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mercoledì, marzo 05, 2014

Austerity is working

Ieri ero a curiosare in un paio di negozi fast fashion, e per curiosità mi sono messo a guardare il paese di produzione.

Generalmente i paesi produttori sono quelli dove il costo del lavoro è più basso ( Cina, Bangladesh, Vietnam); solo che era che spiccava un Made in Portugal.

L'austerity ha prodotto un abbassamento dei costi tale in Portogallo che risulta conveniente per i lavori a basso rendimento.

Forse il Made in Italy tornerà negli scaffali dei negozi del mondo non solo per il settore del lusso, anche se non è detto che questo sia un bene.

giovedì, agosto 08, 2013

martedì, gennaio 31, 2012

Differenze lavorative

Quando ho iniziato a lavorare una delle prime cose che ho notato era la differenza fra il mio contratto e quello dei miei colleghi assunti prima di me: esistevano infatti differenze sia sotto l'aspetto contrattuale (es. formazionelavoro) sia sotto forma di benefit che a me non erano concessi.

Quando il mio collega neo-assunto mi ha chiesto perché nella sua busta paga non risultavano i ROL ci siamo lambiccati un po' il cervello per poi chiedere lumi al personale.
La risposta è stata agghiacciante, per i neo assunti non ci sono per almeno i primi due anni!!

Stesso contratto, stessa mansione ma lui avrà ben 3/4 giorni in meno di ferie.

E' strano per una volta essere dalla parte dei privilegiati.

venerdì, novembre 25, 2011

Pessimo Elemento



Il mio lavoro è strano, perché pur facendo l'ingegnere solo il 50% del mio lavoro è al pc il rimanente del tempo lo passo con dei prototipi.
Quindi ho dovuto con il tempo sviluppare una manualità inaspettata anche se continuo ad avere limiti con essa.
Ecco che questa mattina mi aggiravo sperso nel nostro capannone perché dovevo fare delle modifiche ad un pezzo, quando incontro un mio collega.
Siccome so che in questi campi è più esperto gli chiedo un consiglio, lui guarda il pezzo e dice "Che problema c'è? Vieni.." (in realtà in mezzo di sarebbero un paio di bestemmie e qualche "tu ti inculi", ma per amor di censura riporto una versione edulcorata).
Mi porta nella stanza chiamata container (o deposito della spazzatura a seconda di chi parla ), qui evoca gli spiriti (una litania di bestemmie), prende un catenone dorato, indossa un paio di occhiali protettivi, prende una flex a mani nude e avvolto dallo spirito di PE Baracus si immerge in un mare di scintille, provocate dalla flex e dai tagli sul pezzo, per fare le modifiche di cui avevo bisogno.
Fatte le modifiche il mio collega si allontana verso la macchinetta del caffè mentre la sigla di A-team copre il rumore delle sue bestemmie.

mercoledì, novembre 02, 2011

Magic words

Puntuale come la scadenza di una cambiale è arrivato il mitico invito al Christmas party.
La mail d'invito si è diffusa leggiadra fra i vari pc, lo si capiva dal suono del vaffanculo di chi la riceveva.

Sembrava che come al solito sarebbe andata una delegazione decimata di coscritti, fino al momento decisivo: quello in cui uno ha letto con attenzione l'annuncio in allegato.
Sono bastate due parole per far cambiare idea a tutti; no non c'era scritto lap dance, ma qualcosa di più attraente per il profondo nordest.
Le magiche parole erano open bar, che qui hanno tutti tradotto con sbornia gratis.

Non oso immaginare cosa succederà al party, già l'anno scorso quando me ne andai (circa l'una) successe di tutto con colleghi che si odiavano che hanno iniziato a fraternizzare fra di loro, coppie improbabili che limonavano allegramente, accenni di striptease (ovviamente nessuna foto, solo racconti orali).. Immaginate ora le stesse persone un anno dopo con un open bar, beh se non altro sarà divertente.

domenica, settembre 18, 2011

Dubbi domenicali

Domenica sera, mi chiedo quante persone troverò in ufficio domani mattina.
Stasera era l'ultimo giorno di Friuli Doc; venerdì mattina dopo il primo giorno della manifestazione eravamo il 30% in meno.
Ad occhio e croce saremo meno del 50%, almeno attivi magari un paio di zombi faranno opera di presenza.

Edit: direi che eravamo attorno al 45% di presenti

mercoledì, settembre 14, 2011

Ufficio che vai..

..usanza che trovi.
Nell'ufficio dove mi hanno messo provvisoriamente, quindi come tutte le cose provvisorie italiane quasi definitivamente, devo condividere gli spazi con alcuni colleghi.
In ufficio ci sono due telefoni, il primo in condivisione a due colleghi, chiamiamoli cip&ciop, il secondo invece è appannaggio mio e dello stagista, quindi mio visto che nessuno chiama lo stagista.

Con la scusa che il mio ufficio è provvisorio, io come riferimento telefonico quello del centralino cosa che mi evita di ricevere troppe telefonate, invece i miei due colleghi cip&ciop hanno quel riferimento fisso.
Solo che.. ad ogni chiamata che ricevono si guardano negli occhi, stile film western. Rispondi tu? no fallo tu! mi sembra di sentire le frasi silenziose che si scambiano con quegli sguardi. Dopo un po' uno dei due cede, di solito cip, sospira e alza il telefono per rispondere.
Tenendo conto che il tempo è comunque trascorso molto spesso chi aveva chiamato mette giù.

Ma questo è il best scenario, perché può capitare che cip&ciop proseguano il braccio di ferro e nel frattempo chi chiamava decide che forse scrivere una mail è meglio.

Credo che dovrò adeguarmi alle usanze locali per evitare di essere sommerso da telefonate.

giovedì, maggio 05, 2011

Il lavoro ai tempi del calesse

Ricordo un racconto di fantascienza di quand'ero adolescente.
C'era una base su Marte che comunicava via radio alla Terra di un'invasione aliena, ma a causa della distanza i messaggi arrivavano con una forte differenza d'orario rendendo la comunicazione asincrona e quindi un po' barocca.

Beh, in un certo senso mi trovo nella stessa condizione.
Coordino un progetto europeo per conto della filiale americana, nessuna promozione semplicemente per ragione di costi serviva uno che agisse dall'Europa risparmiando sui viaggi intercontinentali, e quindi mi trovo ad interagire con clienti francesi seguendo le direttive americane.
Immaginate la scena io discuto nella mattinata via mail con il cliente francese su alcuni dettagli, arriviamo ad una conclusione e poi giro il tutto al collega americano.
Questo verso le 15/16 vede le mie mail, mi manda un paio di mail per discutere di alcuni particolari, tento di rispondergli prima possibile visto che devo uscire dall'ufficio e alla fine mi da le sue conclusioni verso le 20 o le 21. Orario in cui di solito io sono a casa a mangiare o a lavare i piatti.
La mattina accendo il pc guardo la mia mail e ci trovo le sue conclusioni "serali", che elaboro e giro la questione al cliente francese.

A volte credo che come benefit aziendale dovrei chiedere delle aspirine per il malditesta

mercoledì, gennaio 26, 2011

A day in office

Alle 9.00 puntuali, d'altronde sono svizzeri, arrivano in sede i clienti. La riunione inizia, per mia fortuna in italiano, per affrontare i temi trattati nelle mail che ci eravamo scambiati.
10.30 finisce il meeting ed inizio a rispondere alle varie mail che mi sono giunte dai colleghi svedesi.
11.00 riesco a preparare i documenti che hanno richiesto nel meeting e li spedisco via mail
12.30-13.30 pausa pranzo
15.00 imprevisto causa uno sciopero dei portuali in Francia altro giro di mail con il cliente francese su come risolvere i problemi
16.00 inizio conference call con un cliente spagnolo
17.00 invio una serie di mail ai colleghi americani, west cost, che li leggeranno nella loro mattinata in modo da rispondermi quando qui sarà sera.

Se quando facevo il liceo mi avessero detto che questa era una mia giornata tipo, avrei pensato di essere un mega manager cosa quanto più distante dal vero.

mercoledì, agosto 04, 2010

Di affitti e cedole

Sulla questione della cedolare secca sugli affitti c'è chi ne ha parlato già con maggiore esperienza/cognizione finanziaria (leggete qui ).
Tuttavia io faccio notare i benefici nel farla, che vanno oltre la mera emersione del nero o di ridare ossigeno alle casse comunali colpite dai trasferimenti.
Il mercato del lavoro in Italia ha notevoli blocchi, uno dei maggiori è la mobilità sul territorio: è molto difficile convincere le persone a spostarsi di città o regione, capita piuttosto che la gente preferisca una lavoro meno qualificante o ricominciare un nuovo lavoro.
Uno dei problemi, lo posso dire avendolo provato sulla mia pelle, è la ricerca di un appartamento con tutto il corollario di visite, garanzie da proporre, ecc, ecc e sto parlando di una persona che si propone come ingegnere con tanto di contratto a tempo indeterminato.
Creare una cedolare secca permette di introdurre un primo elemento di modernità nel mercato delle locazioni, che è sempre stato trascurato legislativamente in quanto l'Italia è storicamente un paese di proprietari di prime e seconde case.
I proprietari di immobili inizieranno a mettere nel mercato degli affitti degli immobili chiusi, i comuni saranno così incentivati a colpire, tramite l'ICI, le seconde case vuote/sfitte che non danno il potenziale 20%.
Avremo così una maggiore offerta e una pressione minore dei prezzi (si spera), chi vive a Milano o a Roma sa le cifre che girano in queste città.
A questo punto molti immobili saranno appetibili per delle SIIQ che potrebbero mettere a reddito immobili che attualmente sono vuoti. Creando anche una (mini)boccata d'ossigeno al mercato immobiliare che deve ancora assorbire un numeroso stock di invenduto, malgrado le stime del mercato ufficiale siano più che positive.
A questo punto dopo aver stimolato l'offerta, tramite cedola secca, il governo potrebbe anche incentivare la domanda pensando a detrazioni/deduzioni serie anche per nucleo familiare (pensiamo anche agli studenti fuorisede che devono pagarsi un affitto).

Se perciò la manovra dal punto di vista economico sarebbe nel caso migliore a costo zero nel peggiore in perdita, secondo me avrebbe numerosi aspetti sociali che potrebbero consigliarlo.

mercoledì, marzo 03, 2010

Autobus



Cena con ex-compagno di università in viaggio per lavoro a Milano. Classici racconti sui vecchi compagni, cosa fanno, ecc, ecc.
Alla fine mi racconta di un incontro pubblico fatto con il responsabile del personale di una grossa azienda italiana.
Tra gli argomenti trattati, c'è stato anche il "vogliamo bene" al dipendente, lui ha esplicitamente detto che è una leggenda:
Le aziende sono come gli autobus: decidono chi deve salire, ma anche decidono chi deve scendere e quando deve scendere.

mercoledì, febbraio 10, 2010

The only way is up

La visita del nuovo manager ha avuto dei risvolti interessanti, e per certi versi ironici.


I problemi sono rimasti li sul tappeto, anzi sotto il tappeto sia mai che qualcuno li noti, ma ci sono stati dati i nuovi obiettivi da perseguire come un esercito di conquista.


20% in più, perché le sfide sono il nostro pane quotidiano e noi dobbiamo crescere in doppia cifra.


Al che uno dei tecnici più esperti ha proposto un modo molto semplice per raggiungere la meta: aumentare del 20% le offerte. Malgrado la saggezza di tale proposta, credo che i commerciali non siano particolarmente d'accordo.


La sola via è in alto.Tags:


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martedì, febbraio 02, 2010

Look back

Questa settimana sono più irrequieto del solito, non a causa del tempo.
Tanto per cambiare è iniziato il rituale assegna un general manager a quei dementi dell'Italia, rituale che comporta che tralasci il lavoro per rendere il posto più pulito e presentabile.
Rituale iniziato con una simpatica mail in cui ci veniva richiesto/ricordato di essere presenti in data xx e di evitare di ammalarci.

Conseguenza di questo bel rituale è che da una settimana ho interrotto i miei progetti per seguire quelli di un altro in modo da permettere le spring clean.
Nel frattempo il lavoro che ho lasciato a metà, non viene svolto da nessuno e come ulteriore beffa altro lavoro targato urgente si appresta ad essere rovesciato nella mia scrivania.
A forza di sussurrarlo, annunciarlo un timido risveglio del mercato americano si nota; provocando l'effetto ingorgo perché nessuno vuol perdere la ripartenza.

La cosa che mi fa irritare pesantemente è però il fatto che è, tanto per cambiare, l'ennesimo manager straniero che oltre all'Italia ha assegnata anche la Germania: ovviamente ci controllerà tramite i dati forniti dai vari database senza entrare nell'operatività quotidiana.

Operatività quotidiana che invece andrebbe invece gestita, visto che attualmente non c'è nessuno che faccia da interfaccia fra la parte commerciale, parte produttiva e parte di supporto/amministrativa: sono tutte come isole che utilizzano certi ponti per comunicare una con l'altra.
Avere una persona che guarda all'insieme invece che alla somma delle parti permetterebbe di prendere decisioni anche impopolari, ma che garantirebbero un certo equilibrio e una possibilità di evolversi.

Perché se non ti evolvi sei destinato ad estinguerti.

mercoledì, novembre 25, 2009

Working time

L'inutile polemica di Rotondi sulla pausa pranzo (inutile perché ha molti è capitato di saltare il pranzo causa problemi al lavoro, polemica perché se avesse veramente a cuore il tema poteva farlo affrontare durante il rinnovo dei contratti del pubblico impiego) ha riportato in primo piano la questione dell'orario di lavoro.
Chiaramente il tema è stato scelto per discutere in modo da distrarre da altri temi, ma secondo me è un peccato lasciar sfumare il dibattito.
L'Italia sta gradualmente trasformandosi in una nazione di servizi da una nazione manifatturiera, certo molti dei servizi sono legati all'industria manifatturiera (es. manutenzione, progettazione) ma sono comunque servizi.

Quand'ero in Inghilterra, l'orario lavorativo era molto libero: a parte chi svolgeva funzioni di front desk, cioè a contatto con il cliente, gli altri avevano la più ampia liberta, l'unico vincolo era fare le 40 ore settimanali.
Uno poteva scegliersi l'orario di inizio a partire dalle 6.30, se fare o meno la pausa pranzo e di quanto tempo farla, allungare l'orario per poi recuperare nei giorni successivi o uscire prima per delle incombenze e recuperare durante il corso della settimana.
Il venerdì pomeriggio libero, infatti era ottenuto dall'allungamento dell'orario di lavoro nel corso degli altri giorni della settimana.
Il risultato di una pianificazione così libera era la possibilità per chi lavora di poter continuare il lavoro, quando hai una scadenza oltre il normale orario senza dover richiedere straordinari o regalare ore gratis all'azienda, uscendo magari prima il venerdì o iniziando più tardi la mattina dopo; ma è anche di aiuto ai genitori che possono andare ad una riunione il pomeriggio uscendo prima un giorno e recuperando i giorni dopo.
Basterebbe creare una banca ore, cosa fattibilissima visto che tutti hanno un badge su cui timbrano.

Ho provato a parlarne nella mia azienda, essendo legati al contratto nazionale del commercio in fondo non occorrono deroghe al contratto nazionale, trovando l'entusiasmo non solo da parte dei miei colleghi, ma anche del direttore tecnico e le orecchie da mercante da parte del responsabile del personale.
Gelo dovuto sia al fatto che essendoci delle persone che hanno relazioni con il cliente che creerebbero problemi, sia a persone che hanno già dato prova di prendersi "libertà" quando non dovevano; in altre parole vige la vecchia regola l'Italia è un paese del non merito, piuttosto che dare qualcosa a chi merita si preferisce non dare niente a tutti

domenica, novembre 01, 2009

Istantanea lavorativa

Venerdì 30: si sommano la chiusura della settimana con quella del mese.
Sono le 17.28, la giornata lavorativa si chiude alle 17.30

I commerciali non ci sono o in giro per appuntamenti con ditte vicino a casa o direttamente da casa via telelavoro.
Le segretarie del backoffice sono vestite con il badge in mano pronte a timbrare il cartellino e fuggire verso il weekend.

Noi tecnici invece abbiamo ancora il pc acceso, che continuiamo a lavorare quei 5, 10 minuti oltre il normale orario lavorativo.

Ci dovrebbe essere un morale in questo? Boh..

Forse fare un lavoro, anche manuale, ti rende più orgoglioso del tuo lavoro? Può darsi..
Forse siamo pagati di più? Non credo.
Forse siamo più disorganizzati e non smettiamo in tempo?

Non ho ancora trovato una risposta soddisfacente e forse non la troverò mai.

mercoledì, settembre 23, 2009

Macchinetta del caffè

Sembra ieri, invece era stato meno di nove mesi fa, quando ci hanno portato la nuova macchinetta del caffè.
Ne consumavamo troppo e allora il fornitore c'è ne aveva fornita una più potente, per non dover fare rifornimento troppo spesso.

E di oggi la notizia che ci verrà riportata quella vecchia, ne consumiamo troppo pochi.

Facile con il 50% in meno di personale.

50% in poco più di un anno.
E all'americana, mica quelle minchiate alla Imse.

Se pregato di lasciare il tuo ufficio. Oggi. Per sempre.

La scorsa settimana è toccato all'ex-CFO sentirsele dire.

Ora vado a prendere un thè per evitare che si portino via anche questa.

martedì, luglio 28, 2009

Challenge

"In questo momento ho un sacco di lavoro da fare, di sfide da affrontare.Mai io ho bisogno di sfide, altrimenti tutto diventa noioso."

Mi racconta l'americano che è venuto a tenerci un corso di aggiornamento. La capacità di vedere il lavoro come qualcosa in cui misurarsi è forse la molla che lo ha spinto ad assumere il suo ruolo e che gli ha dato la capacità di raggiungere il suo livello di preparazione.

Il corso non serve solo per l'aggiornamento tecnico, ma è anche preparatorio per un cambiamento nei modi di lavorare, che sarà collettivo per tutta l'azienda...la sua più grande sfida in questo momento.

Questo senso di vedere il proprio lavoro come qualcosa in cui mettersi in gioco era proprio anche dell'altro lead engineer che ci aveva tenuto un corso l'anno scorso.
E che ci aveva sfidato ad avere gli stessi risultati della sua sede, dei suoi uomini.

Confesso che un po' l'invidio, a volte quando guardo le mie mail di lavoro, sento solo il sapore di routine e di fastidio perché con la scusa della crisi economica la gente riesce a spiegare la propria sciatteria nel lavoro.

venerdì, marzo 13, 2009

Conversazioni sul futuro

A colloquio con la responsabile del personale, da qui in poi identificata come HR (Human Resources Manager)

Jak: Scusa per questo anno si può parlare di un aumento?

HR: è già tanto se possiamo parlare di mantenere il posto di lavoro, quindi non allarghiamoci.

Jak: Hum, capisco (in realtà no, ma cosa vuoi aggiungere...)

HR: quindi torna a lavorare in miniera!!

Jak: Ti hanno mai detto che sei simpatica?

HR:..? No

Jak: Ecco, domandati il perché...

venerdì, marzo 06, 2009

No more coffee

La mia azienda ha trovato un modo molto brillante per limitare le pause caffe.
Niente di draconiano, stile circolari in cui si invitano a non andare in gruppo a bere il caffè o a evitare assembramenti (fatto avvenuto nella mia prima azienda) o improvvisi aumenti di prezzo.

Niente di questo, ma semplicemente hanno cambiato la macchinetta e questa fa i caffe ed i the che sanno di plastica.

Una delle segretarie ha provato a lamentarsi con il tecnico del caffe, aggiungendo che il the era meno zuccherato!!
Al che ha scoperto quello che quasi tutti sanno: che è liofilizzato e la polvere viene mescolata con acqua calda, perciò lo zucchero è sempre lo stesso, solo con l'espresso il tasto + o - zucchero funziona.

In Inghilterra invece era il contrario, il the era in bustina, che poi dovevi buttare, mentre il caffè era quello liofilizzato (dal sapore mi pareva nescaffè).

giovedì, gennaio 22, 2009

Il corso

Leggo il nome sul display, malgrado tutto decido di rispondere.
Una squillante voce femminile mi dice "Parlo con il figo più figo dell'azienda?"

"Ovviamente. Che ti serve?" chiedo io.

"Beh...dovresti fare il corso e il questionario alla fine."

"Hum..."

"Dai ti da una mano segretaria_bionda. Vero che gliela dai a Jak?" la sento chiedere in ufficio.
Dal telefono si sente rispondere: "Certamente che gliela do."
Un'altra voce, quella di segretaria mora si inserisce: "Gliela do anch'io, sempre se la vuole."
"Vedi Jak" conclude" qui tutte te la danno. Su vieni qui."

Per un attimo penso di dirle che persino lavorare mi pare più interessante del corso, ma poiché se voglio un aumento devo parlare con il capo del personale, cioè lei, le rispondo "Se tutte vogliono darmela...vengo."

Il corso era sulle molestie sessuali, ovviamente al questionario ho preso il massimo dei voti.