvio Berlusconi».  fonte Corriere

Curiosa la parte finale in quanto Lele Mora è implicato in un processo contro Berlusconi in cui la sua unica possibilità di ottenere uno sconto di pena è testimoniare contro Silvio Berlusconi.
Magari è per quello che i vari Cicchitto ed altri parlamentari PdL si stanno adoperando con tutti i mezzi per aiutare il "detenuto" Mora e dare forte risalto mediatico alla sua situazione?
Certo se anche Lele Mora tentava il suicidio in una modalità meno..equivoca forse era meglio per alzare il polverone.

mercoledì, dicembre 14, 2011

Equità

Come Lei certamente sa la manovra che il Suo governo ha predisposto rischia di assestare un colpo mortale a un centinaio di giornali che attualmente usufruiscono dei contributi diretti all’editoria ex legge 7 agosto 1990, n. 250: un sostegno già erogato in misura modesta e incerta negli importi, oltre che pesantemente differito nel tempo. La cessazione dell’applicazione della legge n. 250, prevista all’articolo 29 del recente decreto, avrà riflessi gravissimi sul pluralismo dell’informazione e sulla stessa democrazia, considerato che causerà la fine delle pubblicazioni per l’intero settore della stampa di partito, cooperativa e di idee, notoriamente penalizzato da forti disparità nell’accesso al mercato pubblicitario. Le saranno altrettanto note le conseguenze occupazionali dell’entrata in vigore dell’articolo 29 del decreto e il contraccolpo economico per l’erario, in relazione agli oneri assistenziali che lo Stato dovrebbe accollarsi in seguito alla chiusura di molte decine di testate e la conseguenza perdita di molte centinaia di posti di lavoro, per un volume di spesa persino superiore a quello che sarebbe necessario per reintegrare il Fondo per l’editoria. Quanto alla necessità, altresì prevista dall’articolo 29 del decreto, di stabilire diversi, più severi e oggettivamente verificabili criteri di accesso ai contributi, Le ribadiamo che un rigoroso riordino del settore e il disboscamento della giungla delle sovvenzioni è una rivendicazione che noi per primi abbiamo più volte avanzato, sempre inascoltati. Se però i tempi di questo auspicabile intervento di riordino dovessero risultare lunghi, e si procedesse nel frattempo con i tagli di risorse previsti, la riforma arriverebbe a situazione ormai compromessa, quando i giornali in questione avranno gioco forza cessato di esistere. Nel rivolgerLe la richiesta di un incontro urgentissimo, Le anticipiamo l’invito a un intervento che scongiuri l’apertura di una grave crisi occupazionale ed eviti in extremis un vulnus irreversibile alla libertà di stampa.

Questo è l'incipit di una richiesta di alcuni direttori di giornale che protestano per i possibili, ma sono certo che dopo questo vibrante e commovente appello non ci saranno, tagli ai contributi dell'editoria.
A me è sempre piaciuto però esaminare i testi in dettaglio, quindi esaminiamo la parte in grassetto:

un sostegno già erogato in misura modesta e incerta negli importi
Il sostegno sarà anche modesto, ma se chiudete vuol semplicemente che era l'unica fonte di reddito di certi giornali, questo quando in teoria un giornale dovrebbe reggersi con le sue vendite. Il fatto quotidiano, pur rinunciando ad ogni sovvenzione in un solo anno ha prodotto ricchezza per se e per i suoi editori.

avrà riflessi gravissimi sul pluralismo dell’informazione e sulla stessa democrazia
Perché impedire di leggere a quei cinque/sei lettori è un vulnus per la democrazia? Possono tranquillamente leggere quelle notizie fondamentali, tanto fondamentali che solo poche persone comprano i loro giornali, su internet in un bel sito web o magari stampandosi un pdf se proprio anche loro sono nostalgici della carta.

notoriamente penalizzato da forti disparità nell’accesso al mercato pubblicitario
Alias siccome abbiamo pochi lettori, gli unici che fanno pubblicità con noi lo fanno per sovvenzionare l'editore.

e il contraccolpo economico per l’erario, in relazione agli oneri assistenziali che lo Stato dovrebbe accollarsi in seguito alla chiusura di molte decine di testate e la conseguenza perdita di molte centinaia di posti di lavoro
Qui parte il coro salviamo i posti di lavoro, considerando quanti posti di lavoro stanno saltando in questi giorni si capisce subito che è una premessa che suona vuota. Tuttavia posso dire che è la parte che mi fa più incavolare, è l'equivalente di dire creiamo posti di lavoro fittizi visto che le persone non producendo risultati economici, invece di scrivere potrebbero benissimo andare a fare altro. E questa mentalità ad aver creato le voragini nei nostri conti economici.

a riforma arriverebbe a situazione ormai compromessa, quando i giornali in questione avranno gioco forza cessato di esistere.
Si chiama selezione naturale: non sei letto da nessuno, ergo puoi fallire. Il fatto quotidiano, giornale che ricordo macina numeri, lettori e soldi fu fondato da giornalisti che hanno rifiutato l'andazzo generale per creare qualcosa di innovativo e che ha avuto successo.

eviti in extremis un vulnus irreversibile alla libertà di stampa.
Se puoi dirlo in internet o lo puoi scrivere liberamente non c'è problema di libertà di stampa, ma solo un problema di scarso interesse. E non interessi nessuno non vedo perché dovrei risolvere il tuo problema con le mie tasse, autotassati tu ed i tuoi amici per farlo uscire il tuo giornale.

Trovo vergognoso che quando si discute di non riuscire ad aumentare le pensioni minime di quel 3% perso con l'inflazione si dia fiato per una indegna difesa di una corporazione che crede che i loro privilegi siano un segno della libertà.

giovedì, settembre 01, 2011

September issue

E settembre arrivò con il suo carico di novità: una nuova città dove vivere, nuove abitudini da ritrovare, nuovi colleghi da conoscere, vecchi amici da reincontrare.

Agosto sembra un era fa, con ferie troppo brevi e traslocchi troppo lunghi: attualmente la mia roba è dispersa in tre città.
Ora ho un nuovo ufficio provvisorio, il che in Italia potrebbe essere un sinonimo di definitivo, devo ancora trovare una cassettiera dove spostare le mie cose ma we 're back in business(cit.).

venerdì, agosto 05, 2011

Under zero

I mercati si sbagliano perché questo è il miglior governo dei 150 anni di storia italiana.
Potrebbe essere la sintesi del discorso berlusconiano, dopo averlo sentito ho pronosticato un -5% della borsa e sono stato facile profeta.

All'inizio della crisi (2008/2009) la Germania varò una manovra durissima, irrisa dal duo Berlusconi-Tremonti che varò una manovra leggera. Peccato che quelle manovre erano un messaggio preciso ai mercati: i tedeschi avrebbero fatto tutto quello che serviva per mettere ordine nei conti, l'Italia avrebbe aspettato sempre l'ultimo minuto.

Il discorso di mercoledì alle camere non è piaciuto perché Berlusconi ha detto che non è ancora l'ultimo minuto, ma c'è tempo.
Immaginate di essere un gestore di un fondo pensione americano, dovete gestire le pensioni di impiegati statali che vi hanno detto poco, ma sicuro; voi vi fidereste di mettere i soldi in una nazione che non ha ancora deciso di mettere ordine nei conti, ma semplicemente prende tempo aspettando una ripresa che non si vede?
La risposta sta nel -5%.

mercoledì, luglio 27, 2011

Sintesi Veneta

Mentre guidavo per rientrare a Milano dopo un lungo weekend di ferie, ascoltavo la Zanzara su Radio24, trasmissione che malgrado, o forse grazie, ai metodi dei suoi conduttori riesce a far notizia strappando dichiarazioni ad esponenti politici.

Ieri sera c'era Cacciari a cui avevano chiesto un opinione sull'apertura dei punti di rappresentanza dei ministeri a Monza. Il conduttore aveva prima premesso l'opinione di un altro veneto, il ministro Galan, "è una puttanata intercontinentale" il pensiero chiaro e semplice.
Cacciari rispondeva oltre a ribadire di essere d'accordo con l'opinione di Galan aggiungeva "Non solo è una puttanata, ma è una puttanata che costa. Costa per l'acquisto di computer, costa per (...). Si parla sempre di costi della politica, questo è un chiaro esempio di come i costi aumentano per iniziative al più folkloristiche."

Chiaro e conciso, c'è tutta la tragedia/farsa della politica italiana: iniziative inutili o ridicole che però costano a noi contribuenti.

venerdì, luglio 22, 2011

I liberisti de noantri

Immaginate un mercato in calo/crisi perché i consumatori sono pochi e  con un potere d'acquisto in calo, è chiaro che in questa situazione i fallimenti per i piccoli non possono che aumentare e solo le grosse catene possono sostenere le scarse vendite.

E' un caso classico dell'economia italiana, dove il mercato interno si contrae da due anni, dove si può scegliere di agire o per proteggere i consumatori, non creando "privilegi" o proteggere i venditori, bloccando l'ingresso sul mercato di concorrenti e "creando" per legge riserve di mercato per tutti.
Tutti i governi italiani si sono sempre mossi verso la seconda ipotesi, sempre governi comunisti o di destra. Idem questo governo composto da gente che si proclama liberista e che non ha mai messo le mani in tasca agli italiani (dopo l'ultima manovra è palesemente falso!) non poteva che scegliere di sfavorire i consumatori.
Sotto l'alto scopo di proteggere la cultura e che il sapere/cultura non è una merce come le altre si sono vietati gli sconti oltre i 15% o 25% se promossi dalle case editrici a tutti siti online compresi.
E' l'ennesimo caso di legge ad aziendam fatta contro Amazon.it che per entrare nel mercato italiano si era affidato sia a sconti interessanti (di recente ho comprato 6 libri per meno di 40€) sia ad un servizio di selezione/consiglio sui libri molto innovativo.

Che economicamente sia una scelta che impoverirà culturalmente gli italiani lo capirebbe anche un asino,  visto che provocherà l'ennesima contrazione del mercato visto che una persona normale ha un budget e quello spende, magari rinunciando ad un libro che voleva.

La perdita tuttavia sarà anche culturale visto che Amazon offriva anche una vetrina per piccole case editrici che non avevano la forza per arrivare alle varie librerie sparse per l'Italia, ma che tramite il marketing del sito potevano farsi conoscere sul mercato. Due dei sei libri che ho acquistato erano infatti libri che non trovavo nelle catene classiche.
Ovviamente per la catena americana basterà girare la spedizione/acquisto su una controllata francese o austriaca per bypassare l'editto italiano usando la direttiva Bolkestein 

martedì, luglio 05, 2011

Norme senza padre

Interessante articolo quello dell'Inkiesta, che analizzando la norma salva-Fininvest faccia notare come nessun ministro o deputato voglia metterci la faccia a difendere la norma.

Perfino gli avvocati di Silvio Berlusconi, come Niccolò Ghedini, hanno l’aria sorpresa di uno Scajola che si trova intestata una casa e non sa proprio con chi prendersela.
Solo Maurizio Sacconi la difende nel merito e parla di una norma equilibrata. Solo Sacconi, insomma, mantiene una fedeltà almeno verbale a una storia che di norme improbabili, fatte nell’interesse di pochi, o dell’Uno, è costellata. Solo che una volta quell’Uno era forte e le vinceva tutte: e allora tutti stavano con lui e facevano a gara, anzi, a chi gli dava più ragione. Oggi norme analoghe le fanno passare: ma facendo finta di niente, e sperando che nessuno se ne accorga

martedì, aprile 12, 2011

Incongruenze logiche

Prima dell'inizio dell'udienza, Berlusconi si è intrattenuto con i cronisti, ha ribadito la sua posizione sul tema delle intercettazioni e sul caso Ruby («le ho dato soldi per non prostituirsi») e d è tornato ad attaccare i pm, parlando di «accuse assolutamente inventate e demenziali».
fonte: Corriere

Ora non ci vuole un genio giuridico per capire che se le ha dato soldi per prostituirsi, questo presume che SB sapesse:

  1. che normalmente Ruby, allora minorenne, normalmente si prostituiva per guadagnare soldi;
  2. che non era parente di Mubarak, altrimenti avrebbe avvisato tramite i canali diplomatici della vita "sregolata" della nipote;
ergo le accuse non possono essere inventate e demenziali, semmai lo sono quei 300 deputati che hanno votato una tesi che il loro stesso leader smentisce a piene mani davanti al tribunale.
Nel frattempo siamo sempre in attesa della fidanzata di Berlusconi che avrebbe impedito le orgie ad Arcore.

martedì, marzo 15, 2011

Cherchez la femme

Dietro un grande uomo si nasconde una grande donna, dice un proverbio.
Direi che anche dietro un piccolo uomo si nasconde una piccola donna.
«Umanamente mi dispiace molto per Emilio. Ci siamo parlati. È scosso. Ma ce la farà. Come moglie ho piena fiducia in mio marito, sono convinta che quando le intercettazioni verranno esaminate, non verrà fuori nulla di compromettente». Sono parole di Diana De Feo, senatrice del Pdl e moglie di Emilio Fede dal 1964
fonte: Corriere della Sera.

Le intercettazioni sono disponibili in rete, quindi tutti possiamo farci un idea di quello che è realmente successo e la parte che Emilio Fede ha giocato nelle serate del bunga bunga.
A maggior ragione la moglie che è un magistrato con un importante ruolo nel ministero della Giustizia, tanto da partecipare a riunioni con il ministro della Giustizia Alfano, il presidente del Consiglio e il deputato Ghedini (che guida il team di difesa dalle accuse del caso della minore che, pare dalle accuse della procura, si è prostituita tramite l'attività di mediatore del suddetto Fede, Lele Mora e la consigliera regionale Minetti).

venerdì, marzo 04, 2011

Other Authority

Dopo l'Antitrust che si risveglia dal lungo sonno segnalando i possibli conflitti di interesse di Silvio Berlusconi sugli intrecci fra televisione e carta stampata permessi dal milleproroghe ecco che il risveglio di una seconda authority, la Consob.

Doppio no della Consob ai quesiti posti da Groupama sul riassetto del gruppo Ligresti, ovvero l'esenzione dell'obbligo di opa su Premafin in caso di partecipazione all'aumento di capitale e la possibilità, collegata, di un ingresso diretto in Fonsai da parte del gruppo transalpino.
La conferma è arrivata nel primo pomeriggio con un comunicato di Groupama, dopo alcune indiscrezioni che avevano iniziato a circolare nella tarda mattinata. Nella nota, la società francese spiega che valuterà la situazione sulla partecipazione all'operazione di aumento di capitale Premafin una volta conosciute le motivazioni della Consob. Per Groupama, l'eventuale lancio di una doppia opa su Premafin e Fonsai risulterebbe particolarmente onerosa.
LaStampa

La famiglia Ligresti è stata sempre considerata la longa manu di Silvio dentro i salotti buoni (Mediobanca, RCS, etc) ed è sempre stata aiutata dai poteri legati a Mr. BungaBunga.
La stessa entrata dei francesi in Premafin era un operazione di sistema: permetteva agli indebitati Ligresti di ricevere capitali freschi senza cedere il comando dell'azienda o cedere dei pacchetti di azioni rilevanti per il controllo dei salotti buoni.
Anche un bambino di cinque anni lo capiva che l'entrata dei francesi era in realtà una scalata mascherata, solo che il risparmio nell'evitare l'OPA era pagato solo ai Ligresti con una maggiorazione di prezzo rispetto alle quotazioni di borsa e con una cessione blanda del controllo dell'azienda.
Il doppio NO segna la fine dell'operazione e il possibile declino dei Ligresti che ora dovranno effettuare cessioni pesanti per abbattere i debiti (dalle quote nei palazzi ex-fiera, ai immobili di pregio, azioni varie, etc).
La Consob era stata appena integrata con nuovi uomini provenienti dalle file del centrodx, il presidente era un ex sottosegretario al ministero dell'Economia e ancora uno dei deputati della "maggioranza coesa", ma in realtà sono più uomini di Tremonti che di Silvio.

Il declino di un re significa anche il declino dei suoi cortigiani.

giovedì, marzo 03, 2011

Risparmiare, perchè mai..

«Ho comunicato al Consiglio dei ministri la mia volontà di firmare il decreto di indizione dei comizi elettorali affinché le elezioni amministrative si possano svolgere il 15 e 16 maggio per il primo turno, e due settimane dopo i ballottaggi ove necessario», ha reso noto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. «Il referendum invece si svolgerà invece il 12 giugno secondo una tradizione italiana che ha sempre distinto le due date», ha aggiunto il titolare del Viminale.
fonte Corriere della Sera

Già faceva schifo risparmiare qualche soldo o per dirla con le parole di un deputato dell'opposizione:
Il presidente del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi rincara la dose: «Le parole di Maroni sono molto gravi ed evidenziano due cosa. La prima è la paura dei referendum, la seconda è l'irresponsabilità di chi, in piena crisi economica, sperpera denaro dei cittadini. Si tratta di un furto di 350 milioni di euro agli italiani», conclude Donadi.


Peccato che Maroni e Silvio non si ricordino che il declino e successiva fuga dall'Italia di Craxi è cominciato con il voto sfavorevole di un referendum.
A volte la storia si ripete, solo che la Tunisia attualmente non è un posto adatto.

domenica, febbraio 27, 2011

Saldi di fine stagione?

Bucchino il deputato del PD che ha denunciato di aver ricevuto una proposta per passare al gruppo dei responsabili e dunque allargare la maggioranza, faceva notare che l'offerta era veramente scarsa:
-150000€ come contributo personale
-la promessa di rielezione
Ha definito la proposta come i saldi di fine stagione, in effetti se si pensa cosa ha ricevuto la Sarcinelli una delle starlette coinvolte nell'indagine, bonifici per 115000€ più una land rover (74000 di valore di mercato), ha le sue ragioni a lamentarsi di quanto poco offra.

C'è anche da aggiungere che c'è un valore marginale nella compravendita di deputati/senatori, i primi a cambiar casacca possono ricevere posti da sottosegretario oltre a money, gli ultimi per il loro basso valore di scambio devono accontentarsi delle briciole.

Paradossalmente ora sarebbe conveniente per un deputato pdl fingere un mal di pancia per passare dall'altra parte della barricata e ottenere qualcosa in cambio: con le stesse modalità con cui si passava di operatore telefonico in operatore telefonico per avere qualcosa in cambio.